Runaway a twist of fate

30 Luglio 2010

55988_origChe si tratti di un videogioco intrigante ed entusiasmante lo si capisce già dall’inizio che spiazza chi sta davanti al monitor. Gina riceve una chiamata con la quale viene a sapere di un incidente accaduto a Brian nell’ospedale psichiatrico in cui è ricoverato ed è morto. Lei, professione ballerina, prende parte al funerale e, mentre segue l’esequie, riceve uno strano sms sul cellulare. La vittima le dice che, in realtà, è ancora vivo e che la sua morte non è altro che una messa in scena per fuggire da quella struttura diventata un carcere, e trovare finalmente l’assassino dell’omicidio di cui è accusato. Un’impresa difficile, se si considera che per fuggire è finito in un tomba sotto terra. Il gioco ha come obiettivo proprio quello di cercare chi ha incastrato Brian e per quale motivo. Un thriller a tutti gli effetti dove non manca qualche nota comica, tutto arricchito da un montaggio in stile cinematografico. Il giocatore è chiamato a vestire ora i panni di Gina, ora quelli di Brian, tra numerosi colpi di scena. La grafica è davvero spettacolare con un mix di cel shading, immagini in formato bitmap, sfondi dipinti a mano, altri a tratti cartoon. Un impatto visivo notevole che non delude affatto le aspettative di chi ha acquistato il gioco prodotto dalla Pendulo studios (costo 29,90 €). Il giocatore si muove tra scenari particolarmente colorati e ambienti affascinanti in cui si cercano e raccolgono oggetti.

Per velocizzare gli spostamenti dei due protagonisti si potrà fare doppio clic sulla zona di destinazione per materializzare la loro presenza in posti geograficamente molto distanti, in realtà. Nel menu a scomparsa troviamo i comandi per accedere all’inventario e visualizzare le opzioni di gioco o gli aiuti. Numerosi gli enigmi di fronte ai quali si troverà il giocatore. Enigmi posti all’interno della trama che possono essere svelati grazie ad un ragionamento logico e utilizzando in combinazione gli oggetti presenti nell’inventario. Se l’enigma dovesse risultare davvero irrisolvibile, basterà far ricorso alla procedura di assistenza che fornisce suggerimenti o soluzioni. Basta premere, inoltre, il tasto Tab per accedere agli hot spot, ovvero i punti in cui è possibile l’interazione tra i personaggi. Funzioni queste riservate ai giocatori più esperti che riescono ad avere un controllo totale del percorso del gioco. L’importante è impegnarsi con la logica, senza farsi troppo aiutare dall’assistenza. Altrimenti che sfizio c’è!

Luca Saulino

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Sul web un palinsesto speciale RAI

29 Luglio 2010

raiUn numero sempre più in crescita di italiani non rinuncia ad Internet nemmeno in vacanza. A loro ha pensato la Rai lanciando un palinsesto speciale per chi guarda i canali della tv pubblica attraverso il web. Ai circa 10 milioni di italiani che si collegheranno al web grazie ai punti di accesso Wi-Fi sulle spiagge, nelle piazze, negli alberghi, la Rai propone spettacoli, serial e speciali andati in onda la scorsa stagione, oltre ad alcune anticipazioni per la nuova stagione televisiva. Si tratta di programmi che spaziano dall’approfondimento allo sport passando per la fiction e l’intrattenimento. Una scelta indirizzata non solo ai vacanzieri, se si pensa che quest’estate il 46% degli italiani resterà a casa. Per questa fetta consistente la Rai trasmetterà gli europei di atletica e di nuoto, speciali sul cinema dedicati a Russell Crowe, Pedro Almodovar e Quentin Tarantino agli omaggi a Caravaggio e a Madre Teresa di Calcutta, programmi per bambini con Shrek IV alla musica con Italia Wave Love Festival 2010; e due famosi sceneggiati, per la prima volta disponibili sul sito Rai.tv, come Gamma e il Conte di Montecristo.

Su www.raisport.rai.it gli appassionati di sport potranno seguire numerose gare internazioni di atletica e di nuoto con dirette, speciali, video on demand e blog dedicati, oltre a trovare informazioni sulle medaglie, il calendario e tante altre curiosità. Da segnalare, sempre su Rai.tv, un viaggio nell’arte e nella vita di Caravaggio, a 400 anni dalla morte del grande pittore. Da non perdere, inoltre, uno speciale sullo sbarco sulla luna, le nuove avventure spaziali, la commemorazione della strage di Hiroshima il 6 agosto, con un’attenzione particolare alle nuove frontiere del nucleare. E ancora: il ricordo nell’anniversario della morte, il 26 agosto, di Madre Teresa di Calcutta, il 29 agosto, di Franco Basaglia. Per gli amanti del giallo consigliamo Flavio Insinna e Christiane Filangieri in «Ho sposato uno sbirro» e con le inchieste di «Sherlock Holmes» e del «Tenente Sheridan», due classici tratti dall’archivio Rai. Nella sezione della grande fiction spicca «Bianco e nero» con puntate per la prima volta on line su Rai.tv.  Tanto spazio anche alla risata con una carrellata nel tempo dedicata ad Annamaria Barbera, Paola Minaccioni e Rosalia Porcaro. Sempre alla comicità sono dedicati due speciali, on line il 21 e 22 agosto, con la presenza di Francesca Reggiani.

Luca Saulino

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L’Iphone 4 arriva in Italia

28 Luglio 2010

37414_iphone4E’ prevista per venerdì l’uscita sul mercato italiano del tanto atteso iPhone 4. Numerose le novità dell’ultimo prodotto di casa Apple, reduce da diverse polemiche scoppiate in merito al sistema di ricezione che avevano travolto la società americana tra non poco imbarazzo. Si comincia dal FaceTime, un sistema che rende ancora più facile la videochiamata attraverso un tocco, per finire allo schermo con una maggiore risoluzione (la risoluzione più alta nella storia degli smartphone), passando il nuovo display Retina. Per ovviare al problema della ricezione la società di Cupertino regalerà a tutti gli acquirenti una apposita  custodia in grado di rendere più solido il segnale dell’antenna. Da venerdì, oltre che nel nostro Paese, l’iPhone 4 sarà disponibile in Australia, Austria, Belgio, Canada, Danimarca, Finlandia, Hong Kong, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Nuova Zelanda, Olanda, Singapore, Spagna, Svezia e Svizzera, presso gli Apple store, i noti  negozi online (http://store.apple.com/it),  e i rivenditori autorizzati. Lo smartphone è dotato di una fotocamera da 5 megapixel con flash Led, capacità di registrazione video HD 720p, processore Apple A4, un giroscopio a 3 assi e fino al 40% in più di autonomia in conversazione. Il sistema operativo è l’Ios4, con multitasking, folders, una mailbox più semplice da consultare, un più migliorato  supporto Enterprise e iAd, la nuova piattaforma pubblicitaria mobile di Apple.

Il prezzo consigliato in Italia è di 659 euro per il modello da 16gb, 779 per quello da 32gb. Sempre da venerdì sarà disponibile un nuovo iPhone 3gs da 8g ad un prezzo di 539 euro con tasse incluse (senza contratto). Ovviamente le tariffe variano a seconda degli operatori mobili. Numerose le possibilità offerte agli acquirenti, tra quelle che consentono di portarsi a casa il cellulare a prezzo scontato attraverso un rateizzo che corrisponde ad un esborso mensile pari al traffico consumato tra voce e dati. Per la stragrande maggioranza degli italiani sarà questa la formula su cui si punterà per ottenere l’ultimo gioiellino della Apple. Sta di fatto che a prezzo di listino, l’iPhone 4 risulta come lo smartphone Apple più caro della storia e tra i cellulari più costosi della storia. Un primato che l’iPhone 4 si aggiudica anche sul fronte del pagamento nella formula del canone mensile, inaugurato dalla Tre. Il precedente modello (3 Gs) costava ben 719 euro nella versione (senza contratto) che disponeva dell’hard disk più capiente (32 gb).

Luca Saulino

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Il wi-fi arriva negli ospedali

27 Luglio 2010

wifiC’è un numero, seppur ancora troppo limitato, di ospedali italiani che non sono solo luoghi di sofferenza. Per alleviare i disagi delle lunghe degenze in alcuni nosocomi i direttori sanitari hanno deciso, infatti, di mettere a disposizione degli ammalati il wi – fi gratuito. Tra le strutture che offrono questo servizio c’è il Regina Elena e San Gallicano di Roma. Le persone ricoverate potranno collegarsi ad internet attraverso un portatile o qualsiasi altro dispositivo mobile, come un telefonino, un palmare, un Ipad. Così navigare, chattare, collegarsi ai social network più popolari, consultare la posta elettronica, fruire dei propri video preferiti, ascoltare gli mp3 più amati non sarà più un sogno per chi è costretto a trascorrere periodi più o meno lunghi in una stanza d’ospedale.

In questo caso, il progetto è stato possibile grazie al sostegno della Provincia di Roma. L’ente ha provveduto a collocare i punti di accesso alla Rete in diverse zone del territorio capitolino. «La procedura di connessione è semplice – afferma l’ingegner  Gianluca Ferrara, responsabile dell’Area Informatica degli Istituti – è sufficiente accedere una prima volta alla rete da un qualunque punto Wi-Fi presente, scegliere la rete “Provincia Wi-Fi” , registrarsi seguendo le indicazioni riportate e si è subito connessi ad Internet». Gli hotspot sono stati posizionati nei punti di maggior affluenza delle strutture sanitarie, ovvero la hall principale, la sala d’attesa all’ingresso e davanti al laboratorio di analisi e il centro congressi. A breve altre postazioni spunteranno nel piazzale dell’ingresso principale e in quello posto di fronte al centro congressi. «Il progetto “Provincia”  è totalmente gratuito – aggiunge  l’ingegner Ferrara – e nasce come primo nucleo autorevole di una rete federata a cui possano connettersi anche reti di privati o di altre istituzioni. L’idea di base è quella di unire le risorse e condividere i benefici con altre reti pubbliche».  Un passo in avanti nel rapporto con i pazienti quello compiuto dall’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena e l’Istituto Dermatologico San Gallicano. La connessione non ha alcun costo ed è assicurata sia agli ospiti che ai visitatori. 

Per rendere ancora più facile l’accesso al web, le postazioni dove è possibile il collegamento sono state indicate con un’apposita segnaletica subito identificabile. Le postazioni, inoltre, assicurano un’ampia copertura del segnale, essendo collocate con intervalli regolari un po’ in tutte le due strutture sanitarie d’eccellenza della capitale.

Luca Saulino

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Xperia X10

12 Luglio 2010

xperiaIn principio lo smartphone nacque come uno strumento di lavoro. Negli ultimi mesi, invece, abbiamo assistito ad una vocazione sempre più multimediale per questi oggetti tecnologici. E’ il caso dello Xperia X10 di Sony Ericsson, un cellulare indispensabile per tenersi in contatto con gli amici, scattare foto, girare video, ascoltare la musica preferita, collegarsi ad Internet attraverso il Wi-Fi, scambiare file sfruttando il bluetooth, e ancora pianificare un itinerario o trovare una mappa grazie al navigatore Gps integrato. Tutti i modelli della serie X 10 sono dotati di una fotocamera dalla caratteristiche paragonabile, a tutti gli effetti, a quella di una compatta, con una risoluzione che va dai 5 megapixel, sui modelli base, a quella di 8,1 su quelli più evoluti. Su quest’ultimi c’è perfino la funzione di riconoscimento dei volti. La memoria è di 1 Gb, ma può essere ampliata fino a 8 Gb grazie ad una card microSd in dotazione. Straordinaria anche l’autonomia: fino a 10 ore in conversazione, 415 ore in standby per X10, mentre 4 ore in conversazione e 285 in standby per il Mini X10 Pro.

Lo schermo è un ampio touch da 4 pollici, che si può usare facilmente anche senza pennino, semplicemente con le dita. Il Mini X10 Pro, invece, presenta una tastiera qwerty a scomparsa, utile per la scrittura degli sms e delle mail. Molto facile l’accesso ai social network grazie alle applicazioni che consentono il collegamento diretto ai rispettivi siti. Ottima anche la gestione dei file multimediali catalogati in cartelle, proprio come avviene di norma sui pc, e divisi tra immagini, filmati, musica. Tutti i file possono essere riprodotti nel giro di pochi secondi, senza dover perdere tempo a cercare l’apposita voce all’interno del menu.

A portata di dita, è proprio il caso di dirlo, pure l’accesso a Play Now e You Tube, dove si possono vedere i propri video preferiti. Svariate anche le possibilità di personalizzazione. Xperia X10 Sony Ericsson, infatti, è stato commercializzato anche in Italia, in diversi colori, tutti di gran moda. Le tinte più gettonate restano quelle con le finiture bianche o nere. Ma non finisce qui di stupirvi la Sony Ericsson. Mini X10 Pro, infatti, è disponibile anche in rosso, mentre la stessa versione mini viene proposta in numerosi colori, come il nero, bianco, lime o rosa, garantiti dalle apposite cover intercambiabili.

 

Luca Saulino

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I mondiali tra dirette streaming e 3D

12 Luglio 2010

Mondiali-calcio-2010-3DFino a qualche anno fa c’era solo la tradizionale diretta tv. Già dalla scorsa edizione, però, i mondiali di calcio li abbiamo potuti seguire sfruttando le nuove tecnologie, ovvero in streaming dal computer, con aggiornamenti su smartphone e tablet, o in un cinema grazie alla proiezioni 3D. Anche per Sudafrica 2010 gli italiani hanno preferito la tv agli altri mezzi, con una serie di limitazioni per chi non disponeva di un abbonamento a Sky. Il dato più rilevante è che, pure chi si trovava lontano dalla tv, ha potuto seguire la partite collegandosi in streaming ai siti della Rai o di altre emittenti che le trasmettevano.

La tv pubblica ha offerto la diretta streaming, già a cominciare dalla cerimonia di apertura dei mondiali, con il risultato che la prima gara, Sudafrica – Messico, l’hanno potuta guardare davvero in pochi a causa del boom dei collegamenti streaming. Di fronte ad un numero altissimo e inatteso di contatti, Rai Net è stata costretta ad incrementare la banda così da poter garantire dirette efficienti per il resto della competizione. Sono numeri da capogiro quelli legati alle dirette web dei match dei mondiali, complici anche i turni pomeridiani. Un esempio? La sconfitta dell’Italia con con la Slovacchia ha registrato un milione di utenti unici, molti dei quali collegati dai luoghi di lavoro, uffici in primis. Difficile un paragone con i mondiali del 2006: allora, infatti, la Rai non trasmetteva ancora le partite in streaming. Sta di fatto che il risultato in questione s’inserisce tra i record della Rete. A voler effettuare un raffronto, dobbiamo tornare due anni fa, agli Europei. Nel 2008 Italia – Romania fu seguita sul web da 120mila utenti unici.

Oltre alla Rai decine e decine di siti stranieri hanno assicurato la diretta web. E’ andate bene anche per i possessori dell’iPad. Per loro la Rai ha lanciato un’applicazione proprio per guardare le partite attraverso il nuovo gioiello di casa Apple. Tuttavia il ritardo con cui è stata presentata quest’applicazione ha lasciato l’amaro in bocca agli utenti dell’ iPad, che hanno dovuto rinunciare alla visione delle prime gare dal tablet.La vera novità di quest’edizione restano le partite in 3D. La diretta delle partite con questa tecnologia è stata affidata dalla Fifa alla Sony. Nelle poche sale italiane c’è stato il tutto esaurito. Meglio dell’estero dove le dirette hanno deluso per numerosi problemi tecnici e le sale sono rimaste semivuote.

 

Luca Saulino

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Guida alla scelta del lettore mp3

10 Luglio 2010

lettore mp3In spiaggia, sotto all’ombrellone o in riva al mare; in barca tra un tuffo e l’altro; in montagna durante passeggiate per sentieri verdi; in un parco mentre si fa footing; in treno mentre si viaggia; o più semplicemente a casa durante una pausa. Le occasioni in cui ascoltare musica da un lettore mp3 sono davvero tante.

Con l’avvicinarsi delle vacanze chi non ne possiede già uno o comunque vuol cambiarlo si chiede quale modello acquistare. A guardare le vetrine dei negozi c’è davvero l’imbarazzo della scelta, tra dimensioni, colori e funzioni. Si parte da quelli così piccoli che si possono agganciare facilmente ad una maglia o ad una tuta fino ad arrivare a quelli grandi quanto uno smartphone. Vediamo insieme cosa offre il mercato in vista della stagione estiva. In tanti preferiscono puntare su un modello dalle dimensioni contenute, da portare anche in tasca, magari con un display non troppo piccolo, in modo da non rinunciare alla visualizzazione di foto e filmati nonché il titolo della canzone, il nome dell’artista e così via. Meglio ancora se il lettore ha pochi pulsanti ben posizionati, così da poterlo utilizzare in pochi istanti anche mentre si è impegnati, magari, in un’attività sportiva. In secondo luogo c’è la capacità di memorizzazione dei dispositivi. Con poco meno di 20 euro si possono acquistare lettori di 4 Gb, davvero più che sufficiente per contenere centinaia dei brani dei propri artisti preferiti. Sul fronte opposto troviamo player tra cui l’Ipod Touch: ben 64 Gb, ovvero l’equivalente di centinaia di cd con le nostre canzone più amate. Per essere più precisi: un lettore di 4 Gb può contenere fino a circa 70 ore di musica. Se si passa a modelli da 8 o 16 Gb, la capacità raddoppia o si quadruplica, con 140 e 280 ore. Non c’è bisogno di convertire i brani prescelti nel formato mp3. La stragrande maggioranza dei lettori, infatti, supporta anche il formato wma, che assicura una qualità superiore all’mp3. Fa eccezione l’Ipod della Apple che, invece, necessità di un’apposita conversione. Il mela-lettore, però, dal canto suo, oltre ad essere un prodotto cult della categoria, risulta compatibile anche con i file aac, formato particolarmente utilizzato per la distribuzione della musica on-line, attraverso gli store specializzati, tra cui proprio quelli della casa di Cupertino. Ma cos’è che fa davvero la differenza tra un lettore e l’altro, estetica e funzioni escluse? Gli auricolari! All’apparenza le cuffiette sembrano tutte uguali. Magari possono cambiare colori e dimensioni degli auricolari. A parte questi dettagli, gli auricolari influiscono notevolmente sul modo in cui viene percepito il suono, ovvero ascoltata la musica. Di solito si preferisce ascoltare gli mp3 attraverso le cuffiette in dotazione. I puristi del suono, tuttavia, non esitano ad acquistare cuffie esterne di una categoria superiore. Da non sottovalutare l’accesso alla gestione dei file multimediali. Se si escludono i piccoli Apple iPod Shuffle, su quasi tutti i modelli dotati di un monitor che non sia minuscolo, c’è la possibilità di vedere foto o le clip preferite (queste vanno quasi sempre convertite con appositi software). Tuttavia su modelli come il Philips go-gear e lo Shuffle, anche la riproduzione dei video è negata. Oltre il 90% dei modelli presenti sul mercato, inoltre, dispone di un ricevitore radio Fm.

Ulteriore eccezione per alcuni limitati modelli la possibilità di archiviare musica o altri file su schede di memoria esterna. Tra i modelli sotto i 100 euro spicca il Sony Nwz E44: costo 90 euro, ottimo ascolto, lunga autonomia, peccato per il volume massimo un po’ troppo alto; Trascend mp860: costo 89 euro, lungo ascolto, lettore di card microSd; Sandisk Sansa Fuze: costo 98 euro, trasferimento dei dati veloce, lunga autonomia, lettore di card microSd; Philips go-gear Spark: costo 58 euro, trasferimento dei dati veloce, manca però la radio; Archos 3 Vision: costo 100 euro, ascolto non ottimale. Questi i modelli oltre i 100 euro: Apple Itouch: costo 185 euro, ottimo ascolto, connessione Wi-Fi e browser integrato; Philips Go gear Muse: costo 145 euro, funzione di riduzione dei rumori esterni, funziona solo con gli auricolari originali; Apple Ipod Nano: costo 145 euro, davvero utile la videocamera integrata, ha la radio Fm;  Sony Nzw s544: costo 120 euro, autonomia particolarmente lunga, numerosi formati supportati; Cowon D2: costo 140 euro, lunga autonomia, lettore di card microSd. Una carrellata, insomma, per tutti i gusti e le esigenze. Sempre di più, da qualche mese, chi non pretende una qualità del suono straordinaria o funzioni più articolate, sceglie di ascoltare gli mp3 direttamente dal cellulare. Ormai, infatti, quasi tutti i modelli hanno un player incorporato. Inoltre, alcuni modelli tra cui quelli della serie Music prodotti dalla Nokia, offrono, proprio come avviene con i comuni lettori, di disporre di una serie di funzioni, tra cui quella di leggere sul display i dati relativi alla canzone che si sta ascoltando.

Luca Saulino

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Il lettore mp3 con la TV

10 Luglio 2010
Teac 4500

Teac 4500

Chi l’ha detto che con un lettore multimediale non si può vedere la tv? Da oggi tutto ciò è possibile grazie ad un nuovo prodotto lanciato dalla Teac. Si tratta dell’Mp 4500. All’apparenza sembra un normale lettore per ascoltare musica, visualizzare foto o filmati, le funzioni presenti su tanti altri prodotti. Basta osservare l’antenna che fuoriesce dal lettore per capire che, oltre a riprodurre una vasta serie di formati, questo lettore consente di vedere la tv digitale terrestre.

Sì, proprio così. Se non riuscite a rinunciare alle partite dei mondiali, ad un telegiornale o alla fiction preferita, questo prodotto può essere la soluzione giusta. L’Mp 4500 si presenta come un comune lettore, dotato di un display a colori di 3,5 pollici. La funzione tv è garantita da un sintonizzatore interno, grazie al quale è possibile fruire gratuitamente dei canali televisivi, ovviamente in chiaro. Semplici i passaggi da compiere: basta allungare l’antenna, effettuare la scansione dei canali e vedere il programma prescelto, nelle situazioni in cui fino a qualche tempo fa era impensabile vedere la tv: sotto l’ombrellone, in treno, o comunque lontani da casa. Insomma, se non vi accontentate dei video scaricati da Internet, della vostra discografia immagazzinata nel lettore e della radio, ci si può orientare su questo lettore: costo 149 euro. Buona sia la capacità di archiviazione, 4 Gb (centinaia di brani e decine di clip), e l’autonomia. La batteria, infatti, assicura la fruizione della modalità tv per circa 5 ore, un lasso di tempo sufficiente per ricaricare eventualmente il lettore attraverso la comoda porta Usb o un adattatore.

Come già detto, il Teac Mp 4500 possiede anche tante altre funzioni, di quelle diffuse tra i principali lettori multimediali. Ci riferiamo alla radio Fm, all’orologio sveglia, ad un slot di espansione per card di tipo micro SD, indispensabile per aumentare la memoria già ampia del lettore. In altre parole, il Teac Mp 4500 risulta tra i lettori multimediali più completi, soprattutto se si considera l’accesso gratuito alla tv digitale terrestre. La stessa funzione su diversi tvfonini H3G è si garantita ma con tariffe che differiscono a seconda del piano prescelto. Inoltre, la qualità garantita da questo lettore è superiore a quella offerta dai tvfonini e si può paragonare, nelle zone dove il segnale non è disturbato, a quello delle tv portatili di dimensioni superiori.

Luca Saulino

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Supreme commander 2

1 Luglio 2010

Era il 2007 quando sul mercato usciva la prima edizione di Supreme Commander: un videogioco futuristico lanciato dalla Gas Powered Games, l’azienda guidata da Chris Taylor, l’inventore di Dungeon Siege. Tre anni più tardi gli appassionati del genere possono cimentarsi nel secondo capitolo del videogame. Una guerra tra robot, particolarmente pubblicizzata, che sembra piacere anche ai giocatori occasionali.

supreme

La formula ideata dalla software house americana è più o meno la stessa di quella iniziale. Ovviamente non potevamo mancare quei cambiamenti tanto attesi già dai possessori della prima edizione. Tuttavia, chi si attendeva un gioco completamente ridisegnato, resterà un po’ deluso. Vediamo insieme pregi e difetti di questo videogioco (costo 49, 90 euro, requisiti S.O. Windows XP, Vista, processore Intel 3,2 Ghz, 2 Gb di ram, scheda video con 256 mb di memoria). La prima novità che salta all’occhio del giocatore è un’impostazione narrativa più coinvolgente. Ogni storia, scandita da un approccio sicuramente più diretto, è incentrata sulle imprese di un membro in eterna lotta tra loro, ovvero Uef, Aeon Illimunate e Cybran Nation). In effetti, il giocatore si appassiona a questi scontri senza mai annoiarsi. Diciotto le missioni in cui è articolato il gioco, sei per ogni fazione. Una trama avvincente. Peccato per alcuni spunti narrativi un po’ retorici e la qualità dei filmati che a volte lascia a desiderare. In generale, Supreme Commander è un videogioco avvincente e si conferma tra i migliori della categoria.

 Una vera e propria rivoluzione la possiamo apprezzare sul piano della grafica. Qui l’azienda di Chris Taylor ha deciso di investire molto, mutando lo stile delle unità di combattimento, che – non lo possiamo nascondere – sembrano ispirarsi inequivocabilmente al look dei manga giapponesi. Qualche passo in avanti lo attendevamo sotto il profilo delle ambientazioni, come già detto, di tipo futuristico. Le scene sembrano troppo analoghe tra loro, quasi come se non ci fossero differenze. Cosa che si verifica anche nelle mappe del videogioco. Mappe, tra l’altro, più scarne e più piccole. Le dinamiche, invece, non sono cambiate. Lo stile è quello iniziale. Uno stile di successo, adottato dall’intera categoria. Obiettivo del gioco: recuperare le risorse, nel nostro caso massa ed energia, per mettere su edifici destinati agli eserciti e poter condurre cos le battaglie. Cambiamenti positivi per quel che riguarda la gestione delle operazioni militari: controlli più immediati con movimenti meno caotici, a differenza del primo capitolo.

In fondo, per sconfiggere i nemici non occorrono imprese titaniche né eserciti particolarmente vasti. Basta potenziare le truppe puntando sulla specializzazione delle unità. Risultato raggiungibile attraverso un upgrade del videogioco, che si può fare facilmente sfruttando, appunto, lo schema ad albero dedicato alle specializzazioni. Non è cambiato, invece, il motore grafico. E’ lo stesso del primo capitolo e sembra dare buoni risultati. Garantiti gli effetti spettacolari come le esplosioni fragorose e luminose, i dettagli delle truppe, le illuminazioni davvero futuristiche. Un miglioramento forse era possibile per le fasi del gioco che presentano una dinamica più accelerata. Pensiamo ai momenti dei combattimenti, in cui il motore grafico rischia, solo in alcuni brevi frangenti, di risultare un po’ lento, con un framerate un po’ singhiozzante. Tuttavia, agli occhi dei meno patiti per il genere, questa pecca può anche passare inosservata, controbilanciata, come già detto, da effetti davvero spettacolari e una narrazione coinvolgente al punto giusto. Definirlo un capolavoro, come qualcuno si preparava a fare a pochi giorni dal lancio, sarebbe esagerato e azzardato. Sicuramente Supreme Commander 2 è un buon gioco, tra i migliori della categoria che rimanda ai meccanismi strategici in tempo reale. In generale, le impressioni sono positive. A storcere il naso sono soltanto gli appassionati che si aspettavano davvero qualcosa in più, a distanza di tre anni dal primo capitolo. Le correzioni apportate dalla software house sembrano non aver accontentato chi è disposto a trascorre ore e ore, anche quasi intere giornate, davanti al monitor del computer, per cimentarsi nella guerra dei robot tra Uef, Cybran Nation e Aeon Illuminate. Soddisfatto il grande pubblico, resta un po’ deluso il target più di nicchia, dunque. Secondo i patiti del genere, il videogioco manca di elementi di originalità, ha una grafica buona ma non brillante (come dicevamo, a volte si inceppa nelle fasi particolarmente animate), e non presenta spunti tali da differenziarsi dai concorrenti. O meglio ci troviamo di fronte ad una concorrenza timida. Poco o nulla, a confronto con le novità lanciate sul mercato negli ultimi mesi, in cui i giochi futuristici quasi rientrano, come in un paradosso, a causa degli effetti speciali, in una dimensione realistica. Il gioco, in fondo, non risulta nemmeno troppo impegnativo per chi ha già una certa dimestichezza con i videogame di tipo strategico. Un’esperienza gradevole, quella di Supreme Commander 2, specie per la sezione multiplayer.

Luca Saulino

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Toshiba Satellite U500 – 1F7

28 Giugno 2010

toshiba satelliteSe il computer portatile non vi serve soltanto per collegarsi ai social network, chattare, consultare la posta elettronica o scrivere un semplice documento, il Toshiba Satellite U500 – 1F7 fa proprio il vostro caso. Questo notebook, infatti, è in grado di farvi fruire di tutti i contenuti multimediali in perfetta mobilità.

Il dispositivo ha un display da 13,3’’ con retroilluminazione a led. Tra le caratteristiche che saltano più all’occhio il pannello multitouch che vi consentirà di accedere alle nuove funzioni incluse nel sistema operativo Windows Seven, senza dover necessariamente usare il mouse o il touchpad in dotazione al portatile. In altre parole, sulla scia di quanto avviene su numerosi smartphone touchscreen, potrete trascinare, ingrandire immagini, avviare o chiudere un programma, con una o due dita. Se, invece, esercitate una pressione prolungata sul display, entrerete nel menu, altrimenti accessibile con il tasto destro del mouse. I punti forti di questo prodotto sono tanti, a cominciare dal peso, appena 2 chili. Un computer, dunque, compatto, facile da portare con sé anche in viaggio, dal design curato ed elegante. A conferma di questa sensazione il fatto che, quando lo si tiene sotto braccio, si ha l’impressione di avere, più che un computer, un giornale o un libro. Le funzioni accontentano davvero tutti i gusti, al punto che, nonostante le dimensioni contenute, questo portatile si può paragone, senza alcun dubbio, ai computer portatili di taglia standard. Veniamo al cuore di questa macchina. Si tratta di un processore Intel Core i3 – 330 M, apprezzato particolarmente per le ottime prestazioni e il basso consumo energetico, caratteristica fondamentale per un portatile, che va a totale vantaggio della durata della batteria. Il Toshiba Satellite U500 – 1F7 non finirà mai di stupirvi. Un esempio? Potrete collegarlo facilmente ad un televisore LCD grazie alla tecnologia Hdmi. Inoltre, potrete con pochi clic riversare il contenuto, in visione sulla tv, sul computer, e magari sottoporlo anche all’editing attraversi appositi software. Ovviamente non poteva mancare la connessione Wi-Fi, il Bluetooth (sempre più richiesto per i collegamenti con cellulari e lettori mp3), la webcam con microfono integrato (in fondo non si può dimenticare la funzione social di questi computer portatili!).

Questo portatile spicca pure per la capacità dell’hard disk, ben 500 gb. Un numero che vale a dire una vasta possibilità di archiviazione dei dati, che – cosa ancora più importante – saranno protetti, grazie ad un sensore 3D, in grado di attutire le conseguenze da impatti e cadute. Inoltre, sarà possibile espandere tale capacità , senza problemi. Sempre con più frequenza, quando si  in viaggio o in giro anche non lontano da casa, può sorgere l’esigenza di ricaricare telefonini e lettori mp3. Con questo notebook, anche quando la macchina è spenta, lo si potrà fare, grazie alla porta USB Sleep and Charge. Il costo di listino è pari a 999 euro: un prezzo giusto per un portatile così completo e, allo stesso tempo, da look accattivante e dal peso davvero leggero. Vediamo ora insieme le altre caratteristiche del Toshiba Satellite U500 – 1F7. Il computer è dotato di un masterizzatore DVD super multi, un display da 13,3 pollici (risoluzione 1.280 x 800), tecnologia TruBrite WXga Tft Hight Britness con funzioni touch. La scheda audio è integrata, quella video, come il processore, è di casa Intel, modello HM55. All’acquisto l’utente si troverà in possesso anche del nuovo sistema operativo Microsoft Windows 7, versione Premium. Troviamo, inoltre, due porte USB 2.0, il lettore di memory card (molto utilizzato per scaricare le immagini dalla fotocamera al portatile, senza dove ricorrere allo scomodo cavetto o a lettori esterni che, se non dotati di un proprio alimentatore, finiscono per andare a svantaggio dell’autonomia della batteria). Queste le dimensioni: 317 x 230.6 x 38.2 mm; peso 2,22 kg. Il target medio di questo prodotto è un utente che vuole stare al passo con i tempi, disporre di una macchina dove si possono facilmente gestire i contenuti multimediali, senza rinunciare allo stile. Caratteristiche che, se combinate insieme, danno vita al Toshiba Satellite U500 – 1F7. Un portatile dal prezzo sicuramente un po’ più alto rispetto ai prodotti dell’analoga fascia, che si distingue sia per le caratteristiche tecniche che per l’estetica. Un netbook leggero, ultrasottile, capace di combinare il look a prestazioni eccezionali. Un esempio senza eguali per peso e tecnologia. In poco più di due chilogrammi troviamo una capacità di elaborazione mobile di fascia davvero alta e un hard disk, non solo particolarmente ampio ma addirittura protetto (caratteristica indispensabile per prevenire danni ai nostri file). Un sistema per tenerli in cassaforte e scongiurare spiacevoli conseguenze. Il Toshiba Satellite U500 – 1F7 lancia un nuovo concetto di “portabilità”: per avere prestazioni straordinarie non occorrono più macchine pesanti e ingombranti. E se anche l’occhio vuole la sua parte, questo è il computer da viaggio ideale.

Luca Saulino

Netbook ,

Nuovo capitolo di Total War II

27 Giugno 2010

napoleonL’esordio di Total War risale a dieci anni fa. Questo videogioco prodotto dalla Sega ha narrato, serie dopo serie, le più grandi guerre che hanno segnato la storia universale: le battaglie medioevali, quelle scoppiate all’epoca dell’Impero Romano, la rivoluzione industriale e così via. Al centro dell’ultimo episodio (costo 49 euro) troviamo, invece, le guerre napoleoniche.

A dire il vero, il videogioco, compatibile con i sistemi operativi Microsoft XP e Seven, non è altro che un’espansione del capitolo precedente, ossia Total War Empire. Il videogame presenta due modalità in cui cimentare le proprie capacità strategiche. Nella prima il giocatore deve rievocare, attraverso la propria destrezza davanti al monitor, le principali operazioni militari condotte da Napoleone tra il 1796 e il 1812. Per farsi un’idea basta dare un’occhiata al tutor introduttivo. Qui troviamo le indicazioni sulle varie fasi del gioco: la campagna d’Italia che vide il ritiro dell’Austria dal Nord Italia e pose fine alla Repubblica di Venezia, la campagna d’Egitto con la conquista di Alessandria, quella in Europa portata avanti perché i Francesi potessero garantirsi la supremazia in Occidente. Ovviamente non poteva mancare la battaglia di Waterloo. Passando alla seconda modalità denominata “Coalizione”, si ha la possibilità di optare per uno dei regni che si opposero alla Francia: Inghilterra, Prussia, Austria e Russia), e combattere famose battaglie come quelle di Lipsia, Lodi o Austerlitz. L’ambientazione è davvero realistica e suggestiva. Tuttavia, proprio per la vastità dell’impresa napoleonica, la Sega è stata costretta ad eliminare alcuni stati che, durante l’epoca napoleonica, rivestirono un ruolo secondario, tra cui Portogallo e Stati Uniti. Napoleon Total War è, prim’ancora che un gioco strategico, un gioco d’azione. Alle trattative diplomatiche, all’economia dell’epoca, prevalgono le mosse sul campo, indispensabili per reggere agli attacchi dei nemici o guadagnare spazi durante l’avanzata verso nuovi stati. Il giocatore può scegliere tra la modalità basata sui turni e quella in tempo reale. Evidenti le differenze tra le due modalità. Nella prima prevale l’attività legata alla gestione dell’esercito, della diplomazia e delle spie. L’altra, invece, è incentrata proprio sugli scontri. Cambiano anche i tempi dei turni. Si passa, infatti, da sei mesi a due settimane. Necessario, a differenza del capitolo precedente, conseguire tutti gli obiettivi per superare un livello e giungere alla battaglia successiva.

Ogni obiettivo centrato equivale ad un vantaggio in termini strategici, cioè proprio sul campo di battaglia. Notevole pure la grafica del videogame, grazie all’introduzione del motore Warscape Engine. Il videogioco è stato quasi interamente ridisegnato e migliorato. Una differenza salta subito all’occhio. I soldati non sono tutti uguali come nelle precedenti edizioni, ma si differenziano per aspetto e uniformi, a seconda della nazione di appartenenza. Ad arricchire il videogame, inoltre, nuovi modelli di navi e l’eliminazione di fastidiosi bug, presenti nel capitolo precedente. A voler trovare una pecca, bisogna soffermarsi sulla grafica delle località abitate (ridisegnate secondo lo stile dell’epoca napoleonica), un po’ scarne rispetto al resto del gioco così articolato. Sul piano più strettamente strategico non mancano i passi in avanti, anche se – ad esempio – gli eserciti gestiti direttamente dal computer attaccano sempre allo stesso modo, con davvero scarse varianti, anteponendo il lancio della cavalleria a quello della fanteria. I giocatori si aspettavano qualcosa in più dalla modalità coalizione.

Se volete stringere alleanze con altri stati o diventare abili diplomatici vi troverete a difficoltà legate, infatti, alla strutturazione del gioco, più che al suo livello di difficoltà. Guadagna voti alti la sezione multiplayer che, in altre parole, rende il giocatore molto più longevo. Ovvero: il giocatore può affrontare l’avversario sul web e completare le campagne di Napoleone, in modalità cooperativa, con altri giocatori a distanza. Questi i requisiti hardware per poter giocare a Napoleon Total War: processore Intel 2 ghz, 2 gb di ram, scheda video con 256 mb di memoria. Torniamo, per un attimo, alla grafica. Dicevamo che i campi di battaglia sembrano sempre più vicini alla realtà. Un esempio? I cavalli, quando si muovono, provocano nuvole di polvere così fitte da occultare la visuale agli avversari che li stanno inseguendo. Insomma, anche l’ultimo capitolo di Total War si conferma un ottimo prodotto, sia sotto il profilo estetico che sotto quello del gioco. Inoltre, la scelta della Sega di rafforzare la narrazione fa sì che il gioco sia ancora più coinvolgente rispetto alle precedenti edizioni. Le principali difficoltà si riscontrano nella gestione degli eserciti, soprattutto quando si tratta di formazioni composte da un elevato numero di soldati. Critiche inevitabili anche per il comportamento dei nemici, specie se l’esercito è controllato da pc. Si ha l’impressione di trovarsi a volte di fronte ad atteggiamento un po’ troppo passivo. Durante una battaglia ti aspetteresti una controffensiva da parte degli avversari. Invece, in qualche caso oltre a qualche combattimento a colpi di moschetto, i nemici non vanno.

Luca Saulino

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Incredibile difetto sul nuovo iPhone

26 Giugno 2010

iphone-4-launchSei mancino? Allora non puoi usare il nuovo I – Phone. Sembra uno scherzo, una bizzarria tecnologica, invece corrisponde tutto alla realtà. L’anomalia, davvero imbarazzante per il gigante della Mela, riguarda l’iPhone numero 4. Annunciato come un megasuccesso di vendite, con lunghe file fuori ai negozi già nelle ore precedenti la sua uscita, l’ultimo arrivato di casa Apple, vero e proprio oggetto del desiderio a livello internazione, presenta una pecca inattesa. A sperimentarla numerosi clienti a cui improvvisamente è caduta la linea mentre stavano parlando al cellulare. A ben guardare, il problema sorgeva soltanto quando il telefonino veniva impugnato con la mano sinistra. Superato lo scetticismo iniziale, l’azienda di Cupertino non ha potuto fare a meno di riconoscere il grossolano errore. La ragione della continua interruzione delle conversazioni starebbe nella posizione dell’antenna. In altre parole, quando lo si maneggia con la sinistra, si finisce per coprirla, schermando il segnale. Ad ammetterlo è stato proprio Steve Jobs, bombardato dalle lamentele che giungevano da ogni parte del mondo. La Apple si difende sostenendo che ogni telefonino ha le sue zone sensibili. Peccato che nella stragrande maggioranza dei cellulari queste aree così delicate sono collocate in una posizione tale da non intralciare l’suo più frequente. Il problema investe soprattutto i mancini, ma non solo.

Si fa fatica a comprendere come nella produzione di un goiellino della tecnologia, partorito dalla Apple, nota per la precisione e l’inappuntabilità dei suo progetti, si sia potuta verificare un’anomalia così fastidiosa per gli utenti. Soluzioni concrete al momento non ci sono. Ai possessori dell’iPhone quarta versione, in vendita soltanto da due giorni,  non resta che impugnare il melafonino con la destra, altrimenti si rischia di portare avanti una telefonata a singhiozzo. Un espediente per ovviare al problema ci sarebbe. Inserendo, infatti, il cellulare in una custodia rigida, la linea non dovrebbe cadere. Per la Apple, ad ogni modo, non si tratta di un problema tecnico. Stringendo ogni telefono – spiegano gli ingegneri della Mela in una dichiarazione ufficiale – si ha sempre una certa attenuazione delle prestazioni dell’antenna, con certi punti che sono più problematici di altri, a seconda della posizione dell’antenna.

Questo – proseguono – è un fatto comunque per ogni telefono senza fili». A chi ha comprato il nuovo iPhone l’azienda di Cupertino consiglia semplicemente «di evitare di stringerlo nella parte bassa sinistra, nei pressi dell’angolo, in maniera da coprire tutti e due i lati della striscia nera nella banda metallica, oppure di usare uno dei tanti case disponibili», a condizione che la custodia sia compatibile con il telefonino. In realtà, quello della ricezione non sembra l’unico difetto dell’iPhone 4, che ha debuttato ormai negli Usa, in Germania, in Francia, nel Regno Unito e in Giappone. Il secondo problema rilevato dai possessori è la comparsa di macchie sul display. Su questa critica, però, la Apple non ha ancora provveduto a fornire risposte. Il telefonino in questione approderà sul mercato italiano entro il prossimo mese. Per acquistarlo sin da ora, tuttavia, basterà valicare i confini d’Oltralpe. Presso gli Apple Store francesi il costo dell’iPhone 4 è di 629 per la versione da 16 GB e di 739 euro per quella da 32 GB. In contemporanea Apple ha messo in vendita, anche in Italia, la versione da 8 gb del 3gs, ad un costo di 539 euro, venti in più rispetto ai negozi francesi. Il lancio del nuovo Iphone non è stato accompagnato dallo stesso tam tam mediatico dell’iPad. Ciò non significa che non si possa parlare dell’ennesimo boom nelle vendite per la Apple, con oltre 600mila preordini nel giro di 24 ore. Cifre tali da mandare in tilt i cervelloni informatici predisposti ad accogliere le prenotazioni. Negli Usa e in Giappone, inoltre, c’è chi addirittura attendeva da diversi giorni il battesimo del nuovo iPhone e si era attrezzato di tanta pazienza per sostenere file record fuori ai punti vendita. In tanti si sono muniti di ombrelli, sacchi a pelo, scorte di acqua e cibo, pur di affrontare le file durate anche oltre trenta ore.

Nel Paese del Sol Levante le scorte già sono andate esaurite e già si prevede un successo per la nuova fornitura. In Giappone l’iPhone 4 costa 46.080 yen (circa 512 dollari), ma per chi sottoscrive appositi servizi sono previsti significativi sconti. Tornando al problema della ricezione. Sul web sta circolando un video girato da alcuni possessori del nuovo gioiellino in cui si nota chiaramente come, impugnando il telefonino con la sinistra, la ricezione s’interrompe e la chiamata fallisce. «Siamo senza parole – affermano sui forum aperti per l’occasione – gli appassionati della mela elettronica, Speriamo che quando arrivi in Italia il problema sia già stato risolto. Altrimenti sarebbe davvero una brutta sorpresa per chi l’attendeva da tempo».

Luca Saulino

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Scopriamo la nuova Nintendo DS

25 Giugno 2010

nintendo-3ds-large1-largeLa vera novità sta nel fatto che per giocarci non bisogna necessariamente munirsi di appositi occhiali. Per il resto, la nuova console 3 D lanciata dalla Nintendo conferma la linea di successo della casa, sempre più all’avanguardia. In effetti, quando qualche mese fa si cominciava a parlare di videogiochi 3 D, che non richiedevano l’uso delle lenti speciali, erano in pochi a crederci. Al salone E3 di Los Angeles, dove è stata presentata la novità, gli scettici sono dovuti tornare sui propri passi. All’ Electronic Entertainment Expo, l’ultimo arrivato di casa Nintendo, ovvero la 3DS, ha riscosso un notevole successo, a cominciare dal piano del look. Vediamo quali sono le caratteristiche di questo nuovo gioiellino per i patiti dei videogame portatili di ultimissima generazione. Lo schermo ha una dimensione di 3,53 pollici. Il touch screen è invece di 3,02 pollici.

Notevole il numero di fotocamere in dotazione al dispositivo. Ben tre, di cui una interna e due esterne. Non è un caso che la Nintendo 3DS sia stata arricchita di tre mini obiettivi. Le tre fotocamere, infatti, sono necessarie per assicurare l’effetto tridimensionale, e ovviamente per scattare le foto in tre d. Sul fronte del controllo del gioco, riscontriamo un ottimo sensore di movimento di tipo “slide pad”, che consente un controllo a 360 gradi analogico. “La dimensione aggiuntiva della profondità nel 3D – ha affermato al salone   Shigeru Miyamoto, il designer di Nintendo, noto per aver introdotto per rpimo la tridimensionalità a giochi come Super Mario 64 permette ai giocatori di valutare meglio le distanze, oltre ad offrire agli sviluppatori un nuovo strumento per creare giochi ed esperienze che implicano il gioco in altezza e in profondità”. Oltre al videogioco in sé, la casa ha presentato, nel corso dell’E3, anche una serie di applicazioni e giochi per il 3DS. Nella stessa occasione ha annunciato il lancio di nuovi giochi per il WII e il battesimo di nuove console, che amplieranno la già ampia famiglia. Il Nintendo 3DS rientra a pieno titolo nell’ottava generazione di videogiochi. L’annuncio era stato formulato il 23 marzo scorso. Allora la Nintendo aveva parlato di un vero e proprio successore del DS, che avrebbe avuto la compatibilità con i precedenti giochi della stessa serie. Il varo è avvenuto ufficialmente il 15 giugno alla fiera di Los Angeles. Level-5, due mesi fa, fu la prima casa produttrice di videogiochi a dichiarare di essere già pronta a lanciare un nuovo gioco dedicato alla nuova console portatile Nintendo.

Nel corso delle ultime settimane la Nintendo ha anticipato le novità della console, a cominciare – come si legge in una nota diramata dalla casa – dal fatto che, sulla 3DS, la tridimensionalità sarà disattivabile in qualsiasi momento. Secondo alcuni addetti ai lavori, intervistati sul sito Ign, la Nintendo 3DS, svilupperebbe una velocità di calcolo paragonabile a quella della PS3 o dell’Xbox 360. Ecco, nei dettagli, le caratteristiche salienti della nuova console.  Il videogioco portatile supporta le schede SD. Sviluppato a croce direzionale, presenta  seguenti pulsanti: A/B/X/Y – L/R – START – SELECT – HOME – POWER. Dotato come già detto di 3 fotocamere, ha anche un microfono e jack standard da 3,5 mm per cuffie o auricolari. Oltre a video giocare, sarà possibile con la Nintendo 3DS vedere film in 3D e utilizzarlo come lettore multimediale avanzato. Grazie ai pulsanti home/wireless, sarà possibile attivare o disattivare la connessione, pure mentre si gioca. Sempre grazie alla connessione web, il videogiocatore potrà ricevere informazioni utili per il gioco. La console è disponibile in sei colori, almeno stando alla presentazione all’E3: viola, rosso, arancione, turchese, grigio, nero. Tuttavia non tutti potrebbero essere commercializzati da subito in Italia.  Questi gli altri parametri tecnici, che possono colpire l’interesse degli appassionati (è bene precisare che sono dati ancora ufficiosi). Ovvero: 200 MHz di calcolo in grado di renderizzare fino a 15,3 milioni di poligoni al secondo (a 200 MHz), con fillrate di 800 milioni di pixel al secondo. Tecnologia Maestro-2G per la gestione di shader complessi ed effetti avanzati . (Fonte Nintendo). Numerosi i titoli annunciati per la console in questione. Alcuni già noti ai giocatori che si sono cimentati con i dispositivi precedenti. Altri, invece, rappresentano vere e proprie novità. Altri ancora disponibili sono in 3D. Eccone alcuni: Animal Crossing, Mario Kart, Paper Mario, PilotWings Resort, Starfox 64 3DS, Steel Diver, The Legend of Zelda: Ocarina of Time 3DS, The Sims 3, Resident Evill® Revelation, DJ Hero, Dragon Quest Franchise, Final Fantasy Franchise, Layton and the Mask of Miracle Ridge Racer, Kingdom Hearts 3DS, Hollywood 61, Codename: Chocobo Races, Super Street Fighter IV 3D Edition, Tom Clancy’s Splinter Cell Chaos Theory, Tom Clancy’s Ghost Recon, Sonic, Super Street Fighter IV 3D, Saints Row: Drive-by, Assassin’s Creed: Lost Legacy, Driver: Renegade.

Luca Saulino

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Un netbook dall’estetica accattivante: Samsung

24 Giugno 2010
La versione in rosa del Samsung 150 Corby

La versione in rosa del Samsung 150 Corby

Super colorato, stile accattivante, peso leggero e dimensioni contenute. Ecco il netbook Samsung N150 Corby. Il nome richiama subito alla mente i telefonini prodotti dalla stessa casa, anch’essi dai colori sgargianti e dal design che non passa inosservato. Come per i cellulari, anche questi piccoli computer portatili di casa Samsung, oltre ad essere esteticamente molto gradevoli, si guadagnano un buon giudizio, grazie ad esempio all’eccezionale autonomia della batteria e allo schermo antiriflesso: caratteristiche che di fatto distinguono questi netbook nel segmento di mercato dove si vanno a collocare. Il look, dunque, risulta esplicitamente ispirato ai telefonini, appunto della linea Corby.

Vediamo allora nei dettagli perché puntare su questo netbook, colori e design a parte. Il guscio, che possiamo trovare in versione rosa o giallo, appare solido al punto giusto, così da attutire eventuali urti in fase di trasporto (è sempre un computer portatile e la tendenza vede un uso frequente nei posti più impensati, perfino in spiaggia, con l’avvicinarsi delle vacanze estive). Altra caratteristica positiva il peso, appena 1,2 chilogrammi. Analogo discorso per gli ingombri: 264*188*25.3 millimetri). Non poteva mancare qualche pecca, a cominciare dalla tastiera. Il vero problema lo riscontriamo nel cosiddetto “ritorno dei tasti”, forse causato da pulsanti un po’ troppo sottili e da una tastiera dalle dimensioni contenute. Buono invece il touch pad, anche se piccolo per un computer del genere. Per accenderlo basta schiacciare il pulsante posto sulla parte frontale, senza doverlo ricercare negli angoli più remoti della macchina. Una soluzione già adottata da diversi produttori, con discreto successo. Il display a Led presenta una diagonale di 10.1 ‘’, vale a dire una risoluzione di 1024 * 600 pixel. La vera peculiarità del monitor è nel basso consumo energetico. Inoltre, anche variando la posizione del display, e nelle condizioni di luce più difficili, la leggibilità è sempre garantita, vuoi con la luce solare, con quella artificiale, o con una fonte di illuminazione direttamente puntata verso lo schermo. Tutto ciò è stato reso possibile grazie ad una trattamento antiriflesso.

Peccato per i colori, poco brillanti, se confrontati con altri modelli di netbook che eccellono, proprio sul piano cromatico dei display. Il netbook Corby 150 dispone di una webcam integrata, caratteristica sottolineata da una scritta posizionata sulla cornice del display. In altre parole, la webcam incarna la vocazione del netbook verso l’uso di social network o di Messenger. Il processore in dotazione è un Intel Atom n450 a 1.66 ghz, supportato da una memoria ram di 1 gb, eventualmente espandibile se si sostituisce il So – Dimm DDR2 di serie. L’hard disk, tipo Sata, ha una capacità di 250 gb e presenta una velocità di rotazione pari a 5400 giri. Ovviamente su un netbook di questa portata non poteva mancare il wi – fi, con standard bgn. Oltre che collegarsi ad Internet senza fili, si potranno trasferire file o documenti, grazie al bluetooth 2.1. Sempre per connettersi al web il netbook dispone dell’interfaccia Ethernet 10/1oo per la rete cablata. Non mancano, ovviamente, tre porte usb 2.0, Vga, audio, in e out. Ma quali sono le prestazioni di questo netbook? Nulla di più a quelle dei computer di questa categoria che ormai si è affacciata a pieno titolo sul mercato della nuova tecnologia e dell’informatica. Certo, se scegliete di acquistare questo minicomputer per lavori di editing fotografico o video, o per scopi che richiedono un grande impegno della memoria, meglio cambiare prodotto. Il Corby N150 è, infatti, molto indicato per chi vuol portarsi con sé un computer, dalle dimensioni ridotte, attraverso cui collegarsi facilmente ad Internet, consultare la posta elettronica, scrivere su un foglio elettronico, visualizzare un video su Youtube, condividere una foto su Facebook e così via. Se siete particolarmente amanti dei colori, potete anche puntare su due prodotti combinati, scegliendo cellulare Corby e netbook della stessa tinta. Torniamo al discorso sull’autonomia. Molto bene la durata, rispetto a prodotti della stessa categoria. Un risultato reso possibile da una batteria opzionale ad otto celle che, tuttavia, finisce per aumentare il peso del netbook, rispetto soprattutto a quello iniziale. L’impressione è quella di un mini computer che si distingue soprattutto per il look e presenta discrete caratteristiche hardware. Peccato che non ci sia nulla di innovativo rispetto ai prodotti della stessa categoria. 329 euro, il prezzo per questo netbook che non passa certo inosservato e già ha riscontrato un cero successo nelle vendite, in vista dei viaggi estivi. Il suo vero concorrente resta il Sony Vaio M, che costa 299 euro. Caratteristiche analoghe per lo stile portatile Sony. In conclusione, ottimo il rapporto qualità prezzo, non male la facilità d’uso e la funzionalità (se si esclude lo scarso feedback della tastiera). Un po’ meno le prestazioni. Caratteristica numero l’uno: autonomia della batteria.

Luca  Saulino

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Telecom chiude 500 centrali Adsl sature

22 Giugno 2010

Cinquecento centrali del gruppo Telecom addette alla fornitura di servizi Adsl saranno chiuse perché sature. Ad annunciarlo l’azienda italiana leader nel settore delle comunicazioni che, adesso, dovrà fare i conti con la reazione, dal tono negativo, dell’Organo di Vigilanza per la parità di accesso alla rete. Secondo tale ufficio, infatti, la Telecom avrebbe dovuto dare una comunicazione preventiva rispetto alla decisione annunciata nelle ultime ore, così come previsto dall’accordo sancito con l’Autorità per le telecomunicazioni. Un’informativa che Telecom avrebbe dovuto inoltrare anche agli altri operatori, che si sono trovati nell’impossibilità di assicurare il servizio Adsl ad altri nuovi clienti, che rientrano nel raggio di azione delle centrali. La presa di posizione dell’Organo risale al 16 giugno scorso e giunge in seguito alle segnalazioni presentate da Bt Italia, Fastweb, Vodafone e Wind. Rispetto a «lacune informative» riscontrate nei piani Telecom per lo sviluppo e la qualità della rete. Nel provvedimento firmato da Giulio Napolitano si legge che l’Organo ha contestato a Telecom Italia «un’inadeguatezza rispetto ad alcuni degli impegni (gruppo di impegni numero 5)», e ha assegnato alla società «un termine di 30 giorni per adottare rimedi idonei».

Una centrale Telecom

Una centrale Telecom

In particolare, il gruppo delle cinquecento centrali chiuse per la saturazione (ovvero il numero massimo di utenze servite) copre un bacino di poco inferiore ad un milione di clienti. Nei mesi scorsi su numerosi forum erano circolate le lamentele degli utenti circa difficoltà di connessione con gestore Telecom in diverse zone. In pratica, un nutrito numero di clienti riusciva a collegarsi al web soltanto in determinate fasce orarie e giorni, con notevoli disagi sia per chi usa Internet per il tempo libero che per coloro che se ne servono per lavoro. Tra i problemi collegati alla saturazione delle centrali c’era anche la scarsa velocità delle connessioni a banda larga. Velocità di gran lunga più basse a quelle previste negli abbonamenti dei rispettivi clienti. In alcune località italiane era addirittura accaduto che la società non riusciva a garantire, sempre a causa della saturazione delle centrali, la copertura Adsl. In quei casi gli utenti non avevano potuto fare a meno che sottoscrivere abbonamenti con altri gestori. Gli stessi che ora denunciano la mancanza di una comunicazione preventiva e sottolineano l’impossibilità di attivare un servizio concorrenziale e sostitutivo. Insomma, un’occasione mancata per gli altri gestori, dopo la chiusura delle 500 centrali Telecom.

Luca Saulino

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I rifiuti elettronici ora si ritirano nei negozi

18 Giugno 2010

monitor abbandonatoCambiano le regole per lo smaltimento dei rifiuti elettrici ed elettronici, i cosiddetti Raee. Dal 18 giugno computer, televisori, macchine fotografiche, videocamere, lettori mp3, stereo e così via, non funzionanti, dovranno essere consegnati ai negozi specializzati. I punti vendita saranno chiamati a ritirare i prodotti in disuso gratuitamente, al pari di quanto avverrà per tutti gli elettrodomestici, nell’ambito della formula “uno contro uno”. A stabilire le nuove regole un apposito decreto ministeriale, il numero 65 del 2010, secondo cui sarà in vigore dal 18 giugno un regime di gestione semplificato in materia di smaltimento di Raee. In altre parole, il ritiro delle vecchie apparecchiature viene demandato a negozi, centri di assistenza tecnica, installatori e distributori. Obiettivo del decreto: alleggerire il sistema di raccolta di questi rifiuti, incrementando il recupero dei rifiuti tecnologici e la raccolta differenziata. Andrà in pensione, almeno si spera, l’insana abitudine di abbandonare per strada i dispositivi dismessi, il cui ritiro in diverse città era stato assicurato dalle aziende di nettezza urbana, che avevano istituito servizi speciali a costo zero. D’ora in avanti basterà recarsi in un negozio, scegliere l’apparecchiatura che s’intende acquistare, e lasciare nello stesso esercizio commerciale quella vecchia.

Spetterà poi al negozio smaltire in modo corretto questo tipo di rifiuti, che – dice l’articolo 3 del  decreto – dovrà essere raggruppato in un luogo «idoneo, non accessibile a terzi e pavimentato», e infine trasportato presso appositi centri di raccolta con cadenza mensile. Il discorso non cambia per chi acquista materiale elettrico ed elettronico online. Anche in questo caso il negozio virtuale dovrà preoccuparsi di recuperare la vecchia apparecchiatura o l’elettrodomestico che non funziona più. Soltanto nel 2009, secondo gli ultimi dati forniti dal Centro di Coordinamento Raee, ammontano ad oltre 57 milioni di chilogrammi i televisori e i monitor finiti nel cestino. Al secondo posto della classifica i frigoriferi con 56,9 milioni di chili, via via tutti gli altri con una media poco superiore ai 45 milioni di chili. Seguono i piccoli elettrodomestici con 30 milioni di chili. In ultimo troviamo le sorgenti luminose, con appena, si fa per dire, 652mila chili. In totale la media pro-capite di rifiuti elettrici ed elettronici si attesta intorno ai 193 milioni di chili, il triplo rispetto al 2008. Ma come si stanno preparando i rivenditori rispetto a questa novità destinata a stravolgere le abitudini di aziende e consumatori? «Molti – spiega Giuseppe Grazioso, direttore commerciale della New Ora Light, tra le aziende leader nel settore del’illuminazione  – si troveranno impreparati rispetto a questa nuova direttiva, specie quei piccoli rivenditori che non hanno spazio sufficiente per accogliere questi tipi di rifiuti. Inoltre sul rivenditore graverà il costo del trasporto del materiale presso i centri di raccolta». Insomma, si rischia una nuova batosta su un settore che può fare a meno di risentire della più generale crisi dei consumi. In questi anni, per rispondere alle normative vigenti, i produttori di materiale elettrico ed elettronico, si erano riuniti in consorzi volontari, divisi per tipo di apparecchiature, siano esse lampade, computer o  piccoli elettrodomestici.

Questi  sistemi collettivi possono essere proprietari di  impianti di trattamento, in cui raccogliere  i RAEE provenienti dai  propri associati, oppure agire  come semplici “intermediari di rifiuti”, avvalendosi di impianti di terzi. Trattandosi di rifiuti speciali, tutte le fasi di gestione dei RAEE sono condotte  da operatori specificamente autorizzati allo svolgimento di queste  operazioni, ovvero  raccolta, trasporto e trattamento. In Italia ci sono numerose aziende qualificate che si occupano della raccolta e del trasporto dei RAEE, la cosiddetta logistica inversa e del trattamento. In realtà, il sistema di raccolta dei rifiuti elettrici ed elettronici presenta molte zone d’ombra nel nostro Paese. Secondo il Centro di coordinamento dei consorzi,  il servizio copre ormai il 70% dello Stivale.

Ne restano fuori circa 18milioni di italiani che non ne usufruiscono ancora. Dall’Unione Europea negli ultimi mesi è giunto un duro monito all’Italia perché compia un serio sforzo in materia di smaltimento di tali rifiuti. Ogni italiano, infatti, produce ogni anno almeno 14 chilogrammi di Raee. Dunque, almeno dodici chili sembrano scomparsi nel nulla, a leggere i dati forniti dai consorzi. Una quantità consistente di rifiuti finisce nelle discariche abusive della Penisola. Un’altra, invece, viene addirittura inviata nei paesi in via di sviluppo, contaminando seriamente l’ambiente di angoli della terra fino a poco tempo fa ancora preservati dalla mano dell’uomo. Insomma, sul piano del riciclaggio della spazzatura tecnologica c’è ancora molto da fare. Un riciclaggio davvero  efficiente invece ci permetterebbe  di ridurre l’uso di materie prime, abbassando i costi di produzione, e di tutelare l’ecosistema. Un video, pubblicato due anni fa da Altro consumo, mostrava il rovescio della medaglia. In pratica, cumuli di rifiuti elettronici trasportati in Nigeria senza alcuna precauzione, con enormi rischi per la popolazione locale.

Luca Saulino

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20.000 leghe sotto i mari nella II guerra mondiale

18 Giugno 2010

Silent_Hunter__imageSono decine e decine i videogiochi usciti negli ultimi anni, incentrati su combattimenti sottomarini, con tanto di effetti speciali, resi ancora più particolari dal fascino degli abissi. S’inserisce a pieno titolo in questo filone Silent Huntler, videogame nato nel 1996, giunto alla sua quinta edizione.

A differenza di prodotti ludici analoghi, questo videogioco prodotto dalla Ubisoft continua a suscitare l’interesse degli appassionati del settore, grazie ad una grafica accattivante e al simulatore di gioco, messo a punto dal team della Strategic Simulations. Gli appassionati, coloro che l’hanno già acquistato o si apprestano a farlo, molto probabilmente si saranno cimentati in passati in esperienze simili, attraverso videogame come Wolfpack, Aces of the Deep di Dynamics, Dangerous Waters di Balck Bean. Molto accessibile il prezzo. Appena 29 euro per un videogioco che prevede requisiti tra cui 2gb di ram e una scheda video con 256 mb di memoria. Inoltre, per giocare è necessario disporre di una connessione ad Internet sempre attiva. Ridotto il materiale cartaceo che accompagna il prodotto, scelta che ha consentito anche il lancio del videogioco ad un prezzo contenuto. Se nel terzo capitolo dello stesso videogioco la mappa delle zone di combattimento era stampata su un foglio formato A3, in quello successivo la si trovava su un foglio dimensioni poster, nell’ultima edizione della saga è in pratica sparita. Il risparmio, per fortuna, non ha inciso sulla resa del videogioco che mantiene fede al fascino iniziale. Anche in Battle of Atlantic, questo il titolo dell’ultima edizione, le battaglie navali si presentano sotto forme particolarmente realistiche. Un mix di azione e divertimento, capace di non far rimpiangere le precedenti edizioni. C’è né per tutti i gusti, come nella tradizione Ubisoft. Ogni livello corrisponde all’abilità del videogiocatore e si può suddividere per tipologia di appassionato.

Si parte da un livello iniziale, abbastanza semplice. Basta, infatti, lanciare siluri e centrare qualsiasi obiettivo, un po’ come accadeva con i vecchi videogiochi del genere. Le difese del sommergibile, invece, appaiono inattaccabili. Se si passa agli step successivi, il gioco si fa più interessante. Innanzitutto occorre acquisire dimestichezza con i numerosi strumenti a disposizione, tra cui il timone e lo scandaglio della profondità, senza ovviamente dimenticare i comandi da impartire nella sala macchine. Il sottomarino che dobbiamo guidare si chiama U-Boat Type VII. Si tratta di uno dei sommergibili più pericolosi utilizzati al tempo della Seconda Guerra Mondiale, da parte della marina nazista. A quell’epoca fu utilizzato per colpire navi, transatlantici, imbarcazioni che trasportavano derrate alimentari, rifornimenti, soldati e munizioni. Scene che, dai libri ingialliti di storia o dai film in bianco e nero, rivivono nello spettacolare videogioco, dove le tipologie di sottomarini sono catalogati semplicemente con le lettere “a”, “b”, “c”. I tre mezzi militari navali si distinguono per armamenti, dotazioni di siluri, velocità, capacità del serbatoio e autonomia in mare. Tra gli elementi che colpiscono maggiormente il videogiocatore ci sono sicuramente gli effetti sonori, davvero suggestivi. Peccato per una serie di bug che a volte finiscono per spezzare il ritmo particolarmente dinamico del gioco. Per garantire la protezione antipirateria (i pirati dei mari non c’entrano nulla, ci riferiamo a coloro che copiano e diffondano illegalmente il videogioco) è necessaria una connessione permanente ad Internet. Poniamo il caso che per, qualche guasto tecnico, i server della Ubisoft dovessero risultare irraggiungibili, il videogiocatore dovrebbe rinunciare alla partita, pur avendo regolarmente acquistato il prodotto.

Dunque, in questo modo si rischia di penalizzare anche chi ha voluto sborsare i 29 euro, senza violare la legge sul diritto d’autore. Ma torniamo al gioco. L’ambientazione è quella della guerra in Atlantico. Un vero e proprio richiamo per gli appassionati di questo genere, che si preparavano a mettersi alla guida dei sottomarini agli ordini dell’ammiraglio Doenitz. Gli “adepti” della community dedicate al mondo dei sommergibili si preparavano a brindare all’uscita della quinta serie della saga di Silent Hunter, per una lunga serie di ragioni. Innanzitutto, la maggiore accessibilità al gioco, anche per i principianti, grazie a numerose scelte di personalizzazione dei livelli.

Ovviamente, via via che si passa ai livelli superiori, cresce, insieme al grado di difficoltà, il realismo del gioco. Così, i protagonisti al joystick non possono fare a meno di imparare in fretta ad andare per mare a combattere, onde evitare di essere eliminati poco dopo l’inizio della battaglia. Spettacolare la possibilità per il capitano di spostarsi con una visuale in stile Fps nelle diverse parti del battello, fermandosi ad impartire ordini o semplice a chiacchierare con ufficiali e sottoufficiali, o ancora per ascoltare qualche pettegolezzo di bordo. Può capitare in Battle of Atlantic, addirittura, che il morale dell’equipaggio possa influenzarne le prestazioni e consegnare in questo modo alla storia una pesante sconfitta piuttosto che un clamoroso successo.

Luca Saulino

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Il boom del Rosario elettronico

17 Giugno 2010
Il rosario elettronico "io prego"

Il rosario elettronico "io prego"

E’ la preghiera che da sempre scandisce le giornate dei fedeli cattolici. Da recitarsi in compagnia, magari in chiesa, o da soli, nell’intimità delle mura domestiche. Oggi per i devoti al passo con la tecnologia il rosario lo si può trovare sia all’interno di un apposito dispositivo elettronico che sull’ i-Phone. Una voce amica destinata a chi non riesce ad andare in un luogo di culto, specie anziani o ammalati, o non vuol rinunciare alla litania collettiva, disposto a stravolgere le tradizionali abitudini. I numeri delle ultime settimane raccontano di un vero e proprio boom dell’apparecchiatura ideata dalla  Euro Digital Equipment.

Il rosario elettronico, chiamato “Io Prego”,  si presenta sotto forma di un cuore parlante che reca impresso il volto della Madonna. 13mila gli esemplari venduti mensilmente nel nostro Paese. In cima alla classifica si attesta il Lazio che conquista il record di regione più devota (con una media mensile di 1200 vendite), seguita da Campania, Lombardia e Sicilia. L’oggetto in questione (costo 49 euro con spedizione a domicilio) è di piccole dimensioni, di colore grigio, facilmente trasportabile anche in borsa. Per ascoltare le preghiere quotidiane basta azionarlo. Una voce dal tono rassicurante accompagnerà i devoti tra il ciclo di Ave Maria e i misteri, ovvero una serie di momenti significativi della vita di Gesù e Maria.

 La nuova frontiera della fede non si limita al rosario elettronico. La stessa casa produttrice, infatti, ha inaugurato il portale www.prexcommunion.com già definito da qualcuno come il Facebook della preghiera. Una volta collegati al sito, i fedeli possono entrare in contatto tra loro, proprio come avviene sul più famoso social network, e condividere le intenzioni di preghiera, dando vita ad un rito virtuale collettivo. Una community frequentata da una media di 400 visitatori al giorno, dove si possono contare 760 preghiere condivise dagli utenti. Non poteva mancare per un target più giovane un’applicazione per accedere, attraverso il melafonino, smartphone e blackberry, al rosario. Bisogna scaricare il programma IPrex, in questo caso, per poter ascoltare in qualsiasi momento la recitazione delle litanie. Ad ogni giorno della settimana corrispondono misteri e una galleria di immagini. «In Italia – afferma  Vincenzo Coccoli, presidente di Euro Digital Equipment – le vendite del rosario ‘Io Prego si attestano sulle 13mila  al mese, ma è nel Lazio che questo supporto elettronico (nato da un idea dei fedeli del Santuario di Loreto) ha raggiunto il vero record con 1.200 esemplari acquistati. In una regione così religiosa questo dimostra quanto fede e tecnologia possano unirsi armonicamente per soddisfare le esigenze del fedele di oggi, è un chiaro esempio di come un messaggio antico come quello cristiano possa integrarsi con i nuovi strumenti mediatici per arrivare al cuore degli adulti e dei più giovani, che possono grazie alla tecnologia ritrovare la devozione dei propri nonni».

Tra i principali acquirenti del rosario elettronico ci sono gli anziani. Centinaia quelli che contattano ogni giorno il call center dell’azienda, semplicemente per chiedere informazioni sul prodotto o prenotarlo. Molti di loro spiegano agli operatori che lo acquistano tra l’altro per avere una voce di compagnia durante la giornata. Per quanto riguarda l’i-Phone le applicazioni riservate ai fedeli cattolici sembrano aumentare giorno dopo giorno. Prim’ancora del rosario era uscita un’applicazione attraverso la quale si poteva sentir recitare Ave Maria, Padre Nostro, Atto di dolore e Gloria. Sulla scia del boom di vendite di rosari elettronici sono sorti numerosi siti di e-commerce che s’inseriscono in quest’ambito.

Tra i tanti c’è un sito che offre la possibilità di personalizzare il rosario elettronico con immagini sacre e la scelta tra tre colori. Si va dalla Madonna del Rosario a Padre Pio, dalla Vergine di Lourdes a santi locali. Semplicissimo da utilizzare, il rosario elettronico può essere semplicemente  ascoltato, a mò di  riflessione oppure si può rispondere alle Ave Maria come di consueto. Due le versioni, una classica, l’altra con tanto di auricolari, definita “lux”. Dietro alla diffusione del gadget c’è un ampio investimento in termini di marketing. La campagna pubblicitaria di “Io prego”, approdata nelle ultime settimane sulle principali emittenti italiane, è stata curata dalla Saatchi & Saatchi, agenzia  tra le più note del settore, che può contare sull’esperienza  acquisita in oltre quindici  anni di lavoro con la Conferenza Episcopale Italiana. Gli spot televisivi hanno fatto aumentare vertiginosamente le richieste anche nei piccoli negozi di articoli sacri, alcuni presi alla sprovvista da questo vero e proprio boom. Tra le città dove il fenomeno si è più diffuso c’è Caserta. Nella sola Campania la media dei rosari venduti si prepara a superare il primato del Lazio. Ed in questo contesto aumentano le imitazioni del prodotto lanciato dalla Euro Digital Equipment.

 

Luca Saulino

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Un videogioco per ricordare il re del pop

16 Giugno 2010

moonwalkerMichael Jackson  si appresta a rivivere in un videogioco dedicato non solo ai fans del re del pop. La stella della musica internazionale, scomparsa il 25 giugno dello scorso anno, sarà protagonista infatti di un videogame destinato a scalare le classifiche del settore.

Obiettivo del gioco virtuale sarà proprio ballare come il cantante stroncato dodici mesi fa da un infarto provocato da una dose massiccia di farmaci. A dare l’annuncio del nuovo videogioco,  a pochi giorni dal primo anniversario della morte che colpì il mondo intero,  la Ubisoft che, tuttavia, non ha ancora deciso il nome per la sua ultima creazione. Da Los Angeles fanno sapere soltanto che lo scopo del gioco sarà proprio muoversi, emulando i passi che hanno reso celebre Jacko. L’uscita sul mercato del videogioco dovrebbe avvenire, anche sul mercato italiano, entro la fine dell’anno.

Il tempo utile per lanciare il prodotto attraverso un battage pubblicitario che cercherà di raggiungere i nostalgici del re del pop, gli appassionati del genere e anche una larga fetta di curiosi. Alla base del videogioco troveremo la tecnologia, già sperimentata con successo, della  “motion detection”, che consente di riprodurre e valutare i movimenti del giocatore. In realtà, non è la prima volta che il nome di Michael Jackson viene accostato al mondo dei videogiochi. Era già accaduto con un celebre videogame datato 1989, dal titolo “Michael Jackson’s Moonwalker”, disponibile per le console  dell’epoca Sega Master System e Mega Drive, i cui video sono ancora visibili su Youtube, e successivamente anche su pc, su supporto floppy.

Un videogioco incentrato sul film omonimo uscito due anni prima, sviluppato in due D, che vedeva  la stesa del pop sfidare  affrontare il terribile Mr.Big, un folle  che aveva rapito ragazze e bambini. Più che per la grafica grezza e spoglia, i videogiocatori dell’epoca lo ricordano per la colonna sonora. Non fu affatto un successo in termini commerciali, tanto che la Sega non riuscì a coprire i costi di sviluppo e la licenza. Dieci anni più tardi, invece, il re del pop prestò la voce al personaggio principale di “Space Channel 5”, chiamato Space Michael.

Il lancio del videogame potrebbe coincidere con la pubblicazione in autunno di un album di Jacko contenente diversi brani inediti, oltre ai pezzi più famosi del suo repertorio, tra cui “Billie Jean” e “Beat It”. «Lo scopo del giocatore sarà danzare come Michael. Chi si cimenterà dovrà fare quello che vede fare al personaggio di Michael sullo schermo. E il punteggio sarà basato sulla qualità della performance di imitazione dei passi di danza del grande Michael», ha spiegato Tony Key della Ubisoft, la casa produttrice, nel corso della conferenza di presentazione del nuovo progetto tenutasi a Los Angeles. Tra i fans c’è grande attesa per l’uscita del videogioco. C’ chi, pur ignorando il funzionamento alla base del gioco, già giura che lo acquisterebbe a scatola chiusa, e chi si dice pronto anche ad affrontare lunghe code fuori ai negozi pur di portarsi a casa il videogame dedicato al proprio idolo. Attraverso le due piattaforme Xbox 360 e PlayStation 3 Move i giocatori si cimenteranno in performance, a metà tra il canto e il ballo, rievocando l’amatissima popstar.

Il gioco, dunque, si prepara nel giro di pochi mesi ad entrare in migliaia di case in tutto il mondo e a tenere incollati davanti al monitor diverse generazioni. Una sintesi, in altre parole, di divertimento e musica, sulla scia lasciata da Michael Jackson, colui che – come dice John Branca, il co-esecutore del patrimonio di Mj- «si è sempre spinto ogni limite quando si trattava di tecnologia, voleva far provare ai suoi fan qualcosa di indimenticabile. Che si tratti di video, registrazioni, o concerti». I giocatori che usano la Xbox potranno servirsi della nuovissima tecnologia Kinect, presentata nei giorni scorsi, che permette di giocare senza controller. Una videocamera seguirà i movimenti effettuati dal giocatore, che potrà accompagnare ai passi il canto, grazie ad un microfono in dotazione. Il gioco offre anche la possibilità, attraverso la funzione di sintonizzazione automatica, di modificare la voce quando il fan – giocatore interpreta i brani preferiti del loro beniamino e ne emula i passi. Grafica ed effetti speciali a parte, il videogioco sarà un modo per ricordare il cantante che ha fatto parlare di sé per oltre quattro decenni. La sua scomparsa sconvolse non solo il mondo dello spettacolo. Era il 25 giugno 2009 quando Michael Jackson ebbe un malore. Fu subito soccorso dal suo staff e trasportato alla clinica dell’UCLA Medical Center di Los Angeles. Morì per un arresto cardiaco, a pochi giorni dalle prove in vista  dei concerti che si sarebbero dovuto svolgere a Londra. Nelle settimane precedenti il re del pop era apparso in discreta forma. Un pesante cocktail di farmaci aveva spezzato la sua brillante carriera.

Luca Saulino

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Porta internet dove vuoi: le offerte di Vodafone

13 Agosto 2009

Internet ovunque e per chiunque è il nuovo motto, ed ecco che i gestori di telefonia mobile (Tim, Vodafone, Wind, Tre, ecc…) partono all’attacco con offerte su offerte che includono l’uso o la vendita di dispositivi hardware.

 

È il caso ultimo della Vodafone con il suo netbook per la navigazione in internet, un apparecchio netbook, appunto, già connesso a Vodafone che permette di navigare in automatico senza più necessità di chiavetta per una tariffa mensile di abbonamento. “Basta un click e sei subito su internet” questo lo slogan con calciatori e veline a fare da sponsor. La Vodafone lancia così il suo nuovo mini pc ovvero un PC compatto con cui connettersi ad internet inserendo direttamente la SIM quindi senza fastidiose chiavette. 7.2 mega bite per secondo per solo 40 euro al mese cioè 10 ore al giorno fino a 300 minuti al mese, il mini Pc fornito, poi è un Samsung NC10 e viene praticamente fornito gratis a seguito di abbonamento, con tariffe ancora migliore per i business ed i lavoratori muniti di partita IVA. Sicuramente una soluzione molto pratica per chi viaggia, o non ha troppa dimestichezza con la rete. Logicamente l’offerta è valida dall’Italia, ma se si passa il confine le tariffe cambiano ed il conto potrebbe risultare piuttosto salato. Andiamo un po’ a vedere la scheda tecnica, manco a dirlo Vodafone punta al mercato patentato e il suo mini computer monta una serie di software con licenza come: Processore Intel ® Atom TM Processor N270, 1.6 GHz , 533 MHZ FSB, 512 Kb Sistema Operativo Microsoft Windows XP® Home Edition Chipset Intel®945 GSE + ICH7M System Memory 1 GB (DDR2 / 1 GB x 1) Intel ® Monitor 10,2″ (non tra i più piccoli ma un buon compromesso tra dimensioni compatte e facilità di lettura e scrittura dello screen) Scheda Video Intel® GMA 950 Hard-disk HDD 160 GB (5400 rpm S-ATA) che ci assicura una buona capacità di lavoro. Tastiera 83 keys Pointing Device Touchpad (Scroll Scope, Flat Type). Facciamo attenzione alla tastiera, chi usa il computer per lavoro, più che per svago, passa intere ore a scrivere sul proprio computer, una tastiera ergonomica e confortevole è un primo requisito più ancora del sistema operativo, un ottimo computer con una bassa navigabilità dovuta a brutti strumenti di tastiera e touch pad non serve a nulla.

 

Purtroppo non ci sono degli standard adeguati, ogni persona si posiziona dinanzi allo schermo in una posa diversa, è bene quindi, prima di effettuare l’acquisto, provare, per diversi minuti tutte le possibili combinazioni di tasto, per evitare pentimenti futuri. Ma torniamo alle caratteristiche: multimedia Card Slot 3-in-1 (SD, SDHC, MMC) Input/Output Port 3xUSB, VGA, RJ45, Mic-in, DC-IN Batteria 6 Celle AC Adapter 40W; software pre-Installati Macafee Virus Scan, Acrobate Reader, Easy Battery Manager, Easy Display Manager, Easy speedUp serivice, SAMSUNG Magic Doctor, SAMSUNG Network Manager, SAMSUNG Update Plus Port Replicator). Il pc è veramente mini, un chilo e trentatré grammi per un massimo di 26,1 cm di larghezza (18,5 x 3 le altre dimensioni). Si spera, dato il tipo di apparecchio nella durata della batteria (un mini computer con internet integrato a questo prezzo e condizioni si compra solitamente per spostarsi con facilità e continuare a lavorare un po’ ovunque – almeno in Italia aggiungiamo – è quindi giusto che la batteria si adegui, purtroppo, però, a parte qualche prototipo le batterie fornite dal Samsung, pur durando 8 ore in medio consumo non assicurano prestazioni adeguate a chi si sposta di frequente).

 

Le specifiche tecniche della connessione sono le seguenti: wireless Intel® 802.11 b/g WLAN Antenna Dual Quad-Band Antenna LAN 10/100 LAN Bluetooth SI (Bluetooth v2.0 + EDR) Webcam integrata (1.3 Mpixel) Audio High Definition Audio Security HDD Security, Kensington Lock Port, per poter chattare audio e video senza restrizioni. Fortunatamente anche se le condizioni di connessione sono queste non siamo per nulla obbligati a tenerci il PC così come ce lo hanno dato ma possiamo variare software ed adattare l’apparecchio alle nostre reali esigenze. Non mancano le porte USB,gli ingressi di cuffie e microfono, addirittura con il pacchetto viene compresa la scheda SIM Vodafone e una custodia morbida per il netbook che ha un monitor di 10,2 pollici. Sul sito della Vodafone è possibile assistere ad una serie di video che spiegano il funzionamento dell’apparecchio ed illustrano come si avvia una connessione in maniera molto semplice così da aiutare anche i più “inceppati”. In un tentativo di omologazione piuttosto diffuso ultimamente il PC è disponibile in bianco o in nero (mi chiedo perché questo sia l’anno del minimalismo ed il colore sia stato bandito dall’universo informatico). Fortunatamente la parte tecnica, legata anche a garanzia e assistenza viene lasciata alla Samsung che ha una forte tradizione alle spalle nel campo della computeristica.

 

Sara

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