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Archivio della categorie ‘Videogiochi’

Splinter Cell convinction

6 Agosto 2010

Il videogioco si distingue soprattutto per la metamorfosi che ha subito il suo protagonista, Sam Fisher, al punto che quasi appare irriconoscibile.

Ubisoft, casa produttrice del gioco, ha deciso di imprimere una piccola rivoluzione che piacerà agli amanti della tattica virtuale, fino a dare un taglio cinematografico che entusiasma ancora di più chi sta ai comandi davanti al monitor. Sam ha la morte della figlia nel cuore, è svincolato dalla sua agenzia. Insomma, è un personaggio completamente cambiato. Sam è nello stesso tempi più umano e più aggressivo ma anche più impulsivo e  tratti sensibile. Lo si capisce dalle meccaniche del gioco in cui si specchia il protagonista. Non c’è più la rigida modalità stealth. Sam riesce a muoversi velocemente, spietato. I suoi migliori alleati sono le ombre e le coperture. Non esita a lanciarsi nei conflitti a fuoco, scala i cornicioni, è così agile da arrampicarsi su grondaie, cornicioni e tubi. Imprese compiute a mani nude, senza alcuna attrezzatura. Il che rende tutto più spettacolare.

Schizza con velocità tra i nemici, gli salta addosso, gli piomba da dietro. Riesce ad eliminarsi anche senza ricorrere alle armi. In modalità Mark ad Execute, Sam riesce ad uccidere una serie di nemici nel corso di una sequenza che ricorda i migliori film d’azione. Una sequenza agghiacciante che al cinema farebbe tenere incollati gli occhi allo schermo pure allo spettatore più distratto. Il cuore dl gioco è lo spostamento ragionato nell’ombra. Gli spostamenti tra le coperture sono automatici. C’è un puntatore ad indicare i possibili elementi dello scenario a portata di salto. Gestire il gioco è davvero facile. Per assistere ad un’acrobazia atletica di Sam basta schiacciare un solo tasto. Se la copertura salta, i nemici memorizzano l’ultima posizione di Sam per poterlo individuare e colpire più facilmente.

Al giocatore la Ubisoft offre diverse modalità per raggiungere gli stessi obiettivi, proprio come in film d’azione, senza risparmiare qualche scena parodistica, come quando Sam, per convincere i nemici a vuotare il sacco, li picchia con ciò che gli capita sotto mano. In altre parole, l’impostazione narrativa funziona molto bene e convince. Più discutibile l’aspetto grafico. Il motore grafico, Un real Engine 2, fa sentire i suoi anni e rende alcune scene d’azione singhiozzanti. Lasciano a desiderare a tratti anche le texture con ambienti molto santardizzati e squadrati dove la fantasia sembra un po’ dimenticata.

Luca Saulino

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In arrivo la nuova linea IMac

3 Agosto 2010

apple-imac-aluminumNovità in vista per gli amanti dei computer della Mela. Apple, infatti, ha deciso di aggiornare la linea degli ormai superfamosi iMac. I prezzi partono da 1199 euro (Iva e tasse incluse). Spiccano, vere e proprie rivoluzioni, i processori  dual core fino a 3,6 ghz,  processori quad-core fino a 2,93GHz e processori grafici dedicati, tra i quali troviamo  il potente chip ATI Radeon HD 5750. Tra le novità registriamo il nuovo Magic Trackpad, che presenta un design in vetro e alluminio ultraliscio, ma questo accessorio è disponibile separatamente a 69 euro, e permette agli utenti della linea Imac l’opportunità di servirsi degli stessi gesti davvero intuitivi già in dotazione ai Multi-Touch dei portatili Mac. I tempi della prestazioni iMac si distinguono ancora una volta.  Discorso che vale sia per i processori dual-core Intel Core i3, che per Core i5 e quad-core Intel Core i5 e Core i7.

Tutti dispongono di un controller della memoria che permette l’accesso diretto alla memoria del sistema e nello stesso tempo consente di sfruttare a pieno la memoria veloce a 1333MHz. Passi in avanti anche per gli appassionati dei giochi 3d con i nuovi processori grafici dedicati ATI Radeon HD che assicurano immagini molto ben definite. Colori brillanti e un angolo di visualizzazione particolarmente ampio (178 gradi) lo offre lo schermo dei nuovi iMac, che presenta la tecnologia Ips. Ottimo in quanto a compatibilità lo slot che supporta il formato SDXC, ovvero quello delle schede di archiviazione più avanzate, di largo uso soprattutto nelle fotocamera digitali e nei lettori mp3. La velocità di trasferimento dati del disco Ssd può raggiungere la velocità fino a 251 mb al secondo per tempi di avvio e apertura delle applicazioni ultrarapidi.

Ricordiamo che i computer Apple sono dotati del sistema operativo più evoluto della serie, Mac OS X Leopard, che si accompagna all’ultima suite di applicazioni grazie alla quale si possono realizzare filmati, gestire foto, comporre musica, imparare a suonare, solo per citare alcuni aspetti. Il sistema operativo è il frutto di un aggiornamento rispetto ai precedenti. I geni della casa di Cupertino lo hanno ottimizzato e perfezionato cercando di non deludere le aspettative degli utenti, e sembrano esserci proprio riusciti. Veniamo ai costi del nuovo iMac. 21,5 pollici, processore Intel Core i3 a 3,06GHz. In Italia lo si può acquistare allo stesso prezzo degli altri paesi: 1199 euro, che diventano 1699 per il modello da 27 pollici.
Luca Saulino

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Stalker Call of Pripyat

2 Agosto 2010

stalker-call-of-pripyat-1Nel 2007 Stalker Shadow of Cernobyl risultò come uno dei videogiochi di fantascienza più suggestivi. Direttamente ispirato all’omonimo film del 1979, il prodotto di casa Gsc era riuscito ad entusiasmare gli appassionati del genere.

A decretare il successo soprattutto la tensione legata all’ambientazione successiva al disastro nucleare. Il giocatore, dunque, veste i panni del sopravvissuto alla catastrofe che sconvolse il mondo intero. E’ costretto via via a vagare in un territorio desolato, seriamente contaminato dalle radiazioni. Muoversi in quelle zone dopo la strage non è affatto semplice. La vita risulta condizionata in ogni spostamento. Il videogioco di tre anni fa, tuttavia, presentava un’interfaccia non troppo semplice per chi è poco esperto davanti al monitor e un motore grafico particolarmente pesante. L’ultimo prodotto riprende la storia di Cernobyl, senza variare l’interfaccia dei comandi.

Sul palmare vengono annotate le missioni da compiere, poi c’è la mappa degli obiettivi da raggiungere, le risorse a disposizione dell’utente, lo stato delle armi, delle armature e il rilevatore di oggetti, già presente nella precedente edizione. La nuova versione è compatibile con le DirectX 11 ed è più stabile (la 2007, infatti, a volte faceva andare in crash il sistema). Fa un passo in avanti la grafica, grazie ad immagini più dettagliate. Poche le novità sul fronte delle meccaniche di gioco. Lo spazio di gioco non è altro che una grande area piena di rifugi, cavità sotterranee ed edifici nei quali sono ambientate le missioni.

Anche il raggiungimento degli obiettivi risulta abbastanza ripetitivo: l’eliminazione di un soggetto, la disinfestazione dei mostri mutanti, la raccolta delle informazioni. Quando finisce una missione, il giocatore ha a disposizione tesori, oggetti, tute speciali e nuove armi che vanno ad arricchire l’arsenale (mitra, pistole e fucili). A differenza dell’edizione precedente, il giocatore deve essere molto più attento ad amministrare i comandi. Basta una piccola disattenzione per farsi sfuggire dall’occhio uno dei tanti strumenti per far fronte al nemico che avanza.

Gli Stalker, infatti, sono molto cauti negli spostamenti sul territorio e avanzano con diligenza. I combattimenti, dunque, sono diventati più impegnativi. Tuttavia il ritmo è rallentato da lunghissime fasi esplorative alle quali il giocatore non si può sottrarre. Davvero scadente la qualità dei dialoghi che toglie non poco fascino al gioco. Il livello di difficoltà resta elevato. Come resta pensate il motore grafico ormai datato. Eccellente invece la sezione multiplayer.

Luca Saulino

Videogiochi

Runaway a twist of fate

30 Luglio 2010

55988_origChe si tratti di un videogioco intrigante ed entusiasmante lo si capisce già dall’inizio che spiazza chi sta davanti al monitor. Gina riceve una chiamata con la quale viene a sapere di un incidente accaduto a Brian nell’ospedale psichiatrico in cui è ricoverato ed è morto. Lei, professione ballerina, prende parte al funerale e, mentre segue l’esequie, riceve uno strano sms sul cellulare. La vittima le dice che, in realtà, è ancora vivo e che la sua morte non è altro che una messa in scena per fuggire da quella struttura diventata un carcere, e trovare finalmente l’assassino dell’omicidio di cui è accusato. Un’impresa difficile, se si considera che per fuggire è finito in un tomba sotto terra. Il gioco ha come obiettivo proprio quello di cercare chi ha incastrato Brian e per quale motivo. Un thriller a tutti gli effetti dove non manca qualche nota comica, tutto arricchito da un montaggio in stile cinematografico. Il giocatore è chiamato a vestire ora i panni di Gina, ora quelli di Brian, tra numerosi colpi di scena. La grafica è davvero spettacolare con un mix di cel shading, immagini in formato bitmap, sfondi dipinti a mano, altri a tratti cartoon. Un impatto visivo notevole che non delude affatto le aspettative di chi ha acquistato il gioco prodotto dalla Pendulo studios (costo 29,90 €). Il giocatore si muove tra scenari particolarmente colorati e ambienti affascinanti in cui si cercano e raccolgono oggetti.

Per velocizzare gli spostamenti dei due protagonisti si potrà fare doppio clic sulla zona di destinazione per materializzare la loro presenza in posti geograficamente molto distanti, in realtà. Nel menu a scomparsa troviamo i comandi per accedere all’inventario e visualizzare le opzioni di gioco o gli aiuti. Numerosi gli enigmi di fronte ai quali si troverà il giocatore. Enigmi posti all’interno della trama che possono essere svelati grazie ad un ragionamento logico e utilizzando in combinazione gli oggetti presenti nell’inventario. Se l’enigma dovesse risultare davvero irrisolvibile, basterà far ricorso alla procedura di assistenza che fornisce suggerimenti o soluzioni. Basta premere, inoltre, il tasto Tab per accedere agli hot spot, ovvero i punti in cui è possibile l’interazione tra i personaggi. Funzioni queste riservate ai giocatori più esperti che riescono ad avere un controllo totale del percorso del gioco. L’importante è impegnarsi con la logica, senza farsi troppo aiutare dall’assistenza. Altrimenti che sfizio c’è!

Luca Saulino

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Supreme commander 2

1 Luglio 2010

Era il 2007 quando sul mercato usciva la prima edizione di Supreme Commander: un videogioco futuristico lanciato dalla Gas Powered Games, l’azienda guidata da Chris Taylor, l’inventore di Dungeon Siege. Tre anni più tardi gli appassionati del genere possono cimentarsi nel secondo capitolo del videogame. Una guerra tra robot, particolarmente pubblicizzata, che sembra piacere anche ai giocatori occasionali.

supreme

La formula ideata dalla software house americana è più o meno la stessa di quella iniziale. Ovviamente non potevamo mancare quei cambiamenti tanto attesi già dai possessori della prima edizione. Tuttavia, chi si attendeva un gioco completamente ridisegnato, resterà un po’ deluso. Vediamo insieme pregi e difetti di questo videogioco (costo 49, 90 euro, requisiti S.O. Windows XP, Vista, processore Intel 3,2 Ghz, 2 Gb di ram, scheda video con 256 mb di memoria). La prima novità che salta all’occhio del giocatore è un’impostazione narrativa più coinvolgente. Ogni storia, scandita da un approccio sicuramente più diretto, è incentrata sulle imprese di un membro in eterna lotta tra loro, ovvero Uef, Aeon Illimunate e Cybran Nation). In effetti, il giocatore si appassiona a questi scontri senza mai annoiarsi. Diciotto le missioni in cui è articolato il gioco, sei per ogni fazione. Una trama avvincente. Peccato per alcuni spunti narrativi un po’ retorici e la qualità dei filmati che a volte lascia a desiderare. In generale, Supreme Commander è un videogioco avvincente e si conferma tra i migliori della categoria.

 Una vera e propria rivoluzione la possiamo apprezzare sul piano della grafica. Qui l’azienda di Chris Taylor ha deciso di investire molto, mutando lo stile delle unità di combattimento, che – non lo possiamo nascondere – sembrano ispirarsi inequivocabilmente al look dei manga giapponesi. Qualche passo in avanti lo attendevamo sotto il profilo delle ambientazioni, come già detto, di tipo futuristico. Le scene sembrano troppo analoghe tra loro, quasi come se non ci fossero differenze. Cosa che si verifica anche nelle mappe del videogioco. Mappe, tra l’altro, più scarne e più piccole. Le dinamiche, invece, non sono cambiate. Lo stile è quello iniziale. Uno stile di successo, adottato dall’intera categoria. Obiettivo del gioco: recuperare le risorse, nel nostro caso massa ed energia, per mettere su edifici destinati agli eserciti e poter condurre cos le battaglie. Cambiamenti positivi per quel che riguarda la gestione delle operazioni militari: controlli più immediati con movimenti meno caotici, a differenza del primo capitolo.

In fondo, per sconfiggere i nemici non occorrono imprese titaniche né eserciti particolarmente vasti. Basta potenziare le truppe puntando sulla specializzazione delle unità. Risultato raggiungibile attraverso un upgrade del videogioco, che si può fare facilmente sfruttando, appunto, lo schema ad albero dedicato alle specializzazioni. Non è cambiato, invece, il motore grafico. E’ lo stesso del primo capitolo e sembra dare buoni risultati. Garantiti gli effetti spettacolari come le esplosioni fragorose e luminose, i dettagli delle truppe, le illuminazioni davvero futuristiche. Un miglioramento forse era possibile per le fasi del gioco che presentano una dinamica più accelerata. Pensiamo ai momenti dei combattimenti, in cui il motore grafico rischia, solo in alcuni brevi frangenti, di risultare un po’ lento, con un framerate un po’ singhiozzante. Tuttavia, agli occhi dei meno patiti per il genere, questa pecca può anche passare inosservata, controbilanciata, come già detto, da effetti davvero spettacolari e una narrazione coinvolgente al punto giusto. Definirlo un capolavoro, come qualcuno si preparava a fare a pochi giorni dal lancio, sarebbe esagerato e azzardato. Sicuramente Supreme Commander 2 è un buon gioco, tra i migliori della categoria che rimanda ai meccanismi strategici in tempo reale. In generale, le impressioni sono positive. A storcere il naso sono soltanto gli appassionati che si aspettavano davvero qualcosa in più, a distanza di tre anni dal primo capitolo. Le correzioni apportate dalla software house sembrano non aver accontentato chi è disposto a trascorre ore e ore, anche quasi intere giornate, davanti al monitor del computer, per cimentarsi nella guerra dei robot tra Uef, Cybran Nation e Aeon Illuminate. Soddisfatto il grande pubblico, resta un po’ deluso il target più di nicchia, dunque. Secondo i patiti del genere, il videogioco manca di elementi di originalità, ha una grafica buona ma non brillante (come dicevamo, a volte si inceppa nelle fasi particolarmente animate), e non presenta spunti tali da differenziarsi dai concorrenti. O meglio ci troviamo di fronte ad una concorrenza timida. Poco o nulla, a confronto con le novità lanciate sul mercato negli ultimi mesi, in cui i giochi futuristici quasi rientrano, come in un paradosso, a causa degli effetti speciali, in una dimensione realistica. Il gioco, in fondo, non risulta nemmeno troppo impegnativo per chi ha già una certa dimestichezza con i videogame di tipo strategico. Un’esperienza gradevole, quella di Supreme Commander 2, specie per la sezione multiplayer.

Luca Saulino

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20.000 leghe sotto i mari nella II guerra mondiale

18 Giugno 2010

Silent_Hunter__imageSono decine e decine i videogiochi usciti negli ultimi anni, incentrati su combattimenti sottomarini, con tanto di effetti speciali, resi ancora più particolari dal fascino degli abissi. S’inserisce a pieno titolo in questo filone Silent Huntler, videogame nato nel 1996, giunto alla sua quinta edizione.

A differenza di prodotti ludici analoghi, questo videogioco prodotto dalla Ubisoft continua a suscitare l’interesse degli appassionati del settore, grazie ad una grafica accattivante e al simulatore di gioco, messo a punto dal team della Strategic Simulations. Gli appassionati, coloro che l’hanno già acquistato o si apprestano a farlo, molto probabilmente si saranno cimentati in passati in esperienze simili, attraverso videogame come Wolfpack, Aces of the Deep di Dynamics, Dangerous Waters di Balck Bean. Molto accessibile il prezzo. Appena 29 euro per un videogioco che prevede requisiti tra cui 2gb di ram e una scheda video con 256 mb di memoria. Inoltre, per giocare è necessario disporre di una connessione ad Internet sempre attiva. Ridotto il materiale cartaceo che accompagna il prodotto, scelta che ha consentito anche il lancio del videogioco ad un prezzo contenuto. Se nel terzo capitolo dello stesso videogioco la mappa delle zone di combattimento era stampata su un foglio formato A3, in quello successivo la si trovava su un foglio dimensioni poster, nell’ultima edizione della saga è in pratica sparita. Il risparmio, per fortuna, non ha inciso sulla resa del videogioco che mantiene fede al fascino iniziale. Anche in Battle of Atlantic, questo il titolo dell’ultima edizione, le battaglie navali si presentano sotto forme particolarmente realistiche. Un mix di azione e divertimento, capace di non far rimpiangere le precedenti edizioni. C’è né per tutti i gusti, come nella tradizione Ubisoft. Ogni livello corrisponde all’abilità del videogiocatore e si può suddividere per tipologia di appassionato.

Si parte da un livello iniziale, abbastanza semplice. Basta, infatti, lanciare siluri e centrare qualsiasi obiettivo, un po’ come accadeva con i vecchi videogiochi del genere. Le difese del sommergibile, invece, appaiono inattaccabili. Se si passa agli step successivi, il gioco si fa più interessante. Innanzitutto occorre acquisire dimestichezza con i numerosi strumenti a disposizione, tra cui il timone e lo scandaglio della profondità, senza ovviamente dimenticare i comandi da impartire nella sala macchine. Il sottomarino che dobbiamo guidare si chiama U-Boat Type VII. Si tratta di uno dei sommergibili più pericolosi utilizzati al tempo della Seconda Guerra Mondiale, da parte della marina nazista. A quell’epoca fu utilizzato per colpire navi, transatlantici, imbarcazioni che trasportavano derrate alimentari, rifornimenti, soldati e munizioni. Scene che, dai libri ingialliti di storia o dai film in bianco e nero, rivivono nello spettacolare videogioco, dove le tipologie di sottomarini sono catalogati semplicemente con le lettere “a”, “b”, “c”. I tre mezzi militari navali si distinguono per armamenti, dotazioni di siluri, velocità, capacità del serbatoio e autonomia in mare. Tra gli elementi che colpiscono maggiormente il videogiocatore ci sono sicuramente gli effetti sonori, davvero suggestivi. Peccato per una serie di bug che a volte finiscono per spezzare il ritmo particolarmente dinamico del gioco. Per garantire la protezione antipirateria (i pirati dei mari non c’entrano nulla, ci riferiamo a coloro che copiano e diffondano illegalmente il videogioco) è necessaria una connessione permanente ad Internet. Poniamo il caso che per, qualche guasto tecnico, i server della Ubisoft dovessero risultare irraggiungibili, il videogiocatore dovrebbe rinunciare alla partita, pur avendo regolarmente acquistato il prodotto.

Dunque, in questo modo si rischia di penalizzare anche chi ha voluto sborsare i 29 euro, senza violare la legge sul diritto d’autore. Ma torniamo al gioco. L’ambientazione è quella della guerra in Atlantico. Un vero e proprio richiamo per gli appassionati di questo genere, che si preparavano a mettersi alla guida dei sottomarini agli ordini dell’ammiraglio Doenitz. Gli “adepti” della community dedicate al mondo dei sommergibili si preparavano a brindare all’uscita della quinta serie della saga di Silent Hunter, per una lunga serie di ragioni. Innanzitutto, la maggiore accessibilità al gioco, anche per i principianti, grazie a numerose scelte di personalizzazione dei livelli.

Ovviamente, via via che si passa ai livelli superiori, cresce, insieme al grado di difficoltà, il realismo del gioco. Così, i protagonisti al joystick non possono fare a meno di imparare in fretta ad andare per mare a combattere, onde evitare di essere eliminati poco dopo l’inizio della battaglia. Spettacolare la possibilità per il capitano di spostarsi con una visuale in stile Fps nelle diverse parti del battello, fermandosi ad impartire ordini o semplice a chiacchierare con ufficiali e sottoufficiali, o ancora per ascoltare qualche pettegolezzo di bordo. Può capitare in Battle of Atlantic, addirittura, che il morale dell’equipaggio possa influenzarne le prestazioni e consegnare in questo modo alla storia una pesante sconfitta piuttosto che un clamoroso successo.

Luca Saulino

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Un videogioco per ricordare il re del pop

16 Giugno 2010

moonwalkerMichael Jackson  si appresta a rivivere in un videogioco dedicato non solo ai fans del re del pop. La stella della musica internazionale, scomparsa il 25 giugno dello scorso anno, sarà protagonista infatti di un videogame destinato a scalare le classifiche del settore.

Obiettivo del gioco virtuale sarà proprio ballare come il cantante stroncato dodici mesi fa da un infarto provocato da una dose massiccia di farmaci. A dare l’annuncio del nuovo videogioco,  a pochi giorni dal primo anniversario della morte che colpì il mondo intero,  la Ubisoft che, tuttavia, non ha ancora deciso il nome per la sua ultima creazione. Da Los Angeles fanno sapere soltanto che lo scopo del gioco sarà proprio muoversi, emulando i passi che hanno reso celebre Jacko. L’uscita sul mercato del videogioco dovrebbe avvenire, anche sul mercato italiano, entro la fine dell’anno.

Il tempo utile per lanciare il prodotto attraverso un battage pubblicitario che cercherà di raggiungere i nostalgici del re del pop, gli appassionati del genere e anche una larga fetta di curiosi. Alla base del videogioco troveremo la tecnologia, già sperimentata con successo, della  “motion detection”, che consente di riprodurre e valutare i movimenti del giocatore. In realtà, non è la prima volta che il nome di Michael Jackson viene accostato al mondo dei videogiochi. Era già accaduto con un celebre videogame datato 1989, dal titolo “Michael Jackson’s Moonwalker”, disponibile per le console  dell’epoca Sega Master System e Mega Drive, i cui video sono ancora visibili su Youtube, e successivamente anche su pc, su supporto floppy.

Un videogioco incentrato sul film omonimo uscito due anni prima, sviluppato in due D, che vedeva  la stesa del pop sfidare  affrontare il terribile Mr.Big, un folle  che aveva rapito ragazze e bambini. Più che per la grafica grezza e spoglia, i videogiocatori dell’epoca lo ricordano per la colonna sonora. Non fu affatto un successo in termini commerciali, tanto che la Sega non riuscì a coprire i costi di sviluppo e la licenza. Dieci anni più tardi, invece, il re del pop prestò la voce al personaggio principale di “Space Channel 5”, chiamato Space Michael.

Il lancio del videogame potrebbe coincidere con la pubblicazione in autunno di un album di Jacko contenente diversi brani inediti, oltre ai pezzi più famosi del suo repertorio, tra cui “Billie Jean” e “Beat It”. «Lo scopo del giocatore sarà danzare come Michael. Chi si cimenterà dovrà fare quello che vede fare al personaggio di Michael sullo schermo. E il punteggio sarà basato sulla qualità della performance di imitazione dei passi di danza del grande Michael», ha spiegato Tony Key della Ubisoft, la casa produttrice, nel corso della conferenza di presentazione del nuovo progetto tenutasi a Los Angeles. Tra i fans c’è grande attesa per l’uscita del videogioco. C’ chi, pur ignorando il funzionamento alla base del gioco, già giura che lo acquisterebbe a scatola chiusa, e chi si dice pronto anche ad affrontare lunghe code fuori ai negozi pur di portarsi a casa il videogame dedicato al proprio idolo. Attraverso le due piattaforme Xbox 360 e PlayStation 3 Move i giocatori si cimenteranno in performance, a metà tra il canto e il ballo, rievocando l’amatissima popstar.

Il gioco, dunque, si prepara nel giro di pochi mesi ad entrare in migliaia di case in tutto il mondo e a tenere incollati davanti al monitor diverse generazioni. Una sintesi, in altre parole, di divertimento e musica, sulla scia lasciata da Michael Jackson, colui che – come dice John Branca, il co-esecutore del patrimonio di Mj- «si è sempre spinto ogni limite quando si trattava di tecnologia, voleva far provare ai suoi fan qualcosa di indimenticabile. Che si tratti di video, registrazioni, o concerti». I giocatori che usano la Xbox potranno servirsi della nuovissima tecnologia Kinect, presentata nei giorni scorsi, che permette di giocare senza controller. Una videocamera seguirà i movimenti effettuati dal giocatore, che potrà accompagnare ai passi il canto, grazie ad un microfono in dotazione. Il gioco offre anche la possibilità, attraverso la funzione di sintonizzazione automatica, di modificare la voce quando il fan – giocatore interpreta i brani preferiti del loro beniamino e ne emula i passi. Grafica ed effetti speciali a parte, il videogioco sarà un modo per ricordare il cantante che ha fatto parlare di sé per oltre quattro decenni. La sua scomparsa sconvolse non solo il mondo dello spettacolo. Era il 25 giugno 2009 quando Michael Jackson ebbe un malore. Fu subito soccorso dal suo staff e trasportato alla clinica dell’UCLA Medical Center di Los Angeles. Morì per un arresto cardiaco, a pochi giorni dalle prove in vista  dei concerti che si sarebbero dovuto svolgere a Londra. Nelle settimane precedenti il re del pop era apparso in discreta forma. Un pesante cocktail di farmaci aveva spezzato la sua brillante carriera.

Luca Saulino

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Diventare ciò che si vuole si può: con i videogames!

11 Agosto 2009

 Ad alcuni di noi il mondo reale sta stretto, e sempre più di frequente si preferisce passare il proprio tempo in un mondo fantastico virtuale dove noi siamo diversi, ed è possibile cambiare la nostra vita con pochi click rendendoci veramente fighi e alternativi. In più se le cose cominciano ad andare male, se mamma strilla, i soldi finiscono o la macchina si schianta contro un palo per guida in stato di ebbrezza basta resettare la consolle e riavviare il programma dando origine ad uno nuova vita ed una diversa avventura.

 

È un po’ questo il principio che sta alla base del famosissimo gioco per computer SimCity sviluppato da Maxis e Nintendo EAD ed ideato da Will Wright già nel 1989 e divenuto, dopo una serie quasi infinita di piattaforme compatibili e versioni diverse l’ancora più famoso “The Sims”. Il gioco è stato sviluppato già per Commodore 64 e passando per Sega, Super Nintendo, Iphone e cellulare approda alle più moderne consolle.

 

Lo scopo di Sim City era creare una città (o prendere possesso di una città pre esistente) e svilupparla fino a renderla irriconoscibile, spesso non in senso buono. SimCity ci dimostra come sia complesso essere sindaco di una città, trovare il giusto equilibrio tra casa, caserme, ospedali, centrali, ecc, ecc…misurandoci anche con una serie infinita ed improbabile di catastrofi naturali (e anche alcune meno naturali) senza sforare il nostro budget e senza imbestialire gli abitanti di questo regno di fantasia. Mettendo da parte tornado, inondazioni, terremoti, incendi, disastri aerei ed anche mostri improbabili venuti da chissà dove per portare scompiglio, già dal 2000 si aggiunge la modalità “sommossa” da parte di cittadini poco propensi a sopportare il nostro imperare. Forse ancora più problematica la gestione di scenari pre esistenti. Non conta quale sia la vostra versione, SimCity è stato giocato almeno una volta da ogni generazione, è stato infatti dichiarato uno dei dieci videogiochi più importanti di sempre, tanto che la Elettronic Arts che ne detiene i diritti ha deciso di renderla pubblicamente disponibile a titolo gratuito per piattaforma XO-1 per il progetto un laptop per un bambino. Rendendo liberamente consultabile il codice sorgente ed entrando nel mondo Open Source di Python e C++ si è data origine ad una nuova versione per computer moderno del gioco ribattezzata, “Micropolis”. Nella ancora più famosa versione The Sims (conosciuta in Italia semplicemente come SIMS) il videogioco acquista fama di intramontabile. La qualità audio e video raggiunge livelli inimmaginabili a chi come noi, costruiva blocchi di città irriconoscibili.

 

Una schermata di Sim City

Una schermata di Sim City

The Sims vende più di 100 milioni di copie, ovvero un totale di 1.6 miliardi di dollari di guadagno per la EA Games e per il suo ideatore. Ciò che più appassiona il pubblico attuale è la quantità di particolari del gioco, i personaggi tutti diversi tra loro per tratti fisici e persino personalità e atteggiamenti vivono una vita simulata (da cui il nome del prodotto), nascono, crescono, si riproducono e poi muoiono e nel mentre lavorano, abitano, vestono, commerciano, viaggiano e ci rendono orgogliosi o vergognosi di questi nostri moderni alter ego. Avete mai sognato di ubriacarvi ed andare ad urlare sotto la casa della vostra ex, con Sims è possibile e senza imbarazzi di sorta nella vita reale. La possibilità di modificarci, in vestiario, colori, capelli, trucco, ecc rende il gioco ancora più appetibile, l’interattività creata da internet poi aggiunge quel tocco che mancava in Sim City. Grazie alla rete è infatti possibile mettere online il proprio personaggio e “scambiarlo” con altri.

 

La grafica 3D rende il gioco ancora più reale. L’ultima versione è The Sims 2 ancora più osannato grazie alle evoluzioni grafiche tridimensionali. Per poter ottenere un grado di soddisfazione sufficiente a concludere una partita (cosa quasi impossibile grazie alla continuità della vita umana virtuale) bisogna tenere presenti i bisogni dei proprio personaggi che si rappresentano in maniera intuitiva in 8 barre (metodo già utilizzato in maniera molto più banale nel vecchio SimCity). Le otto barre rappresentano i gradi di soddisfazione dell’essere rispetto ad otto parametri: bisogno di cibo, livello di igiene, ritmo energia e riposo, relazioni interpersonali, comfort, divertimento, ambiente (ovvero spazio e ordine della casa, del giardino, della città ecc…) e strano a dirsi “vescica”. Non si possono infatti trascurare i bisogni fisiologici dei personaggi di The Sims. Insomma, oltre al divertimento anche nel mondo virtuale appaiono ambizioni di carriera e problematiche di salute che non possono essere trascurate, pena la morte (per fortuna solo virtuale). Non tutto è in controllo del giocatore, nel caso di nuove nascite, ad esempio l’utente non potrà fare altro che accudire il neonato fino all’età adulta e solo allora potrà controllarlo come con gli altri personaggi, un po’ come nella vita vera dopotutto dove oltre le rose ed i fiori compaiono anche le spine.

 

 

Sara

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L’evoluzione della Xbox

11 Agosto 2009

Il mondo dei videogiochi fa disperare ogni anni milioni di genitori ma è anche fonte di guadagni stratosferici da molte parti. Console di ogni genere, programmi, applicazioni e nuovi accessori rendono il mercato del gioco virtuale tra i più ricchi ed allo stesso tempo volitivi esistenti. La Xbox è figlia di questa nuova generazione di prodotti, una console da videogioco di nuova concezione che arriva sul mercato insieme all’idea qualità grafica ed audio dedicata al gioco virtuale degna delle più complesse macchine artificiali.

 

 

Dopo alcuni anni di predominio Play Station la Xbox viene lanciata dalla Microsoft come una rivoluzionaria concorrente dalla qualità superiore e perciò inattaccabile grazie anche al dispiegamento di partner messi in campo come Samgung, IBM e ATI Technologies. Dopo una serie di migliorie nella tecnologia e nelle prestazioni la Xbox arriva nel 2005 alla sua settima generazione che inaugura la fase Xbox 360. L’hardware è di per se avanzato, la grafica video supporta una risoluzione 1920 per 1080 pixel. Il design accattivante di questa versione avanzata, poi è una delle caratteristiche che hanno portato al suo successo, in particolare sul mercato orientale. L’aspetto della console è sicuramente di buon gusto sia per dimensioni che per forma e oltre ad integrarsi con l’arredamento può essere disposta in senso verticale o orizzontale a seconda dei gusti. I cavi, ormai superflui nel nuovo secolo, sono sostituiti da un meccanismo wireless di serie. Purtroppo a causa del nuovo driver ATI molti dei giochi studiati per vecchie versioni dell’apparecchio non sono compatibili con la nuova console e questo non piace agli affezionati che odiano i bassi livelli di retrocompatibilità. Forse per sopperire alle problematiche di questo tipo la Microsoft sta puntando si giochi live, ovvero accessibili tramite le piattaforme xbox ma solo mediante collegamento virtuale ad un sito dedicato, i nuovi giochi offerti secondo questa modalità di interfaccia sono multigiocatore e permettono un divertimento maggiore per chi ama le sfide e magari è figlio unico.

 

 

Ai giochi stile virtuale si accede grazie ad un collegamento ed una registrazione che può essere di tipo Silver, quindi gratuita, o di tipo Gold e quindi a pagamento e logicamente offerente una serie maggiore di vantaggio. Grazie all’attuazione di questi collegamenti la Microsoft sta effettuando un’operazione di pulizia etnica nei confronti di tutte le console modificate il cui firmware, cioè, è stato in qualche modo modificato. La console Xbox 360 si avvicina sempre più ad un computer sia per qualità che per funzioni e permette persino le chat di Windows Messenger Live. Per creare un mercato di acquisto dinamico malgrado i periodi di ribasso del video gioco la Microsoft lancia Arcade, una zona franca on line dove è possibile visionare gratuitamente alcuni giochi dedicati alla console e provarli prima dell’acquisto. Il nome Arcade deriva dalla presenza principalmente di giochi della Arcade, appunto, come carte, puzzle, giochi da tavolo ed altri classici. Trailer, demo, video e tanto altro sono offerti in abbondanza nel tentativo di dare lustro ad un mercato appannato dalla pirateria moderna, resa più semplice grazie alle moderne tecniche di comunicazione e inter scambio P to P. I nuovi servizi lanciati con Xbox 360 permettono di creare una sorta di social network del videogioco con una lista di amici da escludere ed includere e la possibilità di condividere esperienze di gioco virtuale su internet. Grazie alle tecnolgie impiegate è possibile realizzare il proprio avatar, un altro io animato e personalizzato che ci caratterizza sul web e si interfaccia con gli avatar dei nostri amici in maniera più che dinamica (scambiando foto, musica, video ed altri materiali e persino partecipando party). Alcuni giochi possono poi essere copiati su hard disk così da renderne più leggero il caricamento. Come se lo svago adolescenziale non bastasse la Xbox offre uno schermo TV, chat voice multipla fino a 8 giocatori contemporanei e un browser per la navigazione in rete attraverso una semplice dashboard. Il prezzo di questo gioiello del divertimento è relativo al modello e va dai duecento fino ai 400 dollari a seconda delle opzioni presenti e della memoria acquistata (che passa da un minimo di 256 MB interno ad un massimo di 120 GB per la versione Elite a numero limitato. Con l’aumento del prezzo aumentano anche gli extra, non relativi alle prestazioni che seguono tutti la stessa tecnologia. Una delle introduzioni più apprezzate di questo tipo di console è la quantità di controler disponibili e variabili da utilizzare per le diverse tipologie di gioco. Si va dal volante fino al più classico stick, passando per auricolari wireless e mouse e tastiera di PC. Tutte le diverse verisioni di Xbox 360 dispongono di una porta HDMI 1.2 e di un hardware di nome Jasper con una CPU e GPU prodotte con tecnologia 65nm, di qualità nettamente superiore ai precedenti 90 nm.

 

Sara

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Nintendo e la rivoluzione wireless

7 Agosto 2009

E’ proprio vero, le mode ritornano ciclicamente ed ogni volta vengono pubblicizzate come rivoluzionarie ed assolutamente nuove, un passo avanti nella storia di questo o quel prodotto… mhm… sembra un po’ che anche nel mondo dei video giochi funzioni un po’ così, prima per il genere, e così da Pacman a Bubble passando per “Prince of Persia” ecco arrivare le nuove versioni dei giochi che ci hanno appassionato quando ancora il computer era un commodore 64. Tempi quasi difficili da ricordare adesso, grafiche e quadratoni, giochi lenti ma con storie avvincenti. E così anche le console, si innovano, da un lato, e raggiungono qualità inimmaginabili per suono ed audio per non parlare poi dell’interattività ma vanno anche ad assomigliare sempre più a quei macchinari che si usavano per giocare nelle sale giochi degli anni ottanta. Vi ricordate pistole di plastica, tappetti sensibili su cui ballare, postazioni mobili su cui fare sci, modellini di moto da cavalcare e spostare col proprio peso… nelle versioni di casa questi strumenti diventano sicuramente più piccoli e anche più funzionali (non possiamo di certo dimenticare che nel mezzo ci sono quasi trenta anni di sviluppo delle apparecchiature hardware e software e milioni di guadagni).

 

Prendiamo ad esempio una delle nuove consolle rilasciate dalla Nintendo, per tutti un faro nel mondo del video gioco e alla scalata delle nuove versioni. La Nintendo rilascia da poco (relativamente poco) una consolle chiama Wii che, a differenza delle precedenti versioni di console Nintendo, professa una interattività fuori dal comune. Sensori di ogni genere aiutano il giocatore a far realmente parte del videogioco. I suoi movimenti sono riprodotti fedelmente, una serie di attrezzi (racchette, comandi, bacchette) allegati alla console permettono di sparare, colpire, saltare, picchiare, ecc… insomma un po’ come tornare in una sala giochi di 20 anni fa ma questa volta basta restare nel proprio salotto e non serve infilare la moneta. Ma cosa ha di speciale questo apparecchio per ottenere tanto successo? Innanzi tutto è totalmente proiettato nel nuovo secolo, e si accompagna quindi anche all’immancabile connessione internet, e poi è sicuramente più comoda delle fumose sale da biliardo assordanti e costose che frequentavamo da adolescenti. Una grande differenza, che ai nostri tempi non avremmo mai nemmeno osato sognare, è la mancanza di cavi.

 

La Wii ha un controller, una sorta di telecomando, chiamato Wiimote (sui nomi non c’è poi molta fantasia) ovvero un apparecchietto che si tiene in una mano e manca assolutamente di qualsiasi cavo, che reagisce al movimento e si orienta nello spazio grazie ad una barra sensore, questo telecomando così avanzato funge da puntatore per lo schermo e registra una serie di movimenti rotatori e accelerometri. Grazie a questo telecomando è possibile giocare al video gioco di turno semplicemente muovendo la mano e senza l’impiccio di cavi, una cosa meravigliosa per gli amanti dei giochi movimentati in cui è necessario saltare, girare, scalciare, sgomitare e quanto altro. Un modello molto più avanzato rispetto alla sorella maggiore Game Cube la Wii è ancora un mistero dal punto di vista tecnico, e dopo tutto per avere successo bisogna essere discreti, da alcune indiscrezioni però si ottengono un po’ di dati ufficiosi: un processore CPU IBM Broadway che ricalca l’architettura Power PC con un processo a 90mm SOI e tecnologia CMOS, con frequenza di 729† Mhz. Un GPU ATI Hollywood con processo a 90 nm CMOS, e frequenza di 243† Mhz. Il tutto per una performance complessiva relativa la CPU di 30 GFLOPS (Floating Point Operations Per Second). La memoria dell’apparecchio è di 88 MiB tra interna ed integrata. Tutto collegato via Bluetooth, compresi i 4 possibili Comandi, due porte Universal Serial Bus 2.0, uno slot per le schede Secure Digital, 2 porte Nintendo Game Cube memory Card, un modulo WiFi come già dicevamo creato per connettersi via Wireless ad internet, più un accesso per connessione Ethernet a rete locale (la teoria è meglio abbondare che deficere). La memoria è espandibili tramite la Card SD o SDHC fino a 32 Giga Bite, non manca il lettore ottico per i dischi da 8 cm Nintendo e da 12 cm Wii Optical Disc e una mask ROM di Macronix. Come poi già annunciavamo in precedenza non si fa economia in formati audio e video di qualità per dare il meglio della resa in ogni occasione. Supportati praticamente tutti i formati video (AVI, MOV, JPG) ed audio (rigorosamente Dolby Pro Logic II). Anche il controller ha uno speaker integrato per non essere da meno al resto della console. Questa meraviglia del mondo del divertimento da salotto è anche piuttosto compatta, alta pochi centimetri ha le dimensioni di un libro addirittura più sottile delle console di generazione precedente, in più può essere disposta sia in senso verticale che in senso orizzontale per meglio adattarsi agli “slot” casa nostra, anche essi sempre più compatti. Per il colore, invece, dobbiamo arrangiarci, solo bianca al momento, e se stona con il vostro arredamento, pazienza, potreste passarlo come un pezzo di arte moderna ed esporlo in bella vista sul camino.

 

Sara

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Videogiochi e Pc

23 Aprile 2009

Questo si sta dimostrando un ottimo periodo per i videogiocatori grazie alla vasta scelta di titoli che si stanno proponendo ad un pubblico sempre più ampio soprattutto per i videogiocatori che preferiscono usare il Pc.

Infatti l’ affermazione sempre più massiccia delle console di nuova generazione ha per diverso tempo offuscato il computer inteso come piattaforma di gioco.

Le ragioni di questo fatto sono essenzialmente il fatto che le console hanno un costo più abbordabile a differenza di un pc ad alte prestazioni, che ha bisogno di un hardware davvero costoso e che devono essere aggiornati frequentemente, e bisogna tenere conto che si potrebbero presentare diversi problemi di software.

Inoltre le console da gioco offrono una immediatezza nella risposta che il Pc non può certo garantire.

Bisogna tenere anche conto che i giochi per pc necessitano di lunghe procedure di istallazione, essendo diventati giochi di grandi dimensioni, e anche di attivazione , mentre i giochi per console non hanno bisogno di istallazione e attivazione.

Però anche se queste condizioni di utilizzo sfavorevoli sono veritiere gli utenti che utilizzano i pc da gioco sono comunque in maggioranza infatti dal 2005 ad oggi i Pc da gioco venduti sono stati il doppio delle console di ultima generazione.

Questo aumento per quanto riguarda la vendita di pc da gioco è dovuto innanzitutto al progressivo abbassamento di prezzo delle schede grafiche necessarie a garantire all’utente un esperienza di gioco ottimale a risoluzioni elevate e con i vari filtri attivati. Infatti bastano ormai duecento euro per poter acquistare un sistema hardware per poter reggere i giochi di ultima generazione.

Comunque è da definire che il pc è utilizzato soprattutto per alcuni generi di videogiochi infatti il pc è più usato per giochi strategici e per i giochi Mmorpg cioè i giochi sviluppati per il Multiplaying online come ad esempio Call of duty .

Infatti il video gioco per pc non solo non è scomparso ma ha saputo rinnovarsi e rispondere in maniera egregia all’ assal di console come Play Station 3 e Xbox 360 .

In ogni caso bisogna dire che  a volte la versione Pc di un determinato titolo risulta decisamente migliore rispetto alla versione per console,come Grand theft auto IV oppure a volte è il contrario cioè sulla piattaforma console si possono notare caratteristiche non presenti sulla versione per pc.

Tra le nuove promesse per il 2009 vi sono diversi titoli di spessore tra cui:

  • 007 Quantum of Solace è un gioco sparatutto in prima persona, tratto dal nuovo film della serie 007 dedicato all’ agente segreto di Sua Maestà con le immancabili sparatorie e le mille missioni ad alto tasso di adrenalina .Con una buona realizzazione tecnica con un buon livello di dettaglio, inoltre è predisposto di funzione multiplayer.
  • Bully Scholarship Ed. è un gioco d’ azione della grande casa Rockstar Games ,che esce un po’ fuori dagli schemi dato che tratta di un ragazzo un po’ irrequieto costretto a cambiare spesso casa e quindi scuola infatti arriva in uno dei più squallidi college cioè Bullsworth. Così questo studente deve affrontare diverse missioni in ambito scolastico tra professori severi e prepotenti di turno.
  • Left 4 Dead è uno spara tutto in prima persona della electron ics arts che ripropone l’ ambientazione classica di resident evil cioè lo scenario di desolazione e con un gran numero di morti viventi .Insieme a tre compagni infatti il giocatore dovrà lottare per sopravvivere potando a termine tutta una serie di missioni pericolose.
  • Mirror’ s Edge è un gioco d’ azione che esce fuori dagli schemi dato che innanzitutto l’ intero gioco si basa sulla fuga della protagonista con acrobazie e salti spettacolari, inoltre questo gioco viene contraddistinto dalla visuale che è in prima persona così da trasmettere al giocatore la vera esperienza dei salti spettacolari del protagonista.
  • Need for Speed Undercover è un gioco di guida ormai diventato un famoso sequel che ogni anno si ripresenta con un nuovo titolo , ma con questa versione si ritorna alle origini. Il protagonista questa volta sarà un agente che tenta di infiltrarsi nel mondo delle corse clandestine così da catturare i boss , naturalmente questo obbiettivo si potrà raggiungere affrontando svariate gare con svariati bolidi.
  • Prince of Persia con questo nuovo titolo d’ azione si lascia al passato la trilogia delle sabbie dando spazio all’ inizio di una nuova storia. Il gioco ruota intorno ad una fanciulla e il suo popolo che hanno come prigioniero una entità malvagia. La caratteristica principale di questo nuovo episodio della serie prince of persia sta nell’ aspetto tecnico rendendo il videogioco un vero e proprio dipinto di immagini .
  • Pro evolution soccer 2009 ,il grande rivale di fifa ,che a confronto risulta essere superiore per realismo e questa volta è stata raffinata l’ intelligenza artificiale e i movimenti dei giocatori in campo soprattutto in mancanza di possesso di palla, inoltre è eccellente la fisica della palla .

Danilo Panettieri

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Fallout 3

20 Febbraio 2009

Informazioni generali:

titolo: Fallout 3
piattaforma: PC
genere: RPG
sviluppatore: Bethesda Softworks
distributore: Atari
publisher: Bethesda Softworks
data di uscita: 31-10-2008
sistema video: PAL
supporto: DVD
età consigliata: da 18 anni in su

Quando nel 1997 il mondo dei videogiochi venne rivoluzionato da Fallout, uno dei migliori giochi di ruolo mai sviluppati fino a quel momento, furono in molti a scommettere che si sarebbe trattato soltanto dell’inizio di una nuova saga capace di conquistare milioni di giocatori.

 Quando poi i diritti furono acquistati dalla software house Bethesda, la stessa responsabile dello sviluppo di capolavori come Morrorwind e Oblivion (dal quale non ruba solo il motore grafico  ma anche alcune situazioni simili) divenne ormai certo che la celebre saga avrebbe subito un’ ulteriore evoluzione che l’ avrebbe consacrata definitivamente presso tutti gli appassionati del genere.
Anche questo nuovo episodio ripropone lo scenario post apocalittico che è da sempre marchio di fabbrica della serie di Fallout.

 

Con Fallout 3 ci troviamo nel 2277, in una Washington del futuro ridotta a un cumulo di macerie a causa di una potente esplosione atomica.

Quelli più fortunati hanno avuto la possibilità di nascondersi dentro a dei bunker anti atomici, per cercare di sopravvivere al disastro atomico. Dopo 200 anni l’ umanità è ancora viva ma costretta ancora a vivere in questi bunker ,così la storia del protagonista inizia all’ età di 19 anni, quando verrà il momento di uscire dal rifugio nel quale è vissuto per tanti anni ed affrontare così la realtà desolata di un mondo devastato e ricco di pericoli come mutanti e predatori, con la missione di ritrovare nostro padre che è fuggito all’esterno.

Così appena usciti inizia un breve tutorial che ci permette di imparare a muoverci e apprendiamo le tecniche per sopravvivere.
La visuale è in prima persona ma è comunque possibile optare per quella in terza.

Comunque Fallout 3 non va confuso con un  classifico sparatutto infatti molti lo ritengono anche un gioco di ruolo a causa delle specifiche che si possono attribuire al protagonista.

un frame del gioco

un frame del gioco

 

Sono comunque presenti le classiche caratteristiche di base e diverse abilità cui si aggiungono ben sessanta Perk, ossia delle ulteriori specializzazioni che possiamo attribuire al nostro alter ego virtuale.

Come ad esempio definire il nome del nostro personaggio e le sue abilità e potremo scegliere una determinata professione tramite il G.O.A.T. un vero e proprio test dal quale verranno definite gli attributi adatti al nostro protagonista.

Un aspetto interessante è che qualunque scelta venga fatta si avranno delle ripercussioni ben precise nel proseguire del gioco che dunque presenta un ventaglio di opzioni praticamente infinito e invoglia a rigiocare l’intera avventura mutando decisamente il profilo del proprio personaggio per sperimentare nuove possibilità.
Giocando si può notare che Fallout 3 ha un approccio più action invece del suo solito genere. Infatti oltre al classico approccio tipico dei First Person Shooter, si può utilizzare lo S.P.A.V. grazie al quale il gioco viene messo in pausa per permettere all’utente di spendere i suoi punti azione programmando una sequenza di tre o quattro colpi che verranno poi sparati in automatico.

Oppure possiamo utilizzare un sistema di combattimento denominato VATS che rende i combattimenti meno impegnativi ma più spettacolari
La realizzazione grafica di Fallout 3 ha un gran impatto per il giocatore soprattutto con l’ utilizzo di un computer con elevate prestazioni. Ciò che più colpisce è la maestosità delle ambientazioni, estremamente varie e ricche di particolari, e l’atmosfera generale permeata di decadenza e declino.

Infatti possiamo notare strade distrutte, ponti squarciati dalle bombe, case di legno o di pietra tirate via, centri commerciali, musei o negozi e ancora intere parti di città, tutto perfettamente raggiungibile.

Il motore grafico implementato è il medesimo che abbiamo potuto già apprezzare in Oblivion, una garanzia dunque per quanto riguarda la maestosità degli spazi aperti.
Buona la traduzione in lingua italiana anche se l’originale inglese, oltre a una recitazione splendida presenta dei gustosi giochi di parole difficilmente traducibili.

A causa di ciò la parte audio del gioco non è il massimo però è comunque apprezzabile.

 

Fallout 3 può basare la sua popolarità su due motivi ben delineati : ambientazione e coinvolgimento.

Perfetto dal punto di vista stilistico e degli effetti speciali ma con imperfezioni per quanto riguarda animazione e modelli. Un punto davvero a favore sono le ore di gioco e quindi la longevità con più di 100 ore di combattimenti.

 

I VOTI 

TRAMA: 10

LONGEVITA’: 10

AUDIO: 8

GRAFICA: 9

GIOCABILITA’: 9

 

PRO:

  • Trama dinamica e spettacolare
  • Grafica ottima
  • Ambientazione originale
  • Sistema di controllo e combattimento innovativo

CONTRO:

  • I.A. decisamente lacunosa
  • Visuale in terza persona pessima

 

Requisiti minimi
Windows XP/Vista

1GB di RAM su windows xp e almeno 2GB su Vista

2.4 Ghz Intel Pentium 4

Direct X 9.0c

Scheda video da 256MB RAM

 

Requisiti consigliati

Intel Core 2 Duo processor

RAM da 2 GB o 3 GB

NvidiaDirect X 9.0

Scheda video da 512MB RAM o superiore.

 

 

Danilo Panettieri per Flashmobile.it

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Ancora Call of Duty: C.O.D World at war

16 Febbraio 2009

 Ecco sui nostri monitor il nuovo gioco della serie Call of Duty , il celebre sparatutto bellico di Activision, che dopo il grande successo del quarto capitolo, si ripresenta con alcune importanti novità. Innanzitutto per quanto riguarda lo sviluppatore, che passa da Infinity Ward a Treyarch e, in secondo luogo, l’ambientazione, che torna a essere quella della Seconda Guerra Mondiale, dopo il quarto capitolo della saga Call of Duty, che ci aveva proiettato nell’epoca contemporanea conducendo i giocatori in Medio Oriente e nella Russia post comunista.

Però per molti questo ritorno alla seconda guerra mondiale ha dato molto di brodo riscaldato, dato che anche edizioni precedenti si sono rifatte ad essa, però con storie diverse.

 
Gameplay

 La trama si sviluppa attraverso due diverse trame: la prima si svolge nelle isole del Pacifico e vede i marine americani combattere contro i Giapponesi.

La seconda, invece, ripropone uno scenario più classico, seguendo un soldato dell’Armata Rossa da Stalingrado fino all’assalto finale di Berlino, evento che segnerà la fine definitiva del Terzo Reich.

In entrambi i casi comunque lo scopo sarà uno solo: difenderci dall’attacco nemico, con la costante tensione provocata dall’accerchiamento a cui saremo perennemente sottoposti
Questa diversità di scenario si ripercuote anche sul gameplay. Nelle giungle del Sud-Est asiatico, ad esempio, è necessario fare attenzione alle imboscate dei soldati nipponici che si mimetizzano nella vegetazione per poi attaccare con la baionetta innestata sul fucile.

Infatti li si può vedere che si  mimetizzano  e si  alzano all’improvviso da un letto di foglie e ci corrono dietro al grido di “Banzai”.

Mentre per ripulire bunker piuttosto che trincee è finalmente disponibile un utile lanciafiamme , il fuoco è stato reso in maniera particolarmente convincente, quindi usare il lanciafiamme sarà un’esperienza molto appagante.

 

Sul fronte europeo, invece, i combattimenti avvengono più che altro in città diroccate con tanto di edifici sventrati e presentano un approccio più tradizionale con qualche interessante variazione sul tema. In alcune occasioni, infatti, ci si troverà a guidare un carro armato russo, così come nella campagna precedente era stato possibile salire a bordo di un idrovolante della marina statunitense per mettersi al controllo di una mitragliatrice.
Il gameplay, per il resto, risulta piuttosto lineare e ricco di eventi scriptati, ossia di situazioni che si attivano automaticamente quando si raggiungono determinati punti dello scenario. Ciò non toglie, comunque, che la qualità delle missioni e la loro spettacolarità siano indiscutibilmente di alto livello, anche se la lunghezza di gioco è limitata.

 

 

Infine le armi a nostra disposizione per nostra fortuna sono molte anche se possiamo portare con noi solamente due armi e le granate.

Infatti ritroviamo:

  • trench gun la novità del gioco ,che è scarso sulle lunghe distanze, ma sulle distanze ravvicinate è ottimo.
  • l’Arisaka un fucile con baionetta
  • l’MP40 e l’MP44 mitra leggeri e pesanti
  • il fucile di precisione Kar98k, e l’MG42
  • Garand
  • il Thompson M1A1
  • il Bar
  • le mitragliatrici Browning
  • lo Springfield M1903

e altre ancora…

 

 

Caratteristiche tecniche
Sul versante tecnico questo nuovo episodio della serie implementa il medesimo motore grafico del quarto capitolo con alcuni miglioramenti. Ottime e verosimili, come sempre, le animazioni dei personaggi e spettacolari gli effetti di fumo. Buono anche il doppiaggio in lingua italiane, le musiche di sottofondo e i vari effetti sonori.

Il comparto tecnico di Call of Duty è di buon livello ed è caratterizzato da buone animazioni e discrete textures, anche se un po’ troppo simili a quelle del terzo capitolo.

Il lato grafico, appunto non eccelso, ha però un indiretto vantaggio, cioè non richiede  requisiti di sistema eccessivi.

 

Multiplayer
Ciò che però eleva sopra la media Call of Duty – World at War, è il comparto multiplayer, da sempre fiore all’occhiello della serie.
Oltre alle modalità tradizionali e alla classica possibilità di salire di grado, sbloccare nuove abilità o armi, è stata introdotta una modalità cooperativa nella quale si possono affrontare tredici dei quindici scenari e grazie alla quale le missioni in single player possono essere affrontare insieme ad altri giocatori fino a un massimo di quattro .

Inoltre l’ esperienza multiplayer è resa più emozionante anche grazie alle diverse modalità che  vanno dal classico Deathmatch a squadre, cerca e distruggi, sabotaggio e così via per una esperienza che si annuncia senz’altro lunga.
Per i collezionisti è, infine, disponibile un’edizione speciale che contiene una borraccia ed è caratterizzata da una bella scatola metallica ma, soprattutto, include una serie di bonus che il giocatore potrà poi utilizzare nelle partite online.

 

SCHEDA TECNICA:

SVILUPPATORE Treyarch
PUBLISHER Activision
GENERE Fps
GIOCATORI 1 – ?
ONLINE SI
CONSOLE Pc
CARATTERISTICHE:
Windows Vista/XP, Processore: Intel Pentium 4, 3.0 Ghz Memoria Ram: 512Mb Scheda Video: Shader 3.0, nVidia GeForce 6600GT / ATI Radeon 1600XT da 256Mb

 

VOTI:

GRAFICA:  8,5

SONORA:  8

GIOCABILITA’:7

LONGEVITA’:7

VOTO FINALE: 8

 

PRO:

Ottimo il comparto sonoro

Effetti convincenti

Alcune sessioni sono una gioia per gli occhi.

Multiplayer allo stato dell’arte

 

CONTRO:

Single player breve
Scarsa libertà d’azione

Lievi svarioni nella traduzione

 

 

Danilo Panettieri per Flashmobile.it

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Microsoft Xbox 360: Next-Gen per tutti!

29 Gennaio 2009

Microsoft ci aveva già provato nel 2002 con la “xbox originale” entrando nel mondo delle console casalinghe, nel disperato tentativo di contrastare la sony in questa ricchissima porzione di mercato. Il tentativo fallì quasi miseramente, nonostante una console molto più potente e versatile della controparte giapponese (la ps2), ma l’”originale” molto probabilmente pagava la poca fama nel mondo dei videogiocatori ed un parco titoli molto simile a quello dei Pc purtroppo (o per fortuna di microsoft direi), in possesso della maggioranza degli utenti interessati.

Xbox 360 nei colori nero e bianco

Xbox 360 nei colori nero e bianco

Quando però nel novembre del 2005 in America fu immessa nel mercato la nuova console della MS, la xbox 360, questa ebbe il vantaggio di essere la prima console di quella che viene comunemente chiamata “Next-generation“,con tutti i vantaggi che ne sono derivati. La nuova arrivata della divisione Games della Microsoft poteva sfruttare una potenza di calcolo ed una qualità grafica neanche paragonabile alle console della generazione precedente. Un look avveniristico, con la sua livrea bianca con dettagli grigi, così facilmente abbinabile agli arredamenti più moderni, unita a scelte tecniche all’ avanguardia degne dei migliori Pc in vendita in quel momento, hanno favorito le ottime cifre di vendita delle console con la grande X. Tuttora riesce a mantenere ottime vendite, nonostante sia sul mercato da più di tre anni e nonostante la concorrenza agguerritissima delle due rivali,la Nintendo WII e la più paragonabile PS3 della sony. A differenza del giorno dell’uscita sul mercato, il prezzo di vendita adesso per la versione base (la cosiddetta ARCADE) è incredibilmente basso, e si attesta sui 179€ del listino(contro i 299€ della versione più “povera”del 2005). In compenso sono aumentate le features (molte migliorie software usufruibili anche dai possessori delle prime 360), aumentata la qualità costruttiva generale e la dotazione di accessori, non dimenticando l’ uso del nuovo standard digitale per quanto riguarda le connessioni audio/video, l’ HDMI, che si aggiunge alle connessioni ufficiali già presenti (composito, RGB, Component e VGA), per godere appieno della magia dell’ alta definizione sui moderni pannelli Hd-Ready e Full-HD.

In continuo sviluppo il servizio Xbox Live (già attivo, anche se in sordina, sulla xbox originale), ovvero la gestione di un proprio account online , attraverso il quale è possibile confrontarsi con altri player sparsi in tutto il mondo (tramite l’abbonamento Live Gold, disponibile a pagamento), aggiornare i propri giochi, scaricare demo di giochi in uscita, temi, film in Alta definizione, minigiochi “arcade”, il tutto tramite il “marketplace“, una sorta di mercatino virtuale dove è possibile acquistare tutti questi contenuti tramite microsoft point (equivalenti a soldi veri, purtroppo).

Imponenti le caratteristiche tecniche della console Microsoft:

-Cpu Tricore (3,2Ghz) Ibm PowerPC Xenon con 1mb di cache L2 (capacità totale di calcolo : 9,6 miliardi di operazioni al secondo)

-Memoria: 512 Mb di GDDR3 a 700 Mhz (sistema e video)

-Processore Grafico ATI Xenos, frequenza di funzionamento a 500Mhz

-Risoluzione: 50/60 Hz, 720p, 1080i, 1080p

-Disco fisso : a seconda della versione (da 256Mb onboard, Hd da 20,60 e 120Gb)

-Fino a 4 controller wireless collegati contemporaneamente

-3 porte Usb per controller Wired e periferiche di archiviazione di massa

-Porta lan rj-45 per collegamento Adsl (Wifi adapter opzionale)

Attualmente sul mercato troviamo 3 versioni nei nostri negozi: Arcade(179€), Pro(239€), Elite(299€). La versione “Full optional” comprende oltre all’ originale colorazione nera (anche per il controller), un Hd da 120Gb (in luogo dei 60 della pro e dei 256Mb della arcade),  ed il cavo HDMI, oltre a cuffie, cavo AV e cavo Lan compresi anche nelle due versioni più “povere”.

Il controller della Xbox 360 ricalca le linee guida tracciate dalla joypad della prima xbox, aumentandone ampiamente l’ergonomia, aggiungendo il tasto centrale con il tipico logo a forma di X (capace di richiamare in qualsiasi momento funzioni comodissime della dashboard, tra cui l’ elenco di riproduzione musicale del lettore multimediale della console) e un porta di connessione proprietaria sulla base, alla quale è possibile attaccare le cuffie con microfono (utili per la chat vocale durante le sessioni multiplayer online), oppure l’innovativa micro-tastiera del “Messenger Kit” (nome che da solo spiega l’utilità di tale accessorio).

L’ aggiornamento del novembre 2008 alla nuova dashboard, ha definito una dotazione software di prim’ordine di questo gioiello della tecnologia made in USA. Tramite la xbox 360 adesso, i suoi utenti potranno gestire completamente i file sui propri pc in rete, funzione che, in aggiunta alla quasi totale compatibilità certificata con lo standard DivX, rendono la console un vero e proprio Media Center, uno strumento indispensabile per le serate a casa in famiglia o con gli amici, per guardare un film, ascoltare della musica, o proiettare le foto dell’ ultimo viaggio sul maxi-schermo del nostro salotto. L’integrazione del Messenger Live (altro prodotto diffusissimo della microsoft) la rendono anche un particolarissimo mezzo di comunicazione con i proprio amici in tutto il mondo. Non è da sottovalutare il prolungamento della garanzia della casa (tramite seriale della console, quindi senza scontrino) a 3 anni, in luogo dei 2 anni garantiti dalle leggi vigenti nel nostro paese; soluzione, questa dell’ estensione della garanzia, dovuta a problemi di surriscaldamento delle componenti interne, comuni alle console prodotte fino all’ inizio del 2008, sofferenti del famigerato RROD (red ring of death), che impedisce l’utilizzo della console.

Fabio Frappola per Flashmobile.it

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