iPhone 4, tra i mercati orientali e nuove applicazioni

9 Agosto 2010

iphone-4-completoDopo poco meno di una settimana dal debutto sul mercato italiano, l’iPhone 4 approda in Corea del Sud. E’ servito il via libera dell’ autorità di regolamentazione di Seoul per assistere alla vendita dello smartphone della Mela, come ha dichiarato Korea Communications Commission, l’organismo che ha provveduto ad esaminare la documentazione presentata dalla casa di Cupertino. La richiesta risaliva allo scorso 29 luglio quando la Apple si apprestava a sbarcare anche sui mercati orientali per il lancio dell’ultimo gioiellino tecnologico. Un debutto questo, rinviato di qualche giorno proprio per la mancanza delle necessarie autorizzazioni da parte del governo locale.

L’esclusiva coreana per la distribuzione dei servizi sull’iPhone 4 se l’è aggiudicata la compagnia telefonica Kt Corp che metterà in vendita il modello nel giro di due mesi. «Faremo del nostro meglio per cominciare a vendere iPhone 4 a settembre», ha affermato Lee In Won, portavoce di Kt, che in Asia ha venduto il primo modello di iPhone alla fine del 2009, due anni dopo il lancio negli Usa.  Intanto sembrano sfumate le polemiche sulla scarsa ricezione dell’iPhone 4 dovute alla particolare posizione dell’antenna e all’impugnatura da parte dei mancini. Si torna, dunque, a discutere sulle mille funzioni di un oggetto dei desideri che chiamare telefonino è sempre più riduttivo. In Italia le ultime applicazioni in ordine di arrivo le ha lanciate la Devoto – Oli, casa editrice specializzata nella pubblicazione di dizionari. Un nome che hanno imparato a conoscere studenti di intere generazioni. Al vocabolario di italiano già disponibile in versione integrale la Devoto Oli abbina dei giochi per mettere alla prova le abilità linguistiche e le conoscenze grammaticali degli italiani. Indovina la parola! e Cruci… aiuto!, sono i due giochi disponibili da oggi sull’Apple Store. Il primo consiste nel trovare il lemma corretto a partire dalla definizione. Dal dizionario viene estratta a caso una parole, presentata con un certo numero di caselle quante sono le lettere che la compongono.

Una volta letta la definizione, si può scrivere la soluzione all’interno delle caselle oppure passare al prossimo turno ed estrarre una nuova parola. L’applicazione offre anche la possibilità di rivedere le risposte esatte e il tempo che il giocatore ha impiegato a rispondere. Nel Cruci… aiuto! ci sono le lettere già conosciute della parola da indovinare e caratteri jolly al posto delle lettere ignote, l’applicazione presenta tutte le parole che contengono la stringa di parole già immesse.

Luca Saulino

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Alla scoperta dei lettori Blu-ray interattivi

8 Agosto 2010

pioneerPrende piede anche in Italia la tecnologia blu – ray. Il futuro dei lettori per i supporti Blu-ray è costituito soprattutto da due prodotti lanciati dalla Pioneer, entrambi caratterizzati dalla funzione BD-Live. BDP LX53 e BDP-330 sono due modelli dalla qualità davvero straordinaria. Funzionano come ricevitori AV e garantiscono l’optimum in quanto a riproduzione audiovisiva di film Hd. Tuttavia leggono anche cd, dvd e dispositivi di memoria usb grazie alle apposite porte.

I due modelli non sono semplici lettori. A ben guardare, essi offrono tutta una serie di servizi nel segno dell’interazione e della multimedialità, con un occhio di riguardo ai dati online. Sono connessi ad Internet grazie al Wi-Fi e dispongono anche di una connessione Ethernet. Collegarli in Rete, dunque, sarà davvero semplice. Basterà servirsi della rete wireless domestica tramite uno specifico adattatore oppure attraverso la lan.  La novità sta appunto nel poter accedere a servizi e contenuti presenti online: scene extra; giochi, immagini, trailer, definite funzioni interattive e contenuti bd-live.

Dal menu l’utente, oltre a collegarsi ad Internet, può leggere i feed rss della Pioneer o vedere un video su Youtube mediante la tv collegata al web attraverso il wireless.  Sempre grazie ad Internet sarà possibile venire a sapere quando l’azienda metterà a disposizione gli ultimi firmware per aggiornare i lettori, ovvero dotarli di tutte le funzioni disponibili. Le novità non finiscono qui. Pionner ha creato delle applicazioni gratuite che permettono di trasformare sia l’iPhone che l’iPod Touch in un telecomando che funziona sia per il  BDP-LX53 che con il BDP-330. Il prodotto si distingue anche per l’ottimo audio, da molti ricercato quanto il video in questi ultimi lettori. I componenti audio high-end professionali e la completa  decodifica dei formati audio HD di Dolby e DTS permettono di ottenere un suono di qualità ottima, tanto che l’utente sembra trovarsi in una sala cinematografica mentre guarda il film. Sempre sul piano dell’audio, la tecnologia PQLS multi-surround e l’audio bit-stream PCM rendono ancora più pulito il suono. 

Sul fronte dell’immagine, le note positive sono davvero numerose. I nuovi lettori di casa Pioneer garantiscono immagini molto nitide dai dischi Blu-ray. Funzioni queste assicurate dalla tecnologia Deep Colour e x.v.Colour. I colori sono naturali e brillanti grazie alla capacità dei lettori dell’upscaling a 1080p (HD) delle immagini. Per vivere queste emozioni cinematografiche comodamente dal divano di casa bisogna spendere 399 € per il BDP LX53 e 299 € per BDP-330.

Luca Saulino

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Magix Mp3 Deluxe 16

7 Agosto 2010

mp3Che quella dell’mp3 sia stata una bella invenzione ormai non c’è dubbio. Basti pensare soltanto a come intere discografie possano essere contenute in una chiavetta o in un lettore da tenere comodamente in un taschino. L’addio a scaffali pieni di dischi, audiocassette,  cd e dvd molti lo hanno già dato da tempo, per abbracciare il nuovo formato digitale, spesso ai limiti della legalità per le modalità di diffusione.

Tuttavia il formato mp3 ha un’unica significativa controindicazione spesso dimenticata. Essendo fruibile in tempi record, l’appassionato di musica rischia di cadere nel rischio più comune: l’accumulo indiscriminato di file. Per evitare di avere il computer zeppo di miglia di file musicali, magari nemmeno ordinati per cartelle corrispondenti al genere, all’artista o all’album, arriva un software ad hoc. Spesso, infatti, si finisce per non trovare più il brano desiderato e si rimpiangono i tempi in cui il disco poteva essere riposto sullo scaffale secondo un criterio alfabetico o di genere che sia, apponendo un’etichetta scritta con un semplice pennarello. Il programma in questione è il Magix mp3 Deluxe 16. Una volta installato, si hanno a disposizione tre moduli: Magic Musix Editor 3, Maxix Extreme Print Studio e l’omonimo programma. Il menu più semplice è quello del programma principale che troviamo nella colonna di sinistra. Le voci sono: la mia musica; il mio computer, webradio, scopri musica online. Nelle aree di appartenenza, invece, accediamo ai sottomenu: importare cd; masterizzare; attivare filtri di ricerca e il player (in basso).

La mia musica permette di accedere a tutti i brani indicizzati dal software o alle registrazioni. Il mio computer consente di sfogliare l’hard disk, le unità removibili. Basta mettere il segno di spunta sulla directory e il programma procederà per il resto. Webradio contiene invece i link diretti alle radio che trasmettono da tutto il mondo, divise per Paese e genere. E’ possibile inoltre visualizzare il titolo del brano e nome dell’autore direttamente dall’interfaccia del player. Tra le funzioni del software più interessanti (legata proprio alle web radio) c’è la hit finder, ovvero un motore di ricerca delle hit che appartengono ad un genere indicato dall’utente, registrandole da cinque radio selezionate in base alla qualità di ricezione e ai tag, sempre indicati dall’utente. Le hit vengono inserite nella sezione risultati hit finder. Spetterà all’utente, partendo dalla lista preferiti, a salvare i brani che riterrà di proprio interesse.

Luca Saulino

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Splinter Cell convinction

6 Agosto 2010

Il videogioco si distingue soprattutto per la metamorfosi che ha subito il suo protagonista, Sam Fisher, al punto che quasi appare irriconoscibile.

Ubisoft, casa produttrice del gioco, ha deciso di imprimere una piccola rivoluzione che piacerà agli amanti della tattica virtuale, fino a dare un taglio cinematografico che entusiasma ancora di più chi sta ai comandi davanti al monitor. Sam ha la morte della figlia nel cuore, è svincolato dalla sua agenzia. Insomma, è un personaggio completamente cambiato. Sam è nello stesso tempi più umano e più aggressivo ma anche più impulsivo e  tratti sensibile. Lo si capisce dalle meccaniche del gioco in cui si specchia il protagonista. Non c’è più la rigida modalità stealth. Sam riesce a muoversi velocemente, spietato. I suoi migliori alleati sono le ombre e le coperture. Non esita a lanciarsi nei conflitti a fuoco, scala i cornicioni, è così agile da arrampicarsi su grondaie, cornicioni e tubi. Imprese compiute a mani nude, senza alcuna attrezzatura. Il che rende tutto più spettacolare.

Schizza con velocità tra i nemici, gli salta addosso, gli piomba da dietro. Riesce ad eliminarsi anche senza ricorrere alle armi. In modalità Mark ad Execute, Sam riesce ad uccidere una serie di nemici nel corso di una sequenza che ricorda i migliori film d’azione. Una sequenza agghiacciante che al cinema farebbe tenere incollati gli occhi allo schermo pure allo spettatore più distratto. Il cuore dl gioco è lo spostamento ragionato nell’ombra. Gli spostamenti tra le coperture sono automatici. C’è un puntatore ad indicare i possibili elementi dello scenario a portata di salto. Gestire il gioco è davvero facile. Per assistere ad un’acrobazia atletica di Sam basta schiacciare un solo tasto. Se la copertura salta, i nemici memorizzano l’ultima posizione di Sam per poterlo individuare e colpire più facilmente.

Al giocatore la Ubisoft offre diverse modalità per raggiungere gli stessi obiettivi, proprio come in film d’azione, senza risparmiare qualche scena parodistica, come quando Sam, per convincere i nemici a vuotare il sacco, li picchia con ciò che gli capita sotto mano. In altre parole, l’impostazione narrativa funziona molto bene e convince. Più discutibile l’aspetto grafico. Il motore grafico, Un real Engine 2, fa sentire i suoi anni e rende alcune scene d’azione singhiozzanti. Lasciano a desiderare a tratti anche le texture con ambienti molto santardizzati e squadrati dove la fantasia sembra un po’ dimenticata.

Luca Saulino

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Attenti al trojan cattura-password!

5 Agosto 2010

trojanUno scheletro. Ecco la fine che potrebbe fare il vostro computer se infettato da un trojan in grado di rubare le password e svuotare i conti correnti online. I cyber criminali sono sempre pronti a colpire bypassando spesso anche quei computer che l’utente pensa di aver adeguatamente protetto. L’obiettivo dei delinquenti della Rete è rubare le credenziali bancarie, impossessarsi di username e password per accedere ai servizi online. E ancora: i cyber criminali potrebbero compiere un attacco di tipo Ddos, ovvero una strategia per consumare la larghezza di banda di una rete aziendale facendo perdere la connettività. Le azioni che rientrano nella rete botnet purtroppo non finiscono qui. L’attacco potrebbe portare anche ad un sovraccarico del server con numerose richieste di servizi in modo tale da impedire l’accesso ad un sito web, oppure perdere addirittura il controllo dello stesso server.

Tra i trojan più pericolosi che circolano in Rete c’è Zeus, che consente ai cyber criminali di rapire le informazioni sensibili attraverso un file criptato con estensione .ds. Questa tecnica per infettare il pc viene chiamata Command&Control server, perché il trojan scarica da questi server posti sotto controllo un file di configurazione, che contiene le istruzioni sulle informazioni da rubare ed inviare ai “pirati”. Zeus, noto anche come ZBot, fu lanciato nel 2007 da virus writer forse di origine russa. In tre anni questo trojan ha conosciuto una rapida e micidiale evoluzione, tanto che i suoi sviluppatori hanno lanciato un apposito toolkit e venduto su alcuni forum ad un prezzo superiore ai 3mila dollari. Zeus è diventato così una delle maggiori minacce presenti su Internet, in grado di mettere a punto una botnet che ha fatto registrare oltre 1300 server, in crescita continua. Un numero la dice lunga sulla pericolosità di questo trojan: 1241 file infetti, con una media di 50 diffusi sul web ogni 12 ore.

Cifre impressionanti che devono mettere in guardia gli incauti navigatori, i cui computer sono sprovvisti di protezioni antivirali. Zeus si diffonde specialmente attraverso la posta elettronica, con messaggi spam. Mail spazzatura che hanno come mittenti e oggetti organizzazioni governative, sulla carta davvero esistenti, che invece non hanno nulla a che vedere con quei messaggi contenenti i file infetti. Anche Facebook non sfugge a questa minaccia con messaggi che invitano a fantomatiche partite a poker. Per sconfiggere questo trojan esistono procedure manuali e tool di rimozione.

Luca Saulino

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Arrova il navigatore sociale per cellulari

4 Agosto 2010

wzePrendiamo un qualsiasi smartphone e, laddove c’è la compatibilità, installiamo un software di navigazione satellitare gratuito. Fin qui nessuna novità. Sull’iPhone, Blackberry, Nokia e altri modelli, questa funzione è ormai ampiamente diffusa. La novità degli ultimi mesi è nell’opportunità offerta dagli utenti connessi in rete di arricchire con tutta una serie di informazioni la navigazione satellitare, attraverso la condivisione di file. Il principio è più o meno quello che sta alla base dei popolari social network come Facebook e Twitter. L’applicazione vive grazie ai contributi dei vari utenti. Quello che sembrava un sogno si è trasformato finalmente in realtà. Il progetto in questione si chiama Waze ed è già stato lanciato in 85 paesi per un totale di 700mila utenti. In altre parole, alla cartografica di base si aggiungono le informazioni via via fornite dagli utenti. Vediamo insieme come funziona questa nuova applicazione.

Una volta impostata la destinazione, ci si lascia guidare dal navigatore. Può accadere però che una strada, magari di recente realizzazione o con una nuova nomenclatura, non sia presente sulla mappa. A quel punto l’utente che ha individuato il percorso per raggiungerla, può metterlo a disposizione in Rete. Analogo per l’inserimento di una nuova segnaletica o per correggere precedenti mappe. Quante volte, infatti, ci siamo imbattuti in strada dove era cambiato il senso di marcia o vi erano lavori in corso. Per calcolare il percorso  o scaricare le mappe Waze utilizza la connessione dati del telefonino. Lungo il percorso il wazer (l’utente) può segnalare eventuali ostacoli incontrati, magari pubblicando una foto, un video, o commentando un post precedente. Informazioni molto utili per gli altri utenti che così potranno cambiare tragitto in tempo utile, evitando di trovarsi imbottigliati in un ingorgo o incanalati in un percorso con un senso di marcia errato. Sempre grazie alle informazioni offerte dai wazer, si potranno bypassare posti di blocco, incidenti, autovelox, tutor e tanto altro ancora come trovare parcheggio, cosa sempre più difficile nel centro delle grandi città.

Laddove le mappe sono incomplete, dunque, viene in soccorso Waze. Più saranno i wazer connessi, più semplice sarà avere a portata di mano le informazioni sul tragitto che ci si appresta ad intraprendere. Per incrementare la partecipazione, gli sviluppatori hanno ideato un sistema che attribuisce un determinato punteggio in base a come si usa il programma. In palio ci sono anche diversi premi.

Luca Saulino

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Skebby: comunicare via sms è facile!

3 Agosto 2010

Comunicare con un sms? Da oggi è ancora più facile anche senza telefonino. Il nuovo servizio lo ha lanciato, attraverso una piattaforma business, il marchio Skebby. Il sistema adottato è facile, intuitivo e soprattutto economico. I destinatari? Aziende che desiderano interagire con i propri clienti offrendo un servizio informativo nel segno dell’innovazione. Ancora una volta, dunque, l’sms si conferma con uno strumento di comunicazione riservato non solo all’interazione a livello personale, come può avvenire tra amici, fidanzati, partner, familiari.

Il messaggino diventa indispensabile anche per fare marketing e proporre servizi rivoluzionari per i clienti alla ricerca di informazioni in tempo reale attraverso il canale mobile. Con la piattaforma appena battezzata, Skebby si rivolge ad enti pubblici, aziende, system integrator sviluppatori indipendenti di software le proprie interfacce di programmazione, grazie alle quali integrare nell’immediatezza l’invio e la ricezione degli sms dei propri clienti, nell’ambito di un servizio per cui il cliente avrà dato il proprio consenso. Ma come si articola questa novità di cui si parlava da tempo? Il meccanismo è davvero semplice. Lo scambio di informazioni potrà avvenire sui portali o attraverso software elaborato proprio per gestire gli sms, sia in invio che in ricezione. Un esempio? Il servizio ricevi e rispondi, permetterà, alle aziende di comunicare con i propri clienti in base alle richieste da loro formulate. I servizi potranno essere sia gratuiti che a pagamento, a seconda dei contenuti veicolati.

Le tariffe, ovviamente, varieranno da azienda ad azienda, ed in base alla tipologia di servizio offerto. Per snellire l’invio sarà possibile creare mailing list o canali tematici ai quali il cliente potrà iscriversi, evitando così di essere vittima di spam. Le aziende potranno così inviare offerte speciali, sconti o contenuti relativi agli interessi dei clienti di cui si è a conoscenza. Il successo di queste applicazioni sta nel fatto che finora sviluppare servizi per integrare la ricezione e l’invio di sms comportava tempi davvero lunghi.

Bisognava intraprendere lunghe negoziazioni, presentare business case, e ancora c’era da sobbarcarsi i costi particolarmente elevati per la fase iniziale di set up e le interfacce di programmazione non a portata di tutti. Procedure così lunghe da far diventare un’odissea la ricerca di un servizio innovativo per la propria azienda. Adesso si guarda al futuro grazie alle applicazioni lanciate da Skebby. Basta una partita Iva per incominciare ad inviare e ricevere sms, a partire da 3 centesimi per sms senza altri vincoli.

Luca Saulino

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In arrivo la nuova linea IMac

3 Agosto 2010

apple-imac-aluminumNovità in vista per gli amanti dei computer della Mela. Apple, infatti, ha deciso di aggiornare la linea degli ormai superfamosi iMac. I prezzi partono da 1199 euro (Iva e tasse incluse). Spiccano, vere e proprie rivoluzioni, i processori  dual core fino a 3,6 ghz,  processori quad-core fino a 2,93GHz e processori grafici dedicati, tra i quali troviamo  il potente chip ATI Radeon HD 5750. Tra le novità registriamo il nuovo Magic Trackpad, che presenta un design in vetro e alluminio ultraliscio, ma questo accessorio è disponibile separatamente a 69 euro, e permette agli utenti della linea Imac l’opportunità di servirsi degli stessi gesti davvero intuitivi già in dotazione ai Multi-Touch dei portatili Mac. I tempi della prestazioni iMac si distinguono ancora una volta.  Discorso che vale sia per i processori dual-core Intel Core i3, che per Core i5 e quad-core Intel Core i5 e Core i7.

Tutti dispongono di un controller della memoria che permette l’accesso diretto alla memoria del sistema e nello stesso tempo consente di sfruttare a pieno la memoria veloce a 1333MHz. Passi in avanti anche per gli appassionati dei giochi 3d con i nuovi processori grafici dedicati ATI Radeon HD che assicurano immagini molto ben definite. Colori brillanti e un angolo di visualizzazione particolarmente ampio (178 gradi) lo offre lo schermo dei nuovi iMac, che presenta la tecnologia Ips. Ottimo in quanto a compatibilità lo slot che supporta il formato SDXC, ovvero quello delle schede di archiviazione più avanzate, di largo uso soprattutto nelle fotocamera digitali e nei lettori mp3. La velocità di trasferimento dati del disco Ssd può raggiungere la velocità fino a 251 mb al secondo per tempi di avvio e apertura delle applicazioni ultrarapidi.

Ricordiamo che i computer Apple sono dotati del sistema operativo più evoluto della serie, Mac OS X Leopard, che si accompagna all’ultima suite di applicazioni grazie alla quale si possono realizzare filmati, gestire foto, comporre musica, imparare a suonare, solo per citare alcuni aspetti. Il sistema operativo è il frutto di un aggiornamento rispetto ai precedenti. I geni della casa di Cupertino lo hanno ottimizzato e perfezionato cercando di non deludere le aspettative degli utenti, e sembrano esserci proprio riusciti. Veniamo ai costi del nuovo iMac. 21,5 pollici, processore Intel Core i3 a 3,06GHz. In Italia lo si può acquistare allo stesso prezzo degli altri paesi: 1199 euro, che diventano 1699 per il modello da 27 pollici.
Luca Saulino

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Stalker Call of Pripyat

2 Agosto 2010

stalker-call-of-pripyat-1Nel 2007 Stalker Shadow of Cernobyl risultò come uno dei videogiochi di fantascienza più suggestivi. Direttamente ispirato all’omonimo film del 1979, il prodotto di casa Gsc era riuscito ad entusiasmare gli appassionati del genere.

A decretare il successo soprattutto la tensione legata all’ambientazione successiva al disastro nucleare. Il giocatore, dunque, veste i panni del sopravvissuto alla catastrofe che sconvolse il mondo intero. E’ costretto via via a vagare in un territorio desolato, seriamente contaminato dalle radiazioni. Muoversi in quelle zone dopo la strage non è affatto semplice. La vita risulta condizionata in ogni spostamento. Il videogioco di tre anni fa, tuttavia, presentava un’interfaccia non troppo semplice per chi è poco esperto davanti al monitor e un motore grafico particolarmente pesante. L’ultimo prodotto riprende la storia di Cernobyl, senza variare l’interfaccia dei comandi.

Sul palmare vengono annotate le missioni da compiere, poi c’è la mappa degli obiettivi da raggiungere, le risorse a disposizione dell’utente, lo stato delle armi, delle armature e il rilevatore di oggetti, già presente nella precedente edizione. La nuova versione è compatibile con le DirectX 11 ed è più stabile (la 2007, infatti, a volte faceva andare in crash il sistema). Fa un passo in avanti la grafica, grazie ad immagini più dettagliate. Poche le novità sul fronte delle meccaniche di gioco. Lo spazio di gioco non è altro che una grande area piena di rifugi, cavità sotterranee ed edifici nei quali sono ambientate le missioni.

Anche il raggiungimento degli obiettivi risulta abbastanza ripetitivo: l’eliminazione di un soggetto, la disinfestazione dei mostri mutanti, la raccolta delle informazioni. Quando finisce una missione, il giocatore ha a disposizione tesori, oggetti, tute speciali e nuove armi che vanno ad arricchire l’arsenale (mitra, pistole e fucili). A differenza dell’edizione precedente, il giocatore deve essere molto più attento ad amministrare i comandi. Basta una piccola disattenzione per farsi sfuggire dall’occhio uno dei tanti strumenti per far fronte al nemico che avanza.

Gli Stalker, infatti, sono molto cauti negli spostamenti sul territorio e avanzano con diligenza. I combattimenti, dunque, sono diventati più impegnativi. Tuttavia il ritmo è rallentato da lunghissime fasi esplorative alle quali il giocatore non si può sottrarre. Davvero scadente la qualità dei dialoghi che toglie non poco fascino al gioco. Il livello di difficoltà resta elevato. Come resta pensate il motore grafico ormai datato. Eccellente invece la sezione multiplayer.

Luca Saulino

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Iphone: negli USA è legale craccarlo

1 Agosto 2010

iphone_usa1Nel giorno del debutto sul mercato italiano dell’iPhone 4, dagli Usa, patria del melafonino, arriva una notizia destinata a far discutere. Secondo la legge, infatti, è possibile craccare il cellulare apple, ovvero installare applicazioni non autorizzate dalla Apple. A stabilirlo è la nuova regolamentazione del Copyright Office of the U.S. Library of Congress, l’organismo che negli Stati Uniti provvede a  i garantire la tutela dei diritti d’autore e dei brevetti, che ha di fatto modificato il Digital Millenium Act del 1998.

Una piccola rivoluzione davvero inattesa che consentirà d’ora in avanti la pratica del cosiddetto “jailbreak”, in altre parole la possibilità di installare sull’iPhone software non approvati. Da oggi chi si divertirà a farlo non commetterà più alcun reato. Addio, dunque, almeno in questo caso, alla violazione del copyright. La nuova normativa dà il via libera ai possessori dell’iPhone, da sempre vincolati ad installare sul telefonino soltanto le applicazioni sfornate dalla casa di Cupertino, disponibili sull’App Store, il negozio online della Apple, tra i portali più cliccati al mondo. Analogo discorso varrà per l’iPad per il quale sarà in vigore lo stesso principio. Tradotto in soldoni, chiunque potrà trovare un’applicazione compatibile sparsa per la Rete e installarla sul melafonino, così come avviene esempio sul sistema operativo Android di Google. Le novità non finiscono qui. I terminali potranno essere sbloccati, ovvero resi usufruibili con tutti i gestori di telefonia mobile, cosa che invece non accade, se si vuol rispettare la legge, in Italia.

Nessuna polemica intorno alla nuova normativa, a differenza di quanto avvenuto per i difetti di ricezione riscontrati nell’iPhone 4, che avevano fatto scoppiare una vera e propria bufera. Anzi, in questo caso, c’è chi brinda alla vittoria. Si tratta del grande popolo dei consumatori che da diversi mesi si batte per l’uso legittimo e per l’Electronic Frontier Foundation (EFF), organizzazione no profit in difesa dei diritti digitali, che nel 2008 ha presentato i ricordi. Secondo il movimento, anche le applicazioni non prodotte dalla Apple e compatibili con l’iPhone dovevano essere ritenute legali. Resta rigida, invece, la posizione della Apple rispetto al jailbreak. A chiarire il pensiero della Mela è un portavoce della società in un comunicato che già ha fatto il giro del mondo. Secondo la Apple, craccare l’iPhone nfluirebbe negativamente sulle prestazioni dell’iPhone, che «può diventare instabile e non funzionare correttamente», oltre a violare le condizioni di garanzia.

Luca Saulino

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Audiweb: 23 milioni di italiani in Rete

31 Luglio 2010

internetItaliani, popolo di santi, poeti e navigatori, da qualche anno non solo per mare. A confermare l’aumento esponenziale del numero di abitanti nel Belpaese collegati ad Internet è una ricerca diffusa dalla società Audiweb. Secondo l’ultimo studio, nel solo mese di giugno sono 23,78 milioni gli italiani che hanno navigato nel web attraverso un computer. Una percentuale di dodici punti superiore alla precedente, che risale ad un anno fa.

Nello specifico, sempre a leggere i dati elaborati da Audiweb, gli utenti attivi nel giorno medio sono stati 11,73 milioni. In media, ogni italiano ha speso poco più di un’ora e mezza collegato in Rete, consultando circa 168 pagine. Ma quanti sono gli italiani che hanno accesso al web con una certa periodicità? Stando al monitoraggio reso noto in questi giorni, sono 32,5 milioni di italiani tra gli 11 e i 74 anni che si collegano ad Internet, con un incremento del 10,4 %  su base annua.

Interessante anche la classifica dei luoghi da cui ci si collega. In cima troviamo le connessioni tra le mura domestiche (30 milioni), seguite da quelli attive negli uffici (8,9 milioni), e ancora i luoghi di studio (3 milioni), infine Internet point e biblioteche (appena, si fa per dire, 1,9 milioni). Aumenta anche il numero delle famiglie che dispongono di un collegamento web: 11,8 milioni, ovvero 16,9 % in più rispetto a giugno dello scorso anno. Buona anche la crescita dell’alta velocità di Adsl o fibra ottica, a disposizione di 8,4 milioni di connazionali. Nel contempo fa registrare un’impennata anche la modalità alternativa al computer per collegarsi alla Rete, ossia i cellulari, o meglio gli smartphone. In un anno la percentuale di coloro che navigano dal telefonino è salita del 30,3 %, sempre rispetto a giugno 2009. Una percentuale che corrisponde a 4,7 milioni di italiani. Tra abbonamenti e connessioni flat gli italiani confermano che non riescono proprio più a rinunciare a collegarsi ai social network, chattare, consultare la posta elettronica o vedere i propri filmati preferiti, fuori casa e in viaggio. Ma quanto spendono gli italiani che si collegano ad Internet dal cellulare? Anche in questo caso, la spesa aumenta rispetto al passato, in cui l’Internet mobile era appannaggio di pochi. La spesa media va dai 16 ai 30 euro nel 41,7 % dei casi. Ma c’è anche chi non esita a sborsare di più. Nel 27 % dei casi, infatti, la spesa sfora i 30 euro.

Luca Saulino

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Runaway a twist of fate

30 Luglio 2010

55988_origChe si tratti di un videogioco intrigante ed entusiasmante lo si capisce già dall’inizio che spiazza chi sta davanti al monitor. Gina riceve una chiamata con la quale viene a sapere di un incidente accaduto a Brian nell’ospedale psichiatrico in cui è ricoverato ed è morto. Lei, professione ballerina, prende parte al funerale e, mentre segue l’esequie, riceve uno strano sms sul cellulare. La vittima le dice che, in realtà, è ancora vivo e che la sua morte non è altro che una messa in scena per fuggire da quella struttura diventata un carcere, e trovare finalmente l’assassino dell’omicidio di cui è accusato. Un’impresa difficile, se si considera che per fuggire è finito in un tomba sotto terra. Il gioco ha come obiettivo proprio quello di cercare chi ha incastrato Brian e per quale motivo. Un thriller a tutti gli effetti dove non manca qualche nota comica, tutto arricchito da un montaggio in stile cinematografico. Il giocatore è chiamato a vestire ora i panni di Gina, ora quelli di Brian, tra numerosi colpi di scena. La grafica è davvero spettacolare con un mix di cel shading, immagini in formato bitmap, sfondi dipinti a mano, altri a tratti cartoon. Un impatto visivo notevole che non delude affatto le aspettative di chi ha acquistato il gioco prodotto dalla Pendulo studios (costo 29,90 €). Il giocatore si muove tra scenari particolarmente colorati e ambienti affascinanti in cui si cercano e raccolgono oggetti.

Per velocizzare gli spostamenti dei due protagonisti si potrà fare doppio clic sulla zona di destinazione per materializzare la loro presenza in posti geograficamente molto distanti, in realtà. Nel menu a scomparsa troviamo i comandi per accedere all’inventario e visualizzare le opzioni di gioco o gli aiuti. Numerosi gli enigmi di fronte ai quali si troverà il giocatore. Enigmi posti all’interno della trama che possono essere svelati grazie ad un ragionamento logico e utilizzando in combinazione gli oggetti presenti nell’inventario. Se l’enigma dovesse risultare davvero irrisolvibile, basterà far ricorso alla procedura di assistenza che fornisce suggerimenti o soluzioni. Basta premere, inoltre, il tasto Tab per accedere agli hot spot, ovvero i punti in cui è possibile l’interazione tra i personaggi. Funzioni queste riservate ai giocatori più esperti che riescono ad avere un controllo totale del percorso del gioco. L’importante è impegnarsi con la logica, senza farsi troppo aiutare dall’assistenza. Altrimenti che sfizio c’è!

Luca Saulino

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Sul web un palinsesto speciale RAI

29 Luglio 2010

raiUn numero sempre più in crescita di italiani non rinuncia ad Internet nemmeno in vacanza. A loro ha pensato la Rai lanciando un palinsesto speciale per chi guarda i canali della tv pubblica attraverso il web. Ai circa 10 milioni di italiani che si collegheranno al web grazie ai punti di accesso Wi-Fi sulle spiagge, nelle piazze, negli alberghi, la Rai propone spettacoli, serial e speciali andati in onda la scorsa stagione, oltre ad alcune anticipazioni per la nuova stagione televisiva. Si tratta di programmi che spaziano dall’approfondimento allo sport passando per la fiction e l’intrattenimento. Una scelta indirizzata non solo ai vacanzieri, se si pensa che quest’estate il 46% degli italiani resterà a casa. Per questa fetta consistente la Rai trasmetterà gli europei di atletica e di nuoto, speciali sul cinema dedicati a Russell Crowe, Pedro Almodovar e Quentin Tarantino agli omaggi a Caravaggio e a Madre Teresa di Calcutta, programmi per bambini con Shrek IV alla musica con Italia Wave Love Festival 2010; e due famosi sceneggiati, per la prima volta disponibili sul sito Rai.tv, come Gamma e il Conte di Montecristo.

Su www.raisport.rai.it gli appassionati di sport potranno seguire numerose gare internazioni di atletica e di nuoto con dirette, speciali, video on demand e blog dedicati, oltre a trovare informazioni sulle medaglie, il calendario e tante altre curiosità. Da segnalare, sempre su Rai.tv, un viaggio nell’arte e nella vita di Caravaggio, a 400 anni dalla morte del grande pittore. Da non perdere, inoltre, uno speciale sullo sbarco sulla luna, le nuove avventure spaziali, la commemorazione della strage di Hiroshima il 6 agosto, con un’attenzione particolare alle nuove frontiere del nucleare. E ancora: il ricordo nell’anniversario della morte, il 26 agosto, di Madre Teresa di Calcutta, il 29 agosto, di Franco Basaglia. Per gli amanti del giallo consigliamo Flavio Insinna e Christiane Filangieri in «Ho sposato uno sbirro» e con le inchieste di «Sherlock Holmes» e del «Tenente Sheridan», due classici tratti dall’archivio Rai. Nella sezione della grande fiction spicca «Bianco e nero» con puntate per la prima volta on line su Rai.tv.  Tanto spazio anche alla risata con una carrellata nel tempo dedicata ad Annamaria Barbera, Paola Minaccioni e Rosalia Porcaro. Sempre alla comicità sono dedicati due speciali, on line il 21 e 22 agosto, con la presenza di Francesca Reggiani.

Luca Saulino

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L’Iphone 4 arriva in Italia

28 Luglio 2010

37414_iphone4E’ prevista per venerdì l’uscita sul mercato italiano del tanto atteso iPhone 4. Numerose le novità dell’ultimo prodotto di casa Apple, reduce da diverse polemiche scoppiate in merito al sistema di ricezione che avevano travolto la società americana tra non poco imbarazzo. Si comincia dal FaceTime, un sistema che rende ancora più facile la videochiamata attraverso un tocco, per finire allo schermo con una maggiore risoluzione (la risoluzione più alta nella storia degli smartphone), passando il nuovo display Retina. Per ovviare al problema della ricezione la società di Cupertino regalerà a tutti gli acquirenti una apposita  custodia in grado di rendere più solido il segnale dell’antenna. Da venerdì, oltre che nel nostro Paese, l’iPhone 4 sarà disponibile in Australia, Austria, Belgio, Canada, Danimarca, Finlandia, Hong Kong, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Nuova Zelanda, Olanda, Singapore, Spagna, Svezia e Svizzera, presso gli Apple store, i noti  negozi online (http://store.apple.com/it),  e i rivenditori autorizzati. Lo smartphone è dotato di una fotocamera da 5 megapixel con flash Led, capacità di registrazione video HD 720p, processore Apple A4, un giroscopio a 3 assi e fino al 40% in più di autonomia in conversazione. Il sistema operativo è l’Ios4, con multitasking, folders, una mailbox più semplice da consultare, un più migliorato  supporto Enterprise e iAd, la nuova piattaforma pubblicitaria mobile di Apple.

Il prezzo consigliato in Italia è di 659 euro per il modello da 16gb, 779 per quello da 32gb. Sempre da venerdì sarà disponibile un nuovo iPhone 3gs da 8g ad un prezzo di 539 euro con tasse incluse (senza contratto). Ovviamente le tariffe variano a seconda degli operatori mobili. Numerose le possibilità offerte agli acquirenti, tra quelle che consentono di portarsi a casa il cellulare a prezzo scontato attraverso un rateizzo che corrisponde ad un esborso mensile pari al traffico consumato tra voce e dati. Per la stragrande maggioranza degli italiani sarà questa la formula su cui si punterà per ottenere l’ultimo gioiellino della Apple. Sta di fatto che a prezzo di listino, l’iPhone 4 risulta come lo smartphone Apple più caro della storia e tra i cellulari più costosi della storia. Un primato che l’iPhone 4 si aggiudica anche sul fronte del pagamento nella formula del canone mensile, inaugurato dalla Tre. Il precedente modello (3 Gs) costava ben 719 euro nella versione (senza contratto) che disponeva dell’hard disk più capiente (32 gb).

Luca Saulino

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Il wi-fi arriva negli ospedali

27 Luglio 2010

wifiC’è un numero, seppur ancora troppo limitato, di ospedali italiani che non sono solo luoghi di sofferenza. Per alleviare i disagi delle lunghe degenze in alcuni nosocomi i direttori sanitari hanno deciso, infatti, di mettere a disposizione degli ammalati il wi – fi gratuito. Tra le strutture che offrono questo servizio c’è il Regina Elena e San Gallicano di Roma. Le persone ricoverate potranno collegarsi ad internet attraverso un portatile o qualsiasi altro dispositivo mobile, come un telefonino, un palmare, un Ipad. Così navigare, chattare, collegarsi ai social network più popolari, consultare la posta elettronica, fruire dei propri video preferiti, ascoltare gli mp3 più amati non sarà più un sogno per chi è costretto a trascorrere periodi più o meno lunghi in una stanza d’ospedale.

In questo caso, il progetto è stato possibile grazie al sostegno della Provincia di Roma. L’ente ha provveduto a collocare i punti di accesso alla Rete in diverse zone del territorio capitolino. «La procedura di connessione è semplice – afferma l’ingegner  Gianluca Ferrara, responsabile dell’Area Informatica degli Istituti – è sufficiente accedere una prima volta alla rete da un qualunque punto Wi-Fi presente, scegliere la rete “Provincia Wi-Fi” , registrarsi seguendo le indicazioni riportate e si è subito connessi ad Internet». Gli hotspot sono stati posizionati nei punti di maggior affluenza delle strutture sanitarie, ovvero la hall principale, la sala d’attesa all’ingresso e davanti al laboratorio di analisi e il centro congressi. A breve altre postazioni spunteranno nel piazzale dell’ingresso principale e in quello posto di fronte al centro congressi. «Il progetto “Provincia”  è totalmente gratuito – aggiunge  l’ingegner Ferrara – e nasce come primo nucleo autorevole di una rete federata a cui possano connettersi anche reti di privati o di altre istituzioni. L’idea di base è quella di unire le risorse e condividere i benefici con altre reti pubbliche».  Un passo in avanti nel rapporto con i pazienti quello compiuto dall’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena e l’Istituto Dermatologico San Gallicano. La connessione non ha alcun costo ed è assicurata sia agli ospiti che ai visitatori. 

Per rendere ancora più facile l’accesso al web, le postazioni dove è possibile il collegamento sono state indicate con un’apposita segnaletica subito identificabile. Le postazioni, inoltre, assicurano un’ampia copertura del segnale, essendo collocate con intervalli regolari un po’ in tutte le due strutture sanitarie d’eccellenza della capitale.

Luca Saulino

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Xperia X10

12 Luglio 2010

xperiaIn principio lo smartphone nacque come uno strumento di lavoro. Negli ultimi mesi, invece, abbiamo assistito ad una vocazione sempre più multimediale per questi oggetti tecnologici. E’ il caso dello Xperia X10 di Sony Ericsson, un cellulare indispensabile per tenersi in contatto con gli amici, scattare foto, girare video, ascoltare la musica preferita, collegarsi ad Internet attraverso il Wi-Fi, scambiare file sfruttando il bluetooth, e ancora pianificare un itinerario o trovare una mappa grazie al navigatore Gps integrato. Tutti i modelli della serie X 10 sono dotati di una fotocamera dalla caratteristiche paragonabile, a tutti gli effetti, a quella di una compatta, con una risoluzione che va dai 5 megapixel, sui modelli base, a quella di 8,1 su quelli più evoluti. Su quest’ultimi c’è perfino la funzione di riconoscimento dei volti. La memoria è di 1 Gb, ma può essere ampliata fino a 8 Gb grazie ad una card microSd in dotazione. Straordinaria anche l’autonomia: fino a 10 ore in conversazione, 415 ore in standby per X10, mentre 4 ore in conversazione e 285 in standby per il Mini X10 Pro.

Lo schermo è un ampio touch da 4 pollici, che si può usare facilmente anche senza pennino, semplicemente con le dita. Il Mini X10 Pro, invece, presenta una tastiera qwerty a scomparsa, utile per la scrittura degli sms e delle mail. Molto facile l’accesso ai social network grazie alle applicazioni che consentono il collegamento diretto ai rispettivi siti. Ottima anche la gestione dei file multimediali catalogati in cartelle, proprio come avviene di norma sui pc, e divisi tra immagini, filmati, musica. Tutti i file possono essere riprodotti nel giro di pochi secondi, senza dover perdere tempo a cercare l’apposita voce all’interno del menu.

A portata di dita, è proprio il caso di dirlo, pure l’accesso a Play Now e You Tube, dove si possono vedere i propri video preferiti. Svariate anche le possibilità di personalizzazione. Xperia X10 Sony Ericsson, infatti, è stato commercializzato anche in Italia, in diversi colori, tutti di gran moda. Le tinte più gettonate restano quelle con le finiture bianche o nere. Ma non finisce qui di stupirvi la Sony Ericsson. Mini X10 Pro, infatti, è disponibile anche in rosso, mentre la stessa versione mini viene proposta in numerosi colori, come il nero, bianco, lime o rosa, garantiti dalle apposite cover intercambiabili.

 

Luca Saulino

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I mondiali tra dirette streaming e 3D

12 Luglio 2010

Mondiali-calcio-2010-3DFino a qualche anno fa c’era solo la tradizionale diretta tv. Già dalla scorsa edizione, però, i mondiali di calcio li abbiamo potuti seguire sfruttando le nuove tecnologie, ovvero in streaming dal computer, con aggiornamenti su smartphone e tablet, o in un cinema grazie alla proiezioni 3D. Anche per Sudafrica 2010 gli italiani hanno preferito la tv agli altri mezzi, con una serie di limitazioni per chi non disponeva di un abbonamento a Sky. Il dato più rilevante è che, pure chi si trovava lontano dalla tv, ha potuto seguire la partite collegandosi in streaming ai siti della Rai o di altre emittenti che le trasmettevano.

La tv pubblica ha offerto la diretta streaming, già a cominciare dalla cerimonia di apertura dei mondiali, con il risultato che la prima gara, Sudafrica – Messico, l’hanno potuta guardare davvero in pochi a causa del boom dei collegamenti streaming. Di fronte ad un numero altissimo e inatteso di contatti, Rai Net è stata costretta ad incrementare la banda così da poter garantire dirette efficienti per il resto della competizione. Sono numeri da capogiro quelli legati alle dirette web dei match dei mondiali, complici anche i turni pomeridiani. Un esempio? La sconfitta dell’Italia con con la Slovacchia ha registrato un milione di utenti unici, molti dei quali collegati dai luoghi di lavoro, uffici in primis. Difficile un paragone con i mondiali del 2006: allora, infatti, la Rai non trasmetteva ancora le partite in streaming. Sta di fatto che il risultato in questione s’inserisce tra i record della Rete. A voler effettuare un raffronto, dobbiamo tornare due anni fa, agli Europei. Nel 2008 Italia – Romania fu seguita sul web da 120mila utenti unici.

Oltre alla Rai decine e decine di siti stranieri hanno assicurato la diretta web. E’ andate bene anche per i possessori dell’iPad. Per loro la Rai ha lanciato un’applicazione proprio per guardare le partite attraverso il nuovo gioiello di casa Apple. Tuttavia il ritardo con cui è stata presentata quest’applicazione ha lasciato l’amaro in bocca agli utenti dell’ iPad, che hanno dovuto rinunciare alla visione delle prime gare dal tablet.La vera novità di quest’edizione restano le partite in 3D. La diretta delle partite con questa tecnologia è stata affidata dalla Fifa alla Sony. Nelle poche sale italiane c’è stato il tutto esaurito. Meglio dell’estero dove le dirette hanno deluso per numerosi problemi tecnici e le sale sono rimaste semivuote.

 

Luca Saulino

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Guida alla scelta del lettore mp3

10 Luglio 2010

lettore mp3In spiaggia, sotto all’ombrellone o in riva al mare; in barca tra un tuffo e l’altro; in montagna durante passeggiate per sentieri verdi; in un parco mentre si fa footing; in treno mentre si viaggia; o più semplicemente a casa durante una pausa. Le occasioni in cui ascoltare musica da un lettore mp3 sono davvero tante.

Con l’avvicinarsi delle vacanze chi non ne possiede già uno o comunque vuol cambiarlo si chiede quale modello acquistare. A guardare le vetrine dei negozi c’è davvero l’imbarazzo della scelta, tra dimensioni, colori e funzioni. Si parte da quelli così piccoli che si possono agganciare facilmente ad una maglia o ad una tuta fino ad arrivare a quelli grandi quanto uno smartphone. Vediamo insieme cosa offre il mercato in vista della stagione estiva. In tanti preferiscono puntare su un modello dalle dimensioni contenute, da portare anche in tasca, magari con un display non troppo piccolo, in modo da non rinunciare alla visualizzazione di foto e filmati nonché il titolo della canzone, il nome dell’artista e così via. Meglio ancora se il lettore ha pochi pulsanti ben posizionati, così da poterlo utilizzare in pochi istanti anche mentre si è impegnati, magari, in un’attività sportiva. In secondo luogo c’è la capacità di memorizzazione dei dispositivi. Con poco meno di 20 euro si possono acquistare lettori di 4 Gb, davvero più che sufficiente per contenere centinaia dei brani dei propri artisti preferiti. Sul fronte opposto troviamo player tra cui l’Ipod Touch: ben 64 Gb, ovvero l’equivalente di centinaia di cd con le nostre canzone più amate. Per essere più precisi: un lettore di 4 Gb può contenere fino a circa 70 ore di musica. Se si passa a modelli da 8 o 16 Gb, la capacità raddoppia o si quadruplica, con 140 e 280 ore. Non c’è bisogno di convertire i brani prescelti nel formato mp3. La stragrande maggioranza dei lettori, infatti, supporta anche il formato wma, che assicura una qualità superiore all’mp3. Fa eccezione l’Ipod della Apple che, invece, necessità di un’apposita conversione. Il mela-lettore, però, dal canto suo, oltre ad essere un prodotto cult della categoria, risulta compatibile anche con i file aac, formato particolarmente utilizzato per la distribuzione della musica on-line, attraverso gli store specializzati, tra cui proprio quelli della casa di Cupertino. Ma cos’è che fa davvero la differenza tra un lettore e l’altro, estetica e funzioni escluse? Gli auricolari! All’apparenza le cuffiette sembrano tutte uguali. Magari possono cambiare colori e dimensioni degli auricolari. A parte questi dettagli, gli auricolari influiscono notevolmente sul modo in cui viene percepito il suono, ovvero ascoltata la musica. Di solito si preferisce ascoltare gli mp3 attraverso le cuffiette in dotazione. I puristi del suono, tuttavia, non esitano ad acquistare cuffie esterne di una categoria superiore. Da non sottovalutare l’accesso alla gestione dei file multimediali. Se si escludono i piccoli Apple iPod Shuffle, su quasi tutti i modelli dotati di un monitor che non sia minuscolo, c’è la possibilità di vedere foto o le clip preferite (queste vanno quasi sempre convertite con appositi software). Tuttavia su modelli come il Philips go-gear e lo Shuffle, anche la riproduzione dei video è negata. Oltre il 90% dei modelli presenti sul mercato, inoltre, dispone di un ricevitore radio Fm.

Ulteriore eccezione per alcuni limitati modelli la possibilità di archiviare musica o altri file su schede di memoria esterna. Tra i modelli sotto i 100 euro spicca il Sony Nwz E44: costo 90 euro, ottimo ascolto, lunga autonomia, peccato per il volume massimo un po’ troppo alto; Trascend mp860: costo 89 euro, lungo ascolto, lettore di card microSd; Sandisk Sansa Fuze: costo 98 euro, trasferimento dei dati veloce, lunga autonomia, lettore di card microSd; Philips go-gear Spark: costo 58 euro, trasferimento dei dati veloce, manca però la radio; Archos 3 Vision: costo 100 euro, ascolto non ottimale. Questi i modelli oltre i 100 euro: Apple Itouch: costo 185 euro, ottimo ascolto, connessione Wi-Fi e browser integrato; Philips Go gear Muse: costo 145 euro, funzione di riduzione dei rumori esterni, funziona solo con gli auricolari originali; Apple Ipod Nano: costo 145 euro, davvero utile la videocamera integrata, ha la radio Fm;  Sony Nzw s544: costo 120 euro, autonomia particolarmente lunga, numerosi formati supportati; Cowon D2: costo 140 euro, lunga autonomia, lettore di card microSd. Una carrellata, insomma, per tutti i gusti e le esigenze. Sempre di più, da qualche mese, chi non pretende una qualità del suono straordinaria o funzioni più articolate, sceglie di ascoltare gli mp3 direttamente dal cellulare. Ormai, infatti, quasi tutti i modelli hanno un player incorporato. Inoltre, alcuni modelli tra cui quelli della serie Music prodotti dalla Nokia, offrono, proprio come avviene con i comuni lettori, di disporre di una serie di funzioni, tra cui quella di leggere sul display i dati relativi alla canzone che si sta ascoltando.

Luca Saulino

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Il lettore mp3 con la TV

10 Luglio 2010
Teac 4500

Teac 4500

Chi l’ha detto che con un lettore multimediale non si può vedere la tv? Da oggi tutto ciò è possibile grazie ad un nuovo prodotto lanciato dalla Teac. Si tratta dell’Mp 4500. All’apparenza sembra un normale lettore per ascoltare musica, visualizzare foto o filmati, le funzioni presenti su tanti altri prodotti. Basta osservare l’antenna che fuoriesce dal lettore per capire che, oltre a riprodurre una vasta serie di formati, questo lettore consente di vedere la tv digitale terrestre.

Sì, proprio così. Se non riuscite a rinunciare alle partite dei mondiali, ad un telegiornale o alla fiction preferita, questo prodotto può essere la soluzione giusta. L’Mp 4500 si presenta come un comune lettore, dotato di un display a colori di 3,5 pollici. La funzione tv è garantita da un sintonizzatore interno, grazie al quale è possibile fruire gratuitamente dei canali televisivi, ovviamente in chiaro. Semplici i passaggi da compiere: basta allungare l’antenna, effettuare la scansione dei canali e vedere il programma prescelto, nelle situazioni in cui fino a qualche tempo fa era impensabile vedere la tv: sotto l’ombrellone, in treno, o comunque lontani da casa. Insomma, se non vi accontentate dei video scaricati da Internet, della vostra discografia immagazzinata nel lettore e della radio, ci si può orientare su questo lettore: costo 149 euro. Buona sia la capacità di archiviazione, 4 Gb (centinaia di brani e decine di clip), e l’autonomia. La batteria, infatti, assicura la fruizione della modalità tv per circa 5 ore, un lasso di tempo sufficiente per ricaricare eventualmente il lettore attraverso la comoda porta Usb o un adattatore.

Come già detto, il Teac Mp 4500 possiede anche tante altre funzioni, di quelle diffuse tra i principali lettori multimediali. Ci riferiamo alla radio Fm, all’orologio sveglia, ad un slot di espansione per card di tipo micro SD, indispensabile per aumentare la memoria già ampia del lettore. In altre parole, il Teac Mp 4500 risulta tra i lettori multimediali più completi, soprattutto se si considera l’accesso gratuito alla tv digitale terrestre. La stessa funzione su diversi tvfonini H3G è si garantita ma con tariffe che differiscono a seconda del piano prescelto. Inoltre, la qualità garantita da questo lettore è superiore a quella offerta dai tvfonini e si può paragonare, nelle zone dove il segnale non è disturbato, a quello delle tv portatili di dimensioni superiori.

Luca Saulino

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Supreme commander 2

1 Luglio 2010

Era il 2007 quando sul mercato usciva la prima edizione di Supreme Commander: un videogioco futuristico lanciato dalla Gas Powered Games, l’azienda guidata da Chris Taylor, l’inventore di Dungeon Siege. Tre anni più tardi gli appassionati del genere possono cimentarsi nel secondo capitolo del videogame. Una guerra tra robot, particolarmente pubblicizzata, che sembra piacere anche ai giocatori occasionali.

supreme

La formula ideata dalla software house americana è più o meno la stessa di quella iniziale. Ovviamente non potevamo mancare quei cambiamenti tanto attesi già dai possessori della prima edizione. Tuttavia, chi si attendeva un gioco completamente ridisegnato, resterà un po’ deluso. Vediamo insieme pregi e difetti di questo videogioco (costo 49, 90 euro, requisiti S.O. Windows XP, Vista, processore Intel 3,2 Ghz, 2 Gb di ram, scheda video con 256 mb di memoria). La prima novità che salta all’occhio del giocatore è un’impostazione narrativa più coinvolgente. Ogni storia, scandita da un approccio sicuramente più diretto, è incentrata sulle imprese di un membro in eterna lotta tra loro, ovvero Uef, Aeon Illimunate e Cybran Nation). In effetti, il giocatore si appassiona a questi scontri senza mai annoiarsi. Diciotto le missioni in cui è articolato il gioco, sei per ogni fazione. Una trama avvincente. Peccato per alcuni spunti narrativi un po’ retorici e la qualità dei filmati che a volte lascia a desiderare. In generale, Supreme Commander è un videogioco avvincente e si conferma tra i migliori della categoria.

 Una vera e propria rivoluzione la possiamo apprezzare sul piano della grafica. Qui l’azienda di Chris Taylor ha deciso di investire molto, mutando lo stile delle unità di combattimento, che – non lo possiamo nascondere – sembrano ispirarsi inequivocabilmente al look dei manga giapponesi. Qualche passo in avanti lo attendevamo sotto il profilo delle ambientazioni, come già detto, di tipo futuristico. Le scene sembrano troppo analoghe tra loro, quasi come se non ci fossero differenze. Cosa che si verifica anche nelle mappe del videogioco. Mappe, tra l’altro, più scarne e più piccole. Le dinamiche, invece, non sono cambiate. Lo stile è quello iniziale. Uno stile di successo, adottato dall’intera categoria. Obiettivo del gioco: recuperare le risorse, nel nostro caso massa ed energia, per mettere su edifici destinati agli eserciti e poter condurre cos le battaglie. Cambiamenti positivi per quel che riguarda la gestione delle operazioni militari: controlli più immediati con movimenti meno caotici, a differenza del primo capitolo.

In fondo, per sconfiggere i nemici non occorrono imprese titaniche né eserciti particolarmente vasti. Basta potenziare le truppe puntando sulla specializzazione delle unità. Risultato raggiungibile attraverso un upgrade del videogioco, che si può fare facilmente sfruttando, appunto, lo schema ad albero dedicato alle specializzazioni. Non è cambiato, invece, il motore grafico. E’ lo stesso del primo capitolo e sembra dare buoni risultati. Garantiti gli effetti spettacolari come le esplosioni fragorose e luminose, i dettagli delle truppe, le illuminazioni davvero futuristiche. Un miglioramento forse era possibile per le fasi del gioco che presentano una dinamica più accelerata. Pensiamo ai momenti dei combattimenti, in cui il motore grafico rischia, solo in alcuni brevi frangenti, di risultare un po’ lento, con un framerate un po’ singhiozzante. Tuttavia, agli occhi dei meno patiti per il genere, questa pecca può anche passare inosservata, controbilanciata, come già detto, da effetti davvero spettacolari e una narrazione coinvolgente al punto giusto. Definirlo un capolavoro, come qualcuno si preparava a fare a pochi giorni dal lancio, sarebbe esagerato e azzardato. Sicuramente Supreme Commander 2 è un buon gioco, tra i migliori della categoria che rimanda ai meccanismi strategici in tempo reale. In generale, le impressioni sono positive. A storcere il naso sono soltanto gli appassionati che si aspettavano davvero qualcosa in più, a distanza di tre anni dal primo capitolo. Le correzioni apportate dalla software house sembrano non aver accontentato chi è disposto a trascorre ore e ore, anche quasi intere giornate, davanti al monitor del computer, per cimentarsi nella guerra dei robot tra Uef, Cybran Nation e Aeon Illuminate. Soddisfatto il grande pubblico, resta un po’ deluso il target più di nicchia, dunque. Secondo i patiti del genere, il videogioco manca di elementi di originalità, ha una grafica buona ma non brillante (come dicevamo, a volte si inceppa nelle fasi particolarmente animate), e non presenta spunti tali da differenziarsi dai concorrenti. O meglio ci troviamo di fronte ad una concorrenza timida. Poco o nulla, a confronto con le novità lanciate sul mercato negli ultimi mesi, in cui i giochi futuristici quasi rientrano, come in un paradosso, a causa degli effetti speciali, in una dimensione realistica. Il gioco, in fondo, non risulta nemmeno troppo impegnativo per chi ha già una certa dimestichezza con i videogame di tipo strategico. Un’esperienza gradevole, quella di Supreme Commander 2, specie per la sezione multiplayer.

Luca Saulino

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